I coccodrilli dominavano nel Perù preamazzonico

Diverse specie di rettili ghiotti di molluschi regnavano incontrastate nell'area attualmente occupata dal Rio delle Amazzoni, un tempo coperta da paludi.

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Ricostruzione del capo di uno Gnatusuchus pebasensis, con le mascelle adatte a spalare la sabbia in cerca di molluschi. | Aldo Benites-Palomino

Quella che oggi è una fitta e quasi impenetrabile area di foresta amazzonica, nel Miocene (periodo compreso tra 23 e 5 milioni di anni fa) era il regno incontrastato di caimani e coccodrilli. I fossili di sette diverse specie di rettili sono state rinvenute, dopo più di 10 anni di scavi, nel nordest del Perù, in un deposito di ossa risalente a 13 milioni di anni fa, che contiene il maggior numero di specie di coccodrilli coesistenti in uno stesso luogo e nella stessa epoca storica.

 

Ricchezza di vecchia data. La scoperta, pubblicata su Proceedings of the Royal Society B, è una possibile chiave di lettura per l'incredibile biodiversità che ancora oggi caratterizza l'Amazzonia peruviana. «Il moderno bacino del Rio delle Amazzoni contiene il complesso di organismi vegetali e animali più ricco al mondo, ma le origini di questa straordinaria diversità sono ancora poco chiare», spiega John Flynn, curatore della sezione sui mammiferi fossili del Museo di Storia Naturale americana e autore dello studio.

 

paludi. La Pebas Formation, l'area nord occidentale del Perù dove sono stati compiuti gli scavi, offre una finestra sull'ecosistema pre-amazzonico. Prima di essere occupato dal Rio delle Amazzoni circa 10 milioni e mezzo di anni fa, il bacino amazzonico ospitava una vasta distesa di paludi, baie e laghi che defluivano a nord verso i Caraibi (al contrario del Rio delle Amazzoni che scorre a est, verso l'Oceano Atlantico). L'habitat paludoso era popolato da molluschi e crostacei, ritrovati in abbondanza nei depositi amazzonici.

 

Ricostruzione della mega palude che 13 milioni di anni fa occupava l'attuale Amazzonia Peruviana, con tre delle specie fossili scoperte Kuttanacaiman iquitosensis (a sinistra), Caiman wannlangstoni (a destra), e Gnatusuchus pebasensis (sott'acqua). | Javier Herbozo

Muso a paletta. Ecco spiegata l'abbondanza di coccodrilli, ghiotti di questi invertebrati: dal 2002 a oggi Flynn e colleghi hanno rinvenuto i fossili di almeno sette di questi rettili, tre dei quali ancora del tutto sconosciuti. Il più strano nell'aspetto è il Gnatusuchus pebasensi, un caimano dal muso corto e con denti a goccia, poco appuntiti, che si pensa usasse le ampie fauci per scavare nella sabbia delle paludi in cerca di cibo. Tra i ritrovamenti c'è anche il più antico fossile di Paleosuchus, un genere di alligatore sudamericano ancora vivo, dalla dieta più varia (quindi più adattabile).

 

Tutto è cambiato. Le caratteristiche del caimano con denti adatti a masticare i gusci delle conchiglie, fanno pensare a un ampio ecosistema di molluschi andato estinto quando le paludi furono rimpiazzate dal fiume. Oggi nel bacino amazzonico vivono sei specie di caimani, che raramente condividono lo stesso habitat, come accadeva 13 milioni di anni fa.

 

25 febbraio 2015 | Elisabetta Intini