Gli uccelli di città più aggressivi di quelli di campagna

I pennuti nelle aree suburbane difendono il territorio in modo più deciso dei "cugini" delle aree rurali. Un dato importante per la convivenza presente e futura con questi animali.

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Un passero cantore (Melospiza melodia).|Marie Read/Nature Picture Library/contrasto

I very "Angry Birds" non sono quelli sul vostro cellulare: se vivete alla periferia di una grande città, ce li avete in giardino. Gli uccelli che vivono nelle aree suburbane sono infatti decisamente più aggressivi di quelli che popolano le aree rurali, come dimostra una ricerca della Virginia Tech pubblicata su Biology Letters.

Stressati e pressati. La presenza dell'uomo garantisce abbondanza di risorse alimentari, ma l'habitat cittadino limita gli spazi a disposizione: tanto basta per scatenare nei pennuti metropolitani una forte territorialità, che si traduce in comportamenti aggressivi. 

 

Che ne pensi? I biologi Scott Davies e Kendra Sewall hanno misurato l'aggressività territoriale in 35 maschi urbani e 38 rurali di passero cantore (Melospiza melodia), in tre diversi luoghi della New River Valley (Virginia, USA). Ai pennuti è stata fatta ascoltare la canzone di un altro maschio della stessa specie, per vedere come reagissero all'intrusione del rivale.

 

Alla larga. I passeri cantori del campus della Virginia Tech (i "pennuti suburbani" dello studio) hanno mostrato un'aggressività più spinta. Si sono avvicinati all'altoparlante sbattendo furiosamente le ali, hanno emesso forti vocalizzi e iniziato la canzone sommessa che anticipa un attacco. Anche gli uccelli di campagna hanno mostrato aggressività, ma non a questi livelli. Il comportamento è proseguito durante l'intera stagione degli amori.

 

Vicini per necessità. Con una popolazione mondiale di 9,6 miliardi di persone prevista per il 2050, e uno spostamento sempre più massiccio dell'uomo nelle aree urbane, sarà utile capire gli effetti della convivenza con gli uccelli nei contesti cittadini, per non influire negativamente sulla loro sopravvivenza.

 

 

25 Luglio 2016 | Elisabetta Intini