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Gli USA hanno cancellato un progetto di ricerca sull'origine animale dei coronavirus

Una collaborazione con la Cina che indagava il passaggio dei coronavirus dai pipistrelli all'uomo è stata interrotta bruscamente dagli USA.

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Attaccare la scienza per convenienza politica: a rimetterci è la salute di tutti. | Shutterstock

Nei giorni in cui l'Amministrazione Trump alimenta senza prove le voci sul "virus fuggito dal laboratorio di Wuhan", i National Institutes of Health americani hanno interrotto bruscamente un progetto di ricerca pluriennale, che li vedeva impegnati con la Cina nello studio del passaggio dei coronavirus dai pipistrelli all'uomo. Il grant intitolato Understanding the Risk of Bat Coronavirus Emergence ("Comprendere il rischio dell'emersione dei coronavirus dei pipistrelli"), era stato scritto e sponsorizzato da EcoHealth Alliance, un'organizzazione no-profit che collabora con i migliori esperti di zoonosi da coronavirus della Cina.

 

Un colpo di spugna. La cancellazione del progetto è avvenuta il 24 aprile ed è stata resa nota da un articolo su Politico.com tre giorni dopo. La decisione rischia di compromettere una collaborazione quindicinale tra Peter Daszak, Presidente di EcoHealth Alliance e principale responsabile del progetto, e i virologi del Wuhan Institute of Virology (WIV), un istituto di ricerca che si trova nella prima città investita dalla COVID-19. Lì un gruppo di scienziati guidato da Shi Zhengli, tra i maggiori esperti al mondo di coronavirus nei pipistrelli, ha lavorato per anni all'analisi delle dinamiche di passaggio di patogeni potenzialmente pericolosi dagli animali all'uomo, e all'elaborazione di strumenti per la diagnosi, il trattamento e i vaccini delle infezioni zoonotiche (delle sue ricerche avevamo scritto qui).

 

Si pensa che i pipistrelli, disturbati e vessati dall'uomo, siano stati gli ignari ospiti originari dei coronavirus di SARS e MERS. L'esatto percorso che ha portato il SARS-CoV-2 dai pipistrelli all'uomo non è ancora stato ricostruito, anche se ci sono forti sospetti sui pangolini come ospiti intermedi. In tutti questi casi, l'azione sconsiderata dell'uomo sull'ambiente, attraverso la deforestazione, l'urbanizzazione, la caccia e il commercio illegale, avrebbe favorito il passaggio dei virus dagli abitanti alati di caverne un tempo inaccessibili all'uomo al nostro mondo.

Contributo imprescindibile. Il finanziamento dei NIH al progetto era cominciato nel 2014, con una prima erogazione di 3,1 milioni di dollari per cinque anni di lavoro. I risultati scientifici sono stati di una tale importanza, che nel 2019 il grant è stato rinnovato dopo un'ottima valutazione in peer-review dei dati raccolti. In questi anni, Shi e colleghi hanno collezionato oltre 15 mila campioni biologici dai pipistrelli delle caverne della Cina meridionale, sui quali hanno condotto studi genetici per individuare i coronavirus a più elevato rischio di passaggio nell'uomo.

 

Il progetto prevedeva inoltre esami del sangue delle popolazioni abitanti nei pressi di queste caverne, per capire se fossero venute a contatto con questi patogeni. Questo sforzo scientifico ha generato almeno 20 ricerche già pubblicate e diverse sequenze genetiche dei coronavirus dei pipistrelli, alcune delle quali sono state utilizzate per capire che l'antivirale remdesivir - fortemente sponsorizzato dall'Amministrazione Trump - avrebbe potuto essere sfruttato contro la COVID-19.

 

Cospirazionismo al potere. La decisione di interrompere i finanziamenti (inclusi i 369.819 dollari, oltre 338 mila euro, che rimanevano per i 2020) è stata comunicata via mail dai NIH a EcoHealth Alliance alludendo a motivazioni economiche. Ma il 19 aprile, in una mail preliminare all'ONG, i finanziatori scrivevano: «Circolano ora accuse sul fatto che l'attuale crisi sia stata precipitata dal rilascio del coronavirus responsabile della COVID-19 da parte del Wuhan Institute of Virology. Prendendo atto di questi timori, stiamo predisponendo la sospensione della partecipazione del Wuhan Institute of Virology ai programmi federali».

 

Che cosa dice la scienza. Come riassunto in un articolo su Science, non ci sono prove del fatto che il SARS-CoV-2 abbia avuto origine dalla collezione di coronavirus del Wuhan Institute of Virology (leggi come funzionano i laboratori dove si studiano i patogeni pericolosi). Una ricerca di recente pubblicata su Nature Medicine conferma l'origine naturale del virus, che non mostra alcun segno di manipolazione o ingegnerizzazione - la sua interazione con i recettori cellulari umani sarebbe anzi imperfetta. Inoltre, i coronavirus dei pipistrelli più vicini al SARS-CoV-2 sarebbero almeno una ventina d'anni distanti da esso in termini evolutivi: significa che se anche fossero sfuggiti a un laboratorio, avrebbero impiegato un paio di decenni a evolvere nella forma del virus che finora ha ucciso 230 mila persone.

 

6 maggio 2020 | Elisabetta Intini