Ambiente

Gemelli identici, primo caso confermato tra i cani

Chi lo sapeva che tra i nostri amici quattrozampe la nascita di gemelli è una rarità?

Sembra impossibile, se si pensa ai milioni di cani che ci sono al mondo, e alle cucciolate che nascono continuamente, ma pare sia proprio così: solo oggi, per la prima volta, è stato documentata e confermata dal punto di vista genetico la nascita di gemelli identici tra i cani.

Come un quadrifoglio. A documentare la curiosità è stato un veterinario in Sudafrica, nel 2014. I due cani, della cucciolata di un levriero irlandese e nati con parto cesareo, erano attaccati alla stessa placenta con due diversi cordoni ombelicali, e in due sacchi amniotici distinti, oltre ad apparire identici a occhio.

Il veterinario, Kurt de Cramer, ha avuto il sospetto che si potesse trattare proprio della rarità in cui non gli era mai capitato di imbattersi. Per confermare che davvero si trattasse di gemelli omozigoti, cioè nati dalla divisione nelle primissime fasi dello sviluppo di un unico ovulo fecondato, ha chiesto la collaborazione di veterinari dell’università di Pretoria: è stata fatta l’analisi del loro Dna, e confrontata con quella dei fratelli della stessa cucciolata. I due cani (Cullen e Romulus, per la cronaca) sono risultati davvero gemelli identici.

Il mistero dei gemelli. Ovviamente si tratta del primo caso di gemellarità omozigote canina accertato con un test genetico, probabilmente non del primo in assoluto, ma è un fatto che nel mondo animale (e tra i cani in particolare) i gemelli identici - di fatto, cloni naturali - siano effettivamente una rarità.

Noi esseri umani siamo l’eccezione: nascono gemelli identici ogni 250 gravidanze circa (mentre il tasso di gemellarità in generale è circa il 2 per cento) e in alcuni luoghi addirittura molti di più. In india, per esempio, nel villaggio di Mohammad Pur Umri, da tempo oggetto di studi da parte dei ricercatori, pare che un parto su 10 sia di gemelli omozigoti. Non è ancora chiaro se possano esserci ragioni genetiche, o ambientali, che “predispongono” la divisione dell’ovulo nelle primissime fasi dopo la fecondazione.

Una teoria è che la maggiore frequenza di gemelli omozigoti nella nostra specie potrebbe derivare dalle caratteristiche del nostro ciclo riproduttivo, in particolare il fatto che la finestra fertile durante la quale l’ovocita può essere fecondato dura diversi giorni. Via via che la cellula invecchia, si indurirebbe il suo involucro esterno, e questo renderebbe più probabile che si fratturi dando luogo a due embrioni che proseguono indipendentemente il loro sviluppo, i gemelli monozigoti, appunto.

Nessuno ci fa caso? Nei cani, come nella maggior parte degli altri animali, l’accoppiamento avviene velocemente dopo l’ovulazione, e questo potrebbe essere il motivo per cui i gemelli identici sono molto più rari.

Non così rari, come si pensava, però. Probabilmente nella maggior parte dei casi muoiono, perché essendo attaccati alla stessa placenta uno non riceve abbastanza ossigeno e muore. C’è poi anche il fatto che, forse, veterinari, allevatori e proprietari non sono allenati a riconoscere gli indizi della gemellarità: un’unica placenta per due cuccioli o, in altre parole, una placenta in meno rispetto al loro numero. Chi dovesse assistere all’evento, semmai, saprebbe ora a che cosa fare caso.

9 settembre 2016 Chiara Palmerini
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