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Gli insetti hanno le ali iridescenti per mimetizzarsi meglio

Una nuova sorprendente ricerca suggerisce che le ali iridescenti di alcuni insetti servano per nasconderli ai predatori.

Buprestide
Un Buprestide della specie Sternocera aequisignata. | Choukun kub / Shutterstock

L'iridescenza è un fenomeno ottico per cui una superficie sembra cambiare colore a seconda dell'angolo da cui la si guarda: pensate a una bolla di sapone, o a quelle figurine olografiche che andavano di moda parecchi anni fa. Oppure pensate alle ali di certi coleotteri, che sembrano verdi, rosse o blu a seconda di come la luce le colpisce: appartengono alla famiglia dei Buprestidi, e come succede con tutti gli animali particolarmente colorati si è sempre pensato che la loro iridescenza fosse un modo molto rischioso di mettersi in mostra con le femmine. Ebbene, un nuovo studio dell'Università di Bristol ha dimostrato esattamente il contrario: le ali colorate di certi coleotteri sono un modo per mimetizzarsi.

 

A caccia di coleotteri. La prima autrice dello studio, Karin Kjernsmo, spiega che «l'idea che l'iridescenza possa essere un travestimento è vecchia di un secolo», ma nessuno l'aveva mai messa alla prova. Il suo team ha così preso una manciata di ali di Buprestide e le ha utilizzate per creare dei finti coleotteri riempiti di cibo, che sono stati poi strategicamente distribuiti, insieme ad altri finti insetti dalle ali meno colorate, all'interno di un'area naturale: sui rami degli alberi, sui fili d'erba, sui sassi, ovunque gli uccelli locali potessero individuarli. Dopodiché è stato coinvolto anche un gruppo di esseri umani, a cui è stato chiesto di andare alla ricerca dei finti coleotteri. In entrambi i casi i risultati hanno suscitato stupore: gli uccelli hanno dimostrato di preferire di gran lunga gli insetti non colorati, e gli umani hanno fatto più fatica a individuare quelli iridescenti.

 

Brilla ma non lo vedo. Gli uccelli hanno mangiato molti più insetti monocromatici rispetto a quelli iridescenti: secondo gli scienziati è un risultato significativo ma che potrebbe essere ingannevole, perché non si può sapere se i volatili non abbiano visto le potenziali prede o se le abbiano notate e abbiano deciso di ignorarle (i colori brillanti in natura possono anche essere un segnale di pericolo). Il comportamento degli umani però si è rivelato decisivo: anche sapendo che avrebbero dovuto individuare i coleotteri colorati, raramente sono riusciti a vederli tra il fogliame – addirittura, hanno fatto meno fatica a "beccare" i coleotteri color verde foglia che quelli iridescenti. La spiegazione di questa stranezza, secondo il team, è che l'iridescenza confonde i predatori perché dà origine a pattern visivi sempre cangianti, instabili e che ingannano anche la percezione della profondità; questo, tra l'altro, potrebbe significare che i Buprestidi non sono gli unici animali che sfruttano l'iridescenza per mimetizzarsi.

15 marzo 2020 | Gabriele Ferrari