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I modi più strani di trasportare i cuccioli

Sul dorso, tra i peli, persino sottopelle: gli stratagemmi più sicuri e insoliti a cui le madri animali ricorrono per non abbandonare i propri piccoli.

Se pensate che camminare con un bebè nel marsupio sia faticoso, forse non conoscete le fatiche dei ragni lupi (fam. Lycosidae). Le madri di questi aracnidi australiani, chiamati così per la loro agilità e per l'astuzia che mostrano nella caccia, sono le uniche a portare con sé le uova in un sacco di seta posizionato sull'addome (detto sacco ovigero). Nonostante questo "intoppo" riescono a cacciare perfettamente. E dopo la schiusa il lavoro non è finito. I piccoli si arrampicano immediatamente sul dorso della madre e vi rimangono avvinghiati in massa per diversi giorni, ricevendo le prime cure parentali.
Ragni da paura (astenersi aracnofobici)

Un alligatore non ispira immediata tenerezza, eppure le femmine di alligatore americano (Alligator mississippiensis) mostrano attenzioni particolarmente affettuose verso i cuccioli, che trasportano sul capo, sul muso e persino tra le fauci. Alcune sono state viste rompere le uova tra i denti, poco prima della schiusa. E non per divorare i piccoli, ma per liberarli dall'involucro e trasportarli, al sicuro, verso l'acqua. Altri quadretti familiari del mondo animale

Invece di lasciare le proprie uova in acqua, dove sarebbero vulnerabili ai predatori, la femmina di rospo del Suriname (Pipa pipa) le incorpora nella pelle del dorso, dove rimangono fino allo stadio di girini, e oltre. I rospetti appena formati, lunghi circa 2 cm, emergono poi da una miriade di fori posti sulla schiena materna, per iniziare una vita in gran parte solitaria. La madre si libera infine della pelle butterata.

Guarda il video della nascita dei piccoli:

Non tutte le madri trasportano attivamente i figli. In alcuni casi, sono i cuccioli ad aggrapparsi al genitore con tutte le forze. Le quattro specie di bradipi che vivono in Centro e Sud America - come il bradipo variegato (Bradypus variegatus), nella foto - hanno grossi artigli adatti per salire sugli alberi, non per maneggiare i piccoli. Ma i cuccioli hanno trovato una soluzione: tenersi forte al lungo pelo del dorso o dell'addome della madre. Da lì all'inizio di incursioni solitarie tra i rami il passo è breve. Ma tenderanno a stare vicini alla madre per circa un anno dopo la nascita.

Meno fatica devono fare i cuccioli di lontra di mare (Enhydra lutris), che trascorrono buona parte del loro tempo a prendere il sole sul ventre della madre, che galleggia con i nuovi nati sul ventre. Questo comportamento è stato osservato anche nelle madri che perdono i cuccioli, che trasportano i piccoli morti sull'addome anche per diversi giorni. Se devono immergersi a caccia di cibo, le femmine di lontra lasciano il cucciolo avvinghiato nel kelp (un tipo di alga) per impedire che galleggi lontano, trasportato dalla corrente.
Le più belle foto di cuccioli animali

I più celebri portatori di cuccioli sono senza dubbio i canguri, ma forse non tutti sanno che sono i piccoli stessi a viaggiare fino al marsupio, quando non sono più grandi di una ciliegia. Alla nascita il piccolo, cieco e senza zampe, raggiunge la "tasca" materna aggrappandosi al pelo, e affidandosi all'istinto. Una volta al sicuro si attacca a una delle quattro mammelle materne e non la lascia per due o tre mesi. Rimarrà nel marsupio fino almeno fino al sesto mese: nelle fasi più avanzate del suo sviluppo, si intravede fare capolino con testa e zampe dal ventre materno.

Se pensate che camminare con un bebè nel marsupio sia faticoso, forse non conoscete le fatiche dei ragni lupi (fam. Lycosidae). Le madri di questi aracnidi australiani, chiamati così per la loro agilità e per l'astuzia che mostrano nella caccia, sono le uniche a portare con sé le uova in un sacco di seta posizionato sull'addome (detto sacco ovigero). Nonostante questo "intoppo" riescono a cacciare perfettamente. E dopo la schiusa il lavoro non è finito. I piccoli si arrampicano immediatamente sul dorso della madre e vi rimangono avvinghiati in massa per diversi giorni, ricevendo le prime cure parentali.
Ragni da paura (astenersi aracnofobici)