Animali

Dietrofront: non è vero che le casette col cibo artificiale creano problemi agli uccelli

Secondo un nuovo studio, le mangiatoie appese in giardino non creano un problema di dipendenza da cibo artificiale per gli uccelli che le frequentano.

Meno di un mese fa vi abbiamo raccontato di uno studio che sostiene che le mangiatoie artificiali, quelle casette ripiene di cibo che vengono appese agli alberi e alle pareti delle case per far felici gli uccellini, siano un problema per i volatili, che finiscono per diventare dipendenti dal cibo che forniamo loro.

Contrordine. Quello studio era stato condotto in Scozia sulle cinciarelle; ora un nuovo studio, che arriva dall'America e che ha come soggetto una specie di cincia americana, dice esattamente il contrario, e prova a rassicurarci: le mangiatoie non creano alcuna dipendenza. Il lavoro è pubblicato su Journal of Avian Biology.

Quella delle mangiatoie per uccelli è diventata una vera e propria industria negli ultimi anni: solo negli Stati Uniti ci sono circa 50 milioni di famiglie che offrono cibo agli uccelli che frequentano il loro giardino, e il giro d'affari (delle mangiatoie vere e proprie, ma anche del cibo che ci si mette dentro) è di circa 4 miliardi di dollari l'anno. Sempre negli ultimi anni, però, si sono moltiplicate le preoccupazioni a riguardo di questa abitudine: avere del cibo buono e facilmente raggiungibile, soprattutto durante l'inverno quando per un uccello è difficile trovare da mangiare, rischia di rendere gli animali dipendenti dalla nostra generosità, ma anche di facilitare la trasmissione di malattie tra esemplari diversi e di modificare i percorsi migratori di alcune specie.

La prova. Per scoprire se davvero sta succedendo tutto questo, il team dell'università dell'Oregon ha preso in considerazione uno degli uccelli più diffusi in America, la cincia dal cappello nero (Poecile atricapillus), e… l'ha costretta a fare più fatica.

D'inverno, quando fa più freddo, gli uccelli spendono più energia per mantenere la propria temperatura corporea, e hanno quindi bisogno di più cibo – che però scarseggia durante la stagione fredda. Per simulare queste condizioni, il team ha preso un gruppo di cince e ha rimosso le loro remiganti, cioè le penne più importanti per un animale volatore: senza remiganti, le cince fanno più fatica a volare, e hanno quindi più bisogno di cibo.

Nessuna dipendenza. L'ipotesi era che, messi in questa condizione, gli animali si sarebbero catapultati sulle mangiatoie, una fonte di cibo facile e sicura; in realtà è successo il contrario: le cince "con handicap" hanno ridotto le loro visite, probabilmente perché nutrirsi a una mangiatoia aumenta il rischio di predazione (soprattutto se un essere umano ti ha tolto delle piume per farti volare peggio).

Almeno per quanto riguarda questi uccelli, insomma, niente paura: dar loro da mangiare non li rende dipendenti dalla nostra generosità.

13 luglio 2021 Gabriele Ferrari
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