Focus

Il regno invisibile degli animali trasparenti

Rane trasparenti, calamari di cristallo e invertebrati di gelatina lunghi più di due metri: sono alcuni degli animali che hanno scelto la via della trasparenza per rendersi invisibili (o quasi a nemici) e prede.

Rane trasparenti, calamari che sembrano di cristallo e invertebrati gelatinosi lunghi più di due metri: non sono creature uscite da un film dell'orrore, ma solo alcuni degli animali che hanno scelto la via evolutiva della trasparenza per rendersi invisibili (o quasi a nemici) e prede. 
Il suo nome scientifico è Hyalinobatrachium pellucidum, anche se quello comune, "rana di vetro" è sicuramente più azzeccato. E in effetti questo batrace sembra fatto di cristallo: è stata scoperta all’inizio di giugno 2009 in Ecuador, nei pressi della Cordigliera del Condor. La sua pelle traslucida consente di osservare nei dettagli gli organi interni. Tanto che qualche anno fa Masayuki Sumida, ricercatore dell’Institute for Amphibian Biology della Hiroshima University aveva creato una rana trasparente geneticamente modificata per osservare al suo interno lo sviluppo dei tumori. Ma fu duramente contestato dalla comunità scientifica internazionale. (foto © Luis Coloma/Conservation International).

Testi e ricerca fotografica di Franco Severo

L’Atlanta peroni è un piccolo gasteropode (molluschi che nella maggior parte dei casi, come in questo, hanno una conchiglia) trasparente scoperto nel 2006: passa tutta la sua vita in mezzo ai banchi di plancton nelle profondità dei mari tropicali. La piccolissima conchiglia trasparente, con sfumature che vanno dal rosa al blu, ha un diametro di circa 8 mm e il mollusco che vive al suo interno si muove aprendo e chiudendo le "ali" come una farfalla.

Foto: © Hopcroft/UAF/NOAA/CoML

Lo scorfano foglia (Taenianotus triacanthus) è un piccolo pesce che abita in prossimità del reef nella zona Indo-Pacifica. Lungo circa 10 centimetri è un cacciatore formidabile, che raramente lascia scampo alle sue prede. In fase larvale è completamente trasparente per mimetizzarsi ed evitare i predatori. Poi assume una colorazione variabile dal verde all'azzurro ma anche da adulto la sua pelle rimane comunque traslucida. E periodicamente la cambia, uscendone quasi come da un calzino.

Il calamaro di vetro appartiene alla famiglia delle Cranchiidae, la stessa a cui appartiene il calamaro gigante. Vive nelle acque di media profondità di tutti i mari del mondo dove risulta praticamente introvabile grazie al suo naturale mantello dell’invisibilità. Lungo dai 4 ai 10 centimetri, ha due tentacoli più lunghi e robusti degli altri che gli servono per cacciare. É detto anche "calamaro batiscafo" perché regola la sua profondità di galleggiamento riempiendo e svuotando di acqua marina la cavità anteriore del mantello, come fanno i batiscafi, piccoli sommergibili a propulsione.

Foto: © Russ Hopcroft, University of Alaska Fairbanks 2006

E’ uno dei pesci più diffusi nelle acque gelide dei mari antartici. Può vivere a temperature molto rigide, anche -2°, grazie a una proteina che funziona da antigelo nel sangue e nei fluidi corporei. Il sangue del pesce di ghiaccio è molto povero di emoglobina (la proteina che trasporta le molecole di ossigeno e dà al sangue il caratteristico colore rosso). Ne contiene solo l’1% contro il 45% degli altri animali ed è per questo che i suoi vasi sanguigni appaiono quasi del tutto invisibili e incolori. Riesce a sopravvivere perché le acque dei mari antartici sono molto ricche di ossigeno.

Foto: © Uwe Kils

La cinta di Venere (Cestum Veneris) è un singolare invertebrato marino. Di aspetto gelatinoso simile a quello delle meduse, ha la forma di un nastro e la sua lunghezza può superare anche il metro e mezzo. Cattura le prede grazie a cellule adesive dette colloblasti situate nelle vicinanze della bocca, posta al centro del corpo. Il suo corpo trasparente la rende difficile da avvistare ma è molto comune anche nei nostri mari. Di notte può apparire luminescente.

Foto: © Danygraig

La farfalla dalle ali trasparenti è un insetto tipico delle foreste tropicali del Sud America. Secondo gli esperti le loro ali cristalline con venature scure e il corpo sottile e affusolato servono per mimetizzarsi e sfuggire ai predatori negli ambienti oscuri del sottobosco. E in effetti riuscire a individuare queste creature nella penombra non è affatto facile. Purtroppo questo meccanismo di difesa non le sta salvando dai collezionisti.
Ti piacciono gli insetti? Scopri tutte le curiosità sul loro mondo qui.

Foto: © Klynslis

La medusa quadrifoglio (Aurelia Aurita) è una delle meduse più note e diffuse: la si può incontrare praticamente in tutti i mari dell’emisfero boreale, indipendentemente dalla latitudine e dalla temperatura delle acque. L’ombrello dalla forma perfettamente sferica e le quattro gonadi la rendono immediatamente riconoscibile. Cattura lo zooplancton e i piccoli crostacei di cui si ciba grazie ai tentacoli urticanti. In India e in Giappone è considerata una prelibatezza e viene comunemente servita in tavola. 

Vuoi saperne di più sulle meduse? Non perderti lo slideshow "brividi in gelatina"

Foto: © Hans Hillewaert

La trasparenza è il meccanismo di difesa anche della Cystoma Sp, un piccolo gamberetto che vive nelle acque del Golfo del Messico. Per sfuggire ai suoi nemici si è evoluto rendendo il proprio corpo trasparente, stomaco compreso. Il sistema di mimetizzazione smette però di funzionare quando si avvicina alla superficie: basta un raggio di luce per illuminare il gamberetto e farlo perfettamente risaltare contro lo sfondo nero del mare profondo dove vive.

Il verme del fango (Tubifex tubifex) è un verme segmentato che abita tra i sedimenti di laghi e fiumi. Piccolo e trasparente, è ben noto agli acquariofili che lo utilizzano come cibo per i pesci sia vivo sia essiccato. La famiglia dei Tubifex è molto numerosa e comprende numerose specie diverse: è però difficile riuscire a catalogarle perché gli organi riproduttivi, utilizzati per distinguerle una dall'altra, si riassorbono subito dopo l’accoppiamento.

Questo minuscolo animaletto è lo spauracchio di allevatori di pesci e acquariofili: è infatti un parassita lungo appena 2-3 millimetri che in pochissimo tempo può colonizzare migliaia di pesci. Chiamato anche pidocchio di mare, il Caligus Sp, è perfettamente trasparente: ben visibili gli occhi posizionati sulla testa, e, nelle femmine, le sacche delle uova.

Rane trasparenti, calamari che sembrano di cristallo e invertebrati gelatinosi lunghi più di due metri: non sono creature uscite da un film dell'orrore, ma solo alcuni degli animali che hanno scelto la via evolutiva della trasparenza per rendersi invisibili (o quasi a nemici) e prede. 
Il suo nome scientifico è Hyalinobatrachium pellucidum, anche se quello comune, "rana di vetro" è sicuramente più azzeccato. E in effetti questo batrace sembra fatto di cristallo: è stata scoperta all’inizio di giugno 2009 in Ecuador, nei pressi della Cordigliera del Condor. La sua pelle traslucida consente di osservare nei dettagli gli organi interni. Tanto che qualche anno fa Masayuki Sumida, ricercatore dell’Institute for Amphibian Biology della Hiroshima University aveva creato una rana trasparente geneticamente modificata per osservare al suo interno lo sviluppo dei tumori. Ma fu duramente contestato dalla comunità scientifica internazionale. (foto © Luis Coloma/Conservation International).

Testi e ricerca fotografica di Franco Severo