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Gli elefanti riconoscono accento e genere delle voci umane

I pachidermi sanno distinguere etnia e sesso delle parlate umane che ascoltano, e sfruttano questa capacità per mettersi al riparo da potenziali nemici. Un ulteriore segno di spiccata intelligenza.

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Un elefante e il suo piccolo fotografati in un parco nazionale keniota. Photo REUTERS/Thomas Mukoya |

Siamo rimasti sbalorditi davanti alla loro capacità di percepire la morte, di riconoscere l'odore dei nemici e la propria immagine allo specchio. Ora un altro tassello si aggiunge alla proverbiale intelligenza degli elefanti: quelli africani sanno riconoscere la provenienza etnica e il genere delle voci che ascoltano, e utilizzano questa abilità per fiutare il pericolo.

 

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Stessa frase, speaker diversi
Un gruppo di ricercatori dell'Università del Sussex (UK) ha fatto ascoltare agli elefanti africani (Loxodonta africana) dell'Amboseli National Park, in Kenya, una serie di registrazioni di voci umane. Alcune frasi erano pronunciate da uomini di etnia Maasai, pastori che talvolta entra in contrasto con gli elefanti per questioni legate all'accesso all'acqua e all'occupazione di terre.

Altre voci appartenevano a uomini Kamba (l'etnia della maggior parte degli addetti del parco), che raramente rappresentano un pericolo per i pachidermi. Altre voci ancora, a donne o bambini Maasai. Tutti pronunciavano la stessa frase: «Guarda laggiù, c'è un gruppo di elefanti che si avvicina!».

 

Orfanotrofio per pachidermi
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Andiamo via, ma lentamente...
Le registrazioni sono state sottoposte durante le ore diurne a centinaia di elefanti di 47 diverse famiglie. Quando erano gli uomini Maasai a parlare, la maggior parte dei pachidermi ha fatto gruppo con gli altri esemplari, annusando l'aria con la proboscide e allontanandosi cautamente. Lo stesso non è accaduto con gli altri speaker, segno che gli elefanti sanno probabilmente distinguere tonalità e caratteristiche dei bipedi che considerano pericolosi.

«La loro reazione è molto sofisticata» commenta Keith Lindsay, biologo e membro del comitato scientifico dell'Amboseli Elephant Research Project «la maggior parte degli animali se la darebbe a gambe di fronte al generico pericolo della presenza umana. Invece, davanti alle voci dei Maasai gli elefanti tendono a stare allerta e ad allontanarsi piano, come se riconoscessero che gli uomini stanno semplicemente parlando e non cacciando. Se stessero cacciando, infatti, non parlerebbero, starebbero in silenzio».

 

L'uomo, un potenziale nemico
Un altro studio pubblicato il mese scorso su PLoS ONE dimostra come gli elefanti abbiano dei richiami d'allarme specifici per designare gli esseri umani. Segno, anche alla luce di questa scoperta, che il rapporto tra uomo e pachidermi sta diventando sempre più teso: gli elefanti africani sono infatti sempre più minacciati dalla scomparsa dell'habitat e dalla caccia illegale per il contrabbando dell'avorio.

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14 marzo 2014 | Elisabetta Intini