I modi più strani in cui si muovono gli animali

C'è chi nuota, chi vola, chi striscia ma anche chi scivola sulla pancia, chi si libra come un elicottero e chi è costretto dall'evoluzione a camminare lateralmente: ecco tutti i modi più curiosi in cui si muovono gli animali. Anche le vongole!

Non provate a sfidare una foca cancrivora (Lobodon Carcinophagus) in una gara di nuoto o di velocità sul ghiaccio: perdereste sicuramente. Questo paffuto animale di oltre 200 kg, non solo guizza nell'acqua a oltre 12 km/h di velocità, ma ha anche messo a punto una tecnica tutta sua che gli permette di muoversi sulla terra ferma, purchè ghiacciata, a oltre 25 km/h. Come? Scivolando sulla pancia e spingendosi con le pinne e con opportune ondulazioni del bacino.

Che vivano sepolte nel fango del fondale, tra i coralli, sulle rocce o nelle praterie di alghe, anche le stelle marine si muovono. E lo fanno grazie ai pedicelli ambulacrali, piccole protuberanze disposte lungo i canali radiali, cioè le braccia.
Ai pedicelli sono collegate piccole ampolle, che grazie al lavoro di speciali muscoli, possono essere riempite e svuotate di acqua. In questo modo i pedicelli di gonfiano e si sgonfiano alternativamente, permettendo alla stella marina di muoversi.

Le creature marine più curiose

Il colibrì (Trochilidae) non è solo il più piccolo uccello del mondo - alcune specie come il colibrì di Elena pesano meno di 2 grammi - ma anche quello con le doti acrobatiche più spiccate.
Grazie alle ali che possono muoversi in ogni direzione, il colibrì può volare all'indietro, capovolto e anche tutte e due le cose insieme e riesce a compiere qualunque tipo di manovra in poche frazioni di secondo.
Quando succhia il nettare dai fiori rimane sospeso in volo stazionario (hoovering) proprio come un insetto, e in effetti alcuni studi hanno dimostrato che il battito delle sue ali (fino a 90 volte al secondo) è molto simile a quello di alcune farfalle.

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Sfatiamo una leggenda: il gambero non cammina all'indietro ma, come tutti gli animali, cammina in avanti, guardando dove va e utilizzando per procedere le appendici disposte lungo il corpo.
Ma quando si sente minacciato può compiere poderosi balzi all'indietro grazie a una veloce contrazione dei muscoli addominali che, facendo chiudere e aprire a scatto la coda a ventaglio, portano il crostaceo lontano dal pericolo.

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Per il tricheco (Odobenus rosmarus) i due lunghi canini sono come un coltellino svizzero, poichè assolvono molti compiti diversi.
Questo grosso mammifero, che può arrivare a pesare anche 1.700 kg, li utilizza infatti come arma per difendere il territorio dai nemici, come zappa per scavare nel fondo dell'oceano in cerca di cibo, ma anche come picozza per trascinarsi pesantemente sul ghiaccio e per uscire dall'acqua.

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Il gheppio è un piccolo rapace del genere Falco diffuso in tutti i continenti tranne che in Antartide.
Come il colibrì, è in grado di volare a punto fisso facendo frullare rapidamente le ali: questa tecnica gli consente di puntare con estrema precisione le prede e di seguirne gli spostamenti variando la posizione della grande coda a ventaglio, prima di avventarsi su di esse in una micidiale picchiata.

In volo con i rapaci più veloci del mondo: un video spettacolare

Chi l'avrebbe mai detto! Anche le vongole, le telline e tutti gli altri bivalvi più o meno commestibili che vivono sul fondo marino, si muovono.
E lo fanno con un curioso sistema di propulsione a getto chiamato clapping (applauso): in pratica il mollusco saltella battendo le due valve tra loro ed espellendo all'esterno piccoli getti di acqua ad alta velocità.

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Seppie e calamari possono strisciare sul fondo marino grazie ai loro tentacoli, ma anche nuotare a grande velocità utilizzando un meccanismo di idropropulsione: possono infatti riempire di acqua il loro mantello per espellerla e ottenere così una lunga spinta.
I più veloci possono superare i 30 km/h, sufficienti a metterli al riparo dalle fauci dei loro nemici naturali.

Nella foto: una seppia gigante australiana (Sepia apama)

Il basilisco comune (Basiliscus Basiliscus) è l'unico vertebrato al mondo capace di correre sull'acqua. Le zampe posteriori di questa piccola lucertola tropicale sono infatti così potenti da permetterle, mentre corre, di schiacchiare sotto la superficie dell'acqua delle piccole bolle d'aria sulle quali appoggia i piedi per una piccola frazione di secondo. I suoi movimenti sono così rapidi che, di fatto, l'animale salta da una bolla d'aria all'altra dando così l'impressione a chi lo osserva di correre letteralmente sull'acqua.
Grazie a questa particolare tecnica il rettile riesce a raggiungere la ragguardevole velocità di 12 km/h su specchi d'acqua lunghi 20-30 metri.
Per poter fare la stessa cosa un uomo di 80 kg dovrebbe riuscire a correre ad almeno 1000 km/h.

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Pancia a terra, zampe anteriori distese in avanti, mento, petto e addome schiacciati al suolo: è la posizione che assume il leopardo delle nevi (Panthera Uncia) quando striscia silenzioso verso la preda.
Questo grande felino passa gran parte della sua giornata appostato tra le rocce in attesa della vittima, alla quale si avvicinerà silenzioso prima di afferrarla e finirla in un unico, velocissimo balzo. La preda verrà poi nascosta in un luogo sicuro, al riparo dalle bocche voraci di altri animali.

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Vivere strisciando sul terreno non è affatto facile: pietruzze, sabbia, asperità e rifiuti umani sono sempre pronti a causare ferite e abrasioni. E così la lumache e chiocciole, per avanzare sicure, secernono costantemente uno strato di bava sul quale scivolano.

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Pur avendo gli occhi in posizione frontale rispetto al proprio asse, quasi tutte le specie di granchio si muovono camminando lateralmente. In questo modo le quattro paia di zampe utilizzate per la deambulazione non interferiscono con il movimento delle chele, che vengono utilizzate dall'animale per cibarsi e difendersi dai nemici.
Alcune specie di granchio, durante le passeggiate sul fondo marino, si girano di 180° alternando così le zampe che tirano a quelle che spingono e viceversa.

Non provate a sfidare una foca cancrivora (Lobodon Carcinophagus) in una gara di nuoto o di velocità sul ghiaccio: perdereste sicuramente. Questo paffuto animale di oltre 200 kg, non solo guizza nell'acqua a oltre 12 km/h di velocità, ma ha anche messo a punto una tecnica tutta sua che gli permette di muoversi sulla terra ferma, purchè ghiacciata, a oltre 25 km/h. Come? Scivolando sulla pancia e spingendosi con le pinne e con opportune ondulazioni del bacino.