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Gatti in passerella

O li si ama o li si odia, ma è difficile rimanere indifferenti ai piccoli felini dall’indiscusso fascino, declinato nei secoli in tante razze diverse. Una galleria di immagini di gatti di razza.

L’origine di questa razza, la burmese, è misteriosa, ma si pensa che derivi da una gattina birmana portata nel 700 a San Francisco per un mostra di gatti. La gatta non fece molto successo (molti dissero che sembrava un siamese marrone) ma la razza birmana incrociata con altre razze, portò al burmense odierno.

Foto di Jane Burton tratte dal libro “Vita da gatti” edizioni White Star

Un persiano bicolore blu. Il persiano è il gatto di razza più diffuso al mondo, a seguire ci sono il Main Coon, l’Exotic, l’Abissino e il Siamese. Il paese con più gatti al mondo sono gli Stati Uniti, con 76 milioni e mezzo di esemplari domestici, seguita dalla Cina, con 53 milioni. Mentre in Italia ci sono 8 milioni di piccoli felini.
La regione con più animali domestici è la Sardegna, seguita dal Veneto, la Toscana e il Friuli Venezia Giulia.

Succede spesso nelle case dove conigli e gatti ormai convivono, ma in natura sembrerebbe strano che la preda per eccellenza (il coniglio ha una struttura adatta alla fuga: scheletro leggero e muscolatura forte) e un predatore come il gatto stiano insieme uno vicino all’atro.

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Gattini di due settimane. Sono molto “coccolosi” tuttavia quando ci si appresta a prendere un cucciolo di gatto è bene prenderlo non prima dei 70 giorni, il tempo minimo che serve al gattino per stare con la mamma, essere svezzato e imparare a “comportarsi”. Per esempio a giocare senza mordere o tirare fuori le unghie e a non fare disastri giocando.
Tutto questo non vale naturalmente per i gattini trovati abbandonati.

Scopri come allevare un gattino rimasto orfano

Anche i gatti vanno a scuola di buone maniere

Non si sa bene da che razza di gatto derivi, qualcuno dice che esistesse già ai tempi degli egizi, oppure che abbia avuto origine dal gatto africano che i romani portarono in Scozia, circa 2000 anni fa. Di sicuro si sa che il british è il tipico gatto inglese e che era già presente alla prima esposizione felina del 1870, che lo rese molto popolare.

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Se il bengala è un po’ “scorbutico” non è colpa sua. La motivazione è da ricercare probabilmente nelle sue origini: discende infatti da un animale selvatico. Per la precisione da un leopardo (Felis bengalensis), da cui prende il nome, oltre che l'indole. Una femmina di leopardo infatti, si accoppiò con un gatto domestico nero, dando origine a questa razza negli anni ’60.
Nella foto una mamma di bengala bacia affettuosamente il suo piccolino.

I gatti amano moltissimo giocare e non solo quando sono cuccioli, come questi. Questo dipende dal fatto che in condizioni naturali, il gatto trascorre tra le 3 e le 4 ore in attività, a cacciare. Per questo è bene giocare con il gatto di casa, o prevedere un arricchimento ambientale adatto alle sue esigenze (per approfondire clicca qui).
E amano anche riposarsi: passano almeno 16 ore al giorno a dormire. Ma non è sempre un sonno profondo. In natura infatti vivono da soli e devono essere pronti a reagire in caso di pericolo.

Una curiosità: i gatti perdono più acqua mentre si leccano il pelo rispetto a quando urinano. Nelle giornate più calde in questo modo riescono ad abbassare la temperatura corporea. Leccando il pelo, depositano abbondanti quantità di saliva che, evaporando, allontana il calore.
In questa foto un british shorthair insieme a due cuccioli di border collie.

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Si pensa che il nome della razza “tabby” (nella foto) derivi da una regione araba: la Attabiyah nell’attuale Iraq dove veniva prodotta una stoffa striata che somiglia al mantello striato di questo gatto.
Anche il comune gatto di casa, quello più diffuso – il cosiddetto “meticcio” - ha ascendenze arabe: il soriano, prende il nome dalla Siria. Regione dove era diffuso allo stato selvatico.

La razza burmese esiste in diverse colorazioni: cioccolato, blu (nella foto), lilla, rosso, crema, tortie, fulvo, cannella.
È anche detto “gatto velcro” per la sua abitudine ad appiccicarsi al proprietario. Ha bisogno di contatto fisico con l’uomo, che segue di stanza in stanza, attaccato alle gambe. Questi gatti hanno un buon carattere e amano la compagnia non solo degli esseri umani ma anche di altri gatti e perfino dei cani.

Due micini tabby. Il pelo dei gatti è composto da tre tipi diversi di pelo: quello di protezione (diritto e di diametro più grande), l’intermedio (isolante), e il sottopelo.
Per vedere altre immagini come queste sui gatti, non perderti Focus 195, in edicola dal 13 dicembre.
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L’origine di questa razza, la burmese, è misteriosa, ma si pensa che derivi da una gattina birmana portata nel 700 a San Francisco per un mostra di gatti. La gatta non fece molto successo (molti dissero che sembrava un siamese marrone) ma la razza birmana incrociata con altre razze, portò al burmense odierno.

Foto di Jane Burton tratte dal libro “Vita da gatti” edizioni White Star