Animali

Anche le foche hanno un gran senso del ritmo

Anche senza venire addestrate, le foche hanno un innato senso del ritmo. Tra le altre cose, questo le aiuta a "capire" le nostre vocalizzazioni.

Il ritmo è, secondo la definizione dell'enciclopedia Treccani, "il succedersi ordinato nel tempo di forme di movimento, e la frequenza con cui si succedono, percepita dall'orecchio, dall'occhio o nella memoria". Non che ci sia bisogno di spiegarlo: il senso del ritmo è innato in noi esseri umani, e ci aiuta anche a parlare e ad apprezzare e produrre musica.

Anche alcuni animali (pensate agli uccelli) hanno il senso del ritmo, mentre altri, primati non umani compresi, devono venire addestrati per acquisirlo. E gli altri mammiferi non così strettamente imparentati con noi? È quello che si è chiesto un gruppo di ricerca del Max Planck Institute in Germania, che ha provato a capire se le foche siano dotate di un innato senso del ritmo. Lo studio, che ha coinvolto alcuni esemplari del centro di riabilitazione Sealcenter di Pieterbueren, in Olanda, è stato pubblicato su Biology Letters.

Al Focus Live 2022, ti faremo scoprire le capacità musicali degli animali e il loro utilizzo per comunicare (sapevi che anche i lemuri del Madagascar hanno il senso del ritmo?). Si parlerà di questo – ma anche di scienza, spazio e tecnologia, al nostro festival della divulgazione scientifica. Si terrà al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, dal 4 al 6 novembre 2022: l'ingresso è GRATUITO, ma devi prenotare i biglietti qui.

Uccelli, uomini e... foche? Vi potreste chiedere: perché proprio le foche (nello specifico 20 esemplari di foca comune) e non altri mammiferi? La risposta sta nelle vocalizzazioni: per quanto ne sappiamo finora, solo gli animali che sono in grado di impararne di nuove nel corso della loro vita (gli uccelli canori, ma anche gli umani ovviamente) sono dotati di senso del ritmo.

Anche le foche hanno la capacità di imparare nuove vocalizzazioni, e per questo sono state scelte come soggetto, e messe alla prova con un protocollo che viene usato di solito per i bambini umani. L'esperimento consisteva nel far ascoltare ai cuccioli di foca (preferiti agli adulti perché ancora in fase di formazione) alcuni suoni con diverse proprietà ritmiche: tempo, lunghezza delle note e soprattutto regolarità. I suoni venivano riprodotti alle spalle dell'animale, nell'ipotesi che si sarebbe girato solo quando avesse sentito stimoli "interessanti".

Battito animale. I risultati dicono che le foche si sono girate più spesso di fronte a suoni con ritmi più alti e con note più lunghe, ma soprattutto con un ritmo regolare: le sequenze "metronomiche", nelle quali la lunghezza di note e pause rimane fissa, hanno attirato l'attenzione dei cuccioli molto di più rispetto a quelle più libere. Secondo gli autori dello studio questo significa che le foche sono in grado di distinguere le proprietà ritmiche di suoni e rumori, e di "classificare" quello che sentono.

Il fatto che sappiano farlo fin da piccole, prima di qualsiasi possibile addestramento, suggerisce che per loro il senso del ritmo sia innato, e che serva loro per imparare nuove vocalizzazioni.

Il prossimo obiettivo del team è quello di scoprire se le foche siano in grado di percepire il ritmo nelle vocalizzazioni di altri animali, e anche se ci siano altri mammiferi con la stessa innata capacità.

4 novembre 2022 Gabriele Ferrari
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