Ambiente

Mangia me (e i miei figli): gli insetti stecco si diffondono così

Le loro uova resistono all'ambiente acido dello stomaco degli uccelli: se la madre muore digerita, la prole riesce comunque a disperdersi anche molto lontano dal luogo di origine.

Assicurarsi che i propri figli si disseminino per il mondo non è semplice, se devi essere un ramoscello per tutto il giorno. Per ovviare a uno stile di vita non esattamente dinamico, gli insetti stecco (Bacillus rossius, fam. Phasmatodea) hanno sviluppato un'insolita tattica di dispersione: producono uova che resistono agli acidi digestivi degli uccelli di cui sono facile preda. La strategia evolutiva è descritta in un articolo pubblicato Phys.org.

Scudo insolubile. Molte piante sfruttano i pennuti - e altri animali più grandi - per disperdere i propri semi a grandi distanze. Gli uccelli mangiano i frutti e i semi che, espulsi attraverso le feci, vengono depositati in nuove località. Finora si pensava che le uova animali non potessero sopravvivere all'ambiente ostile del tratto digerente dei volatili.

Finché Kenji Suetsugu, biologo dell'Università di Kobe (Giappone), non si è accorto di una somiglianza tra le uova di insetto stecco e alcuni tipi di semi, come quelli delle ghiande o dei chicchi di mais. Come i semi vegetali, che ricordano nella forma, le uova del B. rossius sono rivestite di un involucro protettivo. Il loro, in particolare, è di ossalato di calcio, una sostanza che resiste bene agli acidi.

riproduzione degli insetti stecco
Schema di diffusione delle uova di insetto stecco. © Kobe University / Elab.: Focus.it

Espellere, prego. Il team ha dato una settantina di uova di tre specie di insetto stecco a un bulbul guance-brune (brown-eared bulbul, Hypsipetes amaurotis), un passeriforme che si nutre di insetti stecco in Giappone. Una percentuale di uova pari al 5-20 per cento per ogni specie è sopravvissuta al viaggio nello stomaco del pennuto, e due uova di una specie, il Ramulus irregulariterdentatus, si sono poi schiuse.

riproduzione degli insetti stecco
A sinistra: le uova rilasciate insieme agli escrementi. A destra: un insetto stecco nato da una di quelle uova. © Kobe University

Le percentuali non sono alte, ma dato il basso potenziale di diffusione delle creature, tutto serve. Se la stessa strategia è stata usata in passato, si dovrebbe notare una correlazione tra la genetica degli insetti stecco e le rotte migratorie dei loro predatori. Sarà questo il prossimo obiettivo dei ricercatori.

30 maggio 2018 Elisabetta Intini
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