I 6 cuori più strani del mondo animale

Un cuore umano a riposo batte in media 72 volte al minuto, quello di un colibrì in volo 1.260. Il cuore umano pesa circa 3 etti, quello di una giraffa, 12 chili. Il mondo animale è pieno di stranezze anatomiche: ecco 6 esempi di cuori non umani davvero particolari. Da non perdere: le bugie storiche sugli animali

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A differenza del cuore umano, formato da quattro camere cardiache (due atri e due ventricoli), quello delle rane comprende tre camere: due atri e un solo ventricolo. La struttura del cuore umano prevede che il sangue povero di ossigeno - da inviare ai polmoni affinché si arricchisca di nuovo - rimanga strettamente separato da quello riossigenato, da ridistribuire al resto del corpo. Nelle rane invece i due tipi di sangue convogliano nell'unico ventricolo, ma sono tenuti separati da strutture anatomiche dette trabecole. Poiché le rane possono ossigenare il sangue anche attraverso la pelle, il sangue non ossigenato arriva all'atrio destro, passa per il ventricolo e da qui è pompato ai polmoni e alla pelle. Di nuovo ossigenato, arriva all'atrio sinistro, e attaverso il ventricolo viene pompato al resto degli organi. Nella foto, gli organi interni di una rana trasparente sudamericana (Cochranella antisthenes).

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Per pompare sangue a un animale lungo quanto due scuolabus serve un cuore come si deve: quello della balenottera azzurra è grande quanto un'utilitaria e pesa fino a 550-600 kg (qui sopra un "modellino" in dimensioni reali). La sua aorta ha un diametro sufficiente a contenere un bambino che ci strisciasse attraverso, e può pompare fino a 10 tonnellate di sangue nel sistema cardiocircolatorio del cetaceo.

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Un cuore solo non bastava, così i cefalopodi (ossia polpi, calamari e seppie), hanno tre cuori: due branchiali, che pompano il sangue alle branchie, per ossigenarlo. E uno detto sistemico, al centro del corpo, che pompa il sangue ossigenato al resto dell'organismo. Non solo. A differenza di quello di molti presunti nobili il sangue di questi molluschi è realmente blu, perché ricco di rame.

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Ben 13 ventricoli distribuiti su uno stretto condotto dorsale: il cuore degli scarafaggi, così diverso dal nostro, è un modello di resitenza ed efficienza, in cui il lavoro non grava su un'unica camera cardiaca, ma è ampiamente distribuito. Blatte e affini hanno un sistema cardiocircolatorio aperto, in cui cioè il sangue fluisce direttamente all'interno dei tessuti e non attraverso vasi. Poiché questi insetti respirano attraverso aperture situate lungo tutto il corpo (e non con i polmoni) il sangue (emolinfa) non deve trasportare ossigeno, ma nutrienti. Il cuore non è dotato di battito proprio, ma si contrae o espande per effetto delle contrazioni dei muscoli circostanti.

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"Verme senza cuore" non è un'espressione così lontana dal vero. I lombrichi di terra di cuori ne hanno cinque, ma sono... finti. Si tratta infatti di pseudocuori organizzati intorno al suo esofago, che non pompano sangue direttamente, ma aiutano a contrarre i vasi sanguigni per favorire la circolazione.

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Anche il cuore più grande ed efficiente impallidisce al cospetto del piccolo cuore dello zebrafish (Danio rerio) capace di rigenerarsi in soli due mesi, dopo un danno che interessa il 20% del suo tessuto. Il cuore di questo pesce - che è già uno dei modelli animali più studiati in laboratorio - è allo studio di chi spera di trovare un giorno un modo per risanare le parti danneggiate dei cuori umani.

A differenza del cuore umano, formato da quattro camere cardiache (due atri e due ventricoli), quello delle rane comprende tre camere: due atri e un solo ventricolo. La struttura del cuore umano prevede che il sangue povero di ossigeno - da inviare ai polmoni affinché si arricchisca di nuovo - rimanga strettamente separato da quello riossigenato, da ridistribuire al resto del corpo. Nelle rane invece i due tipi di sangue convogliano nell'unico ventricolo, ma sono tenuti separati da strutture anatomiche dette trabecole. Poiché le rane possono ossigenare il sangue anche attraverso la pelle, il sangue non ossigenato arriva all'atrio destro, passa per il ventricolo e da qui è pompato ai polmoni e alla pelle. Di nuovo ossigenato, arriva all'atrio sinistro, e attaverso il ventricolo viene pompato al resto degli organi. Nella foto, gli organi interni di una rana trasparente sudamericana (Cochranella antisthenes).