I migliori "selfie" che abbiate mai visto

La moda dell'autoscatto ha contagiato persino i più rari animali selvaggi dell'India. A immortalare le loro espressioni stupite sono state alcune fotocamere nascoste.

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leopardo

Per più di 20 anni le telecamere nascoste ("camera traps") della Wildlife Conservation Society hanno scrutato le zone più remote delle riserve naturali indiane per studiare la distribuzione di biodiversità in queste aree, e tutelare gli animali più a rischio di estinzione. Ma tra tanto serissimo materiale ci sono anche alcuni divertenti selfie che vi mostriamo, con le smorfie stupite di animali normalmente difficili da fotografare. Qui, lo sguardo incuriosito e per nulla spaventato di un leopardo (Panthera pardus), diffuso nei campi di canna da zucchero dell'India.

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Una iena striata (Hyaena hyaena), più piccola delle iene africane ma ugualmente affamata. Si nasconde tra i cespugli e nei fossati, in attesa di avventarsi sugli animali da pascolo.

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Questa meraviglia crestata è un esemplare di upupa (Upupa epops), caratterizzata da una curiosa abitudine: per proteggere le uova dai predatori, le ricopre con una secrezione odorosa che puzza di carne in putrefazione.

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Un entello delle pianure settentrionali (gen. Semnopithecus) molto diffuso in Asia, dove vive anche in alcune aree delle grandi città.

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Il selfie notturno di un orso labiato (Melursus ursinus) un animale notturno che si nutre di frutta e termiti: aspira gli insetti dal suolo arricciando le labbra e soffiando per evitare di inalare terra.

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Gli occhioni di un muntjak (gen. Muntiacus), un cervide conosciuto come "cervo che abbaia" per il curioso richiamo d'allarme, simile al latrato di un cane.

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Gli elefanti asiatici (Elephas maximus) sono meno imponenti ma altrettanto intelligenti rispetto ai "cugini" africani. Si pensa che la loro proboscide sia azionata da ben 60 mila muscoli diversi.

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Il musang o civetta delle palme comune (Paradoxurus hermaphroditus) somiglia a un piccolo gatto ma non è un felino. Si tratta di un carnivoro della primitiva famiglia dei Viverridi.

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Il muso incuriosito di un macaco del berretto indiano (Macaca radiata).

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Un cervo sambar indiano (Rusa unicolor) nella stagione degli amori: lo si capisce dalla macchia chiara presente sul suo manto, dalla quale secerne fluidi odorosi.

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Un uccello della famiglia dei Meropidi: questi pennuti si nutrono soprattutto di insetti, in particolare vespe e api, che prima rendono innocue battendole ripetutamente contro una superficie dura.

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Un cervo pomellato o chital (Axis axis), un animale molto diffuso in India, nonché cibo preferito delle tigri.

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Ecco infatti arrivare una giovane tigre: l'India ospita la più ampia popolazione selvaggia di questi felini. Il lavoro con le camera traps ha permesso di capire che ogni esemplare può essere riconosciuto da una caratteristica conformazione delle strisce sul manto.

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Un istrice (Hystrix cristata) sul "chi va là", con gli aculei drizzati.

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L'antilope quadricorne (Tetracerus quadricornis) nonostante il nome altisonante, è il più piccolo bovide indiano: pesa appena 20 chili per circa mezzo metro di altezza al garrese.

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Anche nelle aree più remote dell'India non poteva mancare un selfie umano!

Per più di 20 anni le telecamere nascoste ("camera traps") della Wildlife Conservation Society hanno scrutato le zone più remote delle riserve naturali indiane per studiare la distribuzione di biodiversità in queste aree, e tutelare gli animali più a rischio di estinzione. Ma tra tanto serissimo materiale ci sono anche alcuni divertenti selfie che vi mostriamo, con le smorfie stupite di animali normalmente difficili da fotografare. Qui, lo sguardo incuriosito e per nulla spaventato di un leopardo (Panthera pardus), diffuso nei campi di canna da zucchero dell'India.