Ambiente

Quando gli uccelli impararono a cantare

Un fossile antartico rivela il primo chiaro caso di uccello in grado di cantare. O meglio, di starnazzare.

Uno dei segreti del successo della classe Aves (quella degli uccelli moderni, che comprende circa 10.000 specie) è la possibilità di comunicare in forme anche molto complesse con il canto o altri suoni.

Nonostante alcune prove paleontologiche, non si era certi di quando questa capacità fosse sorta, anche rispetto ad altre innovazioni evolutive, come penne o ossa leggere. Per cantare o cinguettare, infatti, gli uccelli usano una struttura del tutto particolare, chiamata siringe, che si trova nella parte bassa della trachea, prima della divisione in due bronchi. La siringe è però un organo delicato, cartilagineo, che ha difficoltà a fossilizzare - e perciò a lasciare traccia della storia della sua evoluzione.

Ora un fossile, trovato nella porzione argentina dell’Antartide, ha svelato i suoi segreti, e ha chiarito che gli uccelli erano in grado di produrre suoni con la siringe anche prima dell’estinzione dei dinosauri, avvenuta circa 65 milioni di anni fa. L'articolo è uscito sulla rivista Nature (sommario, in inglese).

Anatra antica. Il fossile appartiene alla specie Vegavis iaai, ha circa 68 milioni di anni ed è molto simile agli odierni Anseriformi, anche se non può essere considerato antenato di anatre e oche. Il gruppo di studiosi statunitensi e argentini che ha esaminato i resti ha avuto la possibilità di usare strumenti come la tomografia computerizzata per descrivere l’intera struttura della siringe.

La scoperta chiarisce che l’invenzione evolutiva delle penne e di altre strutture come le ossa pneumatiche, indispensabili per il volo, precedette di parecchi milioni di anni l’arrivo dei suoni complessi, e che quest'ultima possibilità è una caratteristica solo degli uccelli moderni.

I dinosauri del Mesozoico, contemporanei di Vegavis, erano infatti dotati di un apparato per la produzione dei suoni del tutto diverso e molto meno complesso della siringe. Come accade per alcuni "parenti" degli uccelli, cioè i coccodrilli, che hanno una laringe, come altri rettili.

In questo filmato (in inglese) la descrizione della scoperta.

Canto dunque penso. L’organo di Vegavis era anche asimmetrico, e questo dimostra come l’animale potesse produrre due suoni diversi allo stesso tempo, come fanno anche oggi alcuni uccelli canori. Poiché la produzione di suoni complessi è collegata alle capacità cerebrali, studi e scoperte ulteriori potrebbero chiarire altri particolari dell’evoluzione degli uccelli, come la comparsa di un cervello di dimensioni sempre più grandi e in grado di formulare "pensieri" articolati.

14 ottobre 2016 Marco Ferrari
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