Animali

Il terrore degli elefanti

I pachidermi non si avvicinano agli alberi dove si trovano gli insetti. E così si evita la deforestazione della savana, della quale i grandi erbivori sono tra i principali responsabili.

(Silvia Artana, 25 settembre 2010)


Gli elefanti hanno paura delle formiche. La notizia, pubblicata qualche giorno fa sulla rivista Science, ha creato scompiglio e scatenato un tam tam mediatico: ma come, non erano i topi lo spauracchio degli elefanti? Sembrerebbe di no, almeno a sentire i ricercatori americani Todd Palmer e Jacob Goheen. I due hanno scoperto che l’elefante africano (Loxodonta africana) teme le formiche del genere Crematogaster e se ne tiene a debita distanza perché trova sgradevole il loro odore e prova molto dolore quando questi insetti camminano sulla sua proboscide e la mordono, perché è la parte più innervata e sensibile del corpo.

Formiche contro la deforestazione
Ma il dibattito per stabilire quale animale fa più paura all’elefante ha distolto l’attenzione dal vero scoop, che assegna alle formiche il ruolo di arbitro nella partita per il mantenimento dell’equilibrio tra foresta e prateria nella savana africana. Infatti la ricerca di Palmer e Goheen ha dimostrato che la repulsione che l’elefante prova per le formiche del genere Crematogaster gli impedisce di mangiare una particolare specie di acacia (Acacia drepanolobium) con cui questi insetti vivono in simbiosi, contenendo il processo di deforestazione della savana del quale i grandi erbivori sono tra i principali responsabili.

Questa acacia non s'ha da mangiare
Per arrivare a questa conclusione, i due ricercatori hanno condotto un esperimento dando da mangiare a un gruppo di elefanti del centro di riabilitazione del Tasvo National Park, in Kenya, rami con e senza formiche di Acacia drepanolobium e di Acacia mellifera, una specie molto appetita dai pachidermi e su cui le Crematogaster non nidificano. Gli elefanti hanno mangiato solo le foglie dove non c’erano formiche, confermando l’ipotesi di Palmer e Gohenn. L’esperimento ha dato gli stessi risultati anche in natura: dopo aver allontanato le Crematogaster da una foresta di Acacia drepanolobium con la fumigazione e avere effettuato un ripopolamento controllato, a distanza di un anno le zone maggiormente danneggiate dagli elefanti erano quelle dove c’era una minore presenza di formiche.

La natura si difende
Lo studio di Palmer e Gohann è stato accolto con grande interesse dalla comunità scientifica perché ha dimostrato che la simbiosi tra l’Acacia drepanolobium e le formiche Crematogaster non ha effetto solo sulla singola pianta, ma anche sull’ecosistema savana, suggerendo l’esistenza di altre simbiosi mutualistiche localizzate che agiscono su interi ecosistemi. Un’ipotesi che, se confermata, potrebbe essere molto utile ai fini della conservazione delle specie e della stessa biodiversità.

25 settembre 2010
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