Faccia a faccia con le api

La più completa e straordinaria raccolta di fotografie macro di api mai condivisa sul web: abbiamo selezionato gli scatti più belli realizzati dal team del Bee Inventory and Monitoring Lab, un progetto finanziato dall'U.S. Geological Survey per identificare e censire il maggior numero possibile delle api presenti in Nord America.

# Foto pungenti: un'ape colta sul fatto
# Incontro (molto) ravvicinato con le api

Non capita tutti i giorni di imbattersi in interi archivi di foto visualizzabili e scaricabili gratuitamente, specie se si tratta di foto scientifiche, scattate non per puro gusto estetico, ma per un fine più nobile.

Un gruppo di ricercatori ed entomologi del Bee Inventory and Monitoring Lab, un progetto per la catalogazione e la tutela delle api nato in seno all'U.S. Geological Survey (l'agenzia scientifica USA che si occupa dello studio del territorio americano), ha aperto su Flickr un'eccezionale raccolta di scatti di insetti, realizzati con una risoluzione mai vista prima, se non nelle foto al microscopio.

Sam Droege, il biologo a capo dell'esperimento, insieme ad altri 8 colleghi, ha trascorso gli ultimi 6-7 anni a scattare foto "segnaletiche" (di profilo e di fronte) di vespe, coleotteri, scarafaggi e, soprattutto, api. Negli ultimi anni il lavoro del team si è arricchito della tecnica delle macro, che permette di realizzare ritratti ultradettagliati di soggetti anche molto piccoli, come gli insetti, per studiarne le caratteristiche anatomiche (tutte le macro pubblicate su Focus.it le trovi qui).

Abbiamo pescato da questa raccolta le più belle foto di api, i maggiori impollinatori delle coltivazioni alimentari del mondo, che stanno subendo, da alcuni anni, una strage preoccupante e silenziosa, dovuta a moderne e poco lungimiranti tecniche agricole adottate dall'uomo. Nella foto, un'ape della specie Halictus ligatus, appena uscita da un "bagno" di polline.

Immagini di questa qualità sono possibili solamente dal 2010, anno in cui l'esercito degli Stati Uniti ha sviluppato una particolare tecnica di macrofotografia utilizzata per catturare immagini degli insetti infestanti nelle aree più remote del paese, e mandarle istantaneamente agli esperti per l'identificazione.

Sam Droege ha sfruttato questa tecnica in laboratorio per analizzare le caratteristiche distintive di ciascuna specie senza bisogno del microscopio. Le foto sono eseguite in laboratorio con una Canon 5D II con lenti macro di 65 mm.
Qui, un'ape della specie Augochloropsis anonyma, dal caratteristico colore blu brillante (ma anche viola o verde).

Guarda anche come appare un'ape al microscopio

La testa verde brillante di un'Augochloropsis metallica, tipica degli Stati Uniti orientali. Droege ha raccontato che deve ancora trovare un insetto che, da questa distanza, appaia brutto. Persino gli scarafaggi perdono la loro aria disgustosa e appaiono come creature perfettamente costruite e proporzionate.

Altri spettacolari ritratti di insetti realizzati in giardino

Un altro, ben noto componente della famiglia delle Apidae: un bombo (nello specifico, un Bombus griseocollis). Questi importantissimi insetti impollinatori sono riconoscibili per la folta peluria (alla quale resta attaccato il polline) e per il caratteristico ronzio.

Sai perché gli insetti fanno rumore quando volano?
I fiori attirano i bombi con l'elettricità

Di ogni soggetto, come di questo Agapostemon angelicus, si catturano diversi scatti, che vengono poi assemblati, mediante speciali software, per produrre un'unica immagine ultradettagliata. Una sola immagine può richiedere anche quattro ore di lavoro.
Purtroppo, le api così fotografate sono - anche se non sembra - morte, e tenute contro lo sfondo con una puntina (visibile nella foto).
Può sembrare crudele, ma è un passo necessario per permettere agli scienziati di conoscere le migliaia di specie di api presenti sul solo territorio americano, almeno 500 delle quali risultano ancora incensite.

E sapere quante e quali specie di api abitano sul proprio territorio è molto importante. Perché questi insetti, responsabili della riproduzione di 71 delle 100 colture che costituiscono il 90% di tutti i prodotti alimentari del mondo (dati Fao) sono soggetti a una moria silenziosa, nota come "Sindrome di spopolamento degli alveari" (per gli americani, Ccd), un fenomeno per cui nell'alveare rimangono solamente la regina e poche operaie, mentre la maggior parte della "forza lavoro" - gli insetti che si sporcano di polline e raccolgono il nettare - scompare (e, vicino all'alveare, non si trovano spesso neanche i cadaveri).

Nella foto, una Mesoplia azurea.

Tra i fattori incriminati per aver scatenato il fenomeno, ci sono virus, batteri, acari particolarmente aggressivi, la crescente urbanizzazione e il pensionamento degli apicoltori, ma, soprattutto, i neonicotinoidi, pesticidi che intossicano le api e impediscono loro di ritrovare la strada dell'alveare.
Nella foto, un'ape del genere Melecta.

Meno api, meno frutta

I danni che questa moria causa alle produzioni ortofrutticole sono incalcolabili: solo in Europa, 4 mila specie vegetali esistono grazie all'impollinazione delle api. Qui, il primo piano di un esemplare di Apis mellifera, o ape europea, la specie di ape più diffusa e quella più comunemente addomesticata tra le 20 mila specie di api presenti nel mondo.

Inquinamento: non ci sono più le primavere e le api di una volta
Le api ricordano con l'odore

L'ape europea vista di profilo: questa specie è nota per una forma di comunicazione chiamata "danza", una serie di movimenti che le api incaricate del reperimento del nettare compiono per indicare alle compagne la presenza di cibo, la sua distanza dall'alveare e la direzione in cui si trova.

Le api danzano soprattutto d'inverno: scopri perché

Un esemplare di Andrena fenningeri ancora sporco di polline. Una famiglia di api raccoglie in media, per il proprio fabbisogno, 40-60 chili di polline all'anno. Questo insieme di corpuscoli microscopici contenuti nel­l'antera del fiore costituisce il nucleo essenziale del nutrimento delle api, e la base per la produzione della pappa reale, una sostanza che le api nutrici producono per le pupe (non più larve, ma non ancora adulte) e per l'ape regina.

Alle api piacciono i fiori caldi

Nell'incessante andirivieni delle api il polline di cui si sporcano finisce per cadere nei pistilli di altri fiori: avviene così l'impollinazione, il principale meccanismo di riproduzione delle piante, nel quale questi insetti giocano un ruolo di primo piano.

Una Calliopsis andreniformis, ape diffusa negli Stati Uniti orientale che sembra prediligere il terriccio compatto dei campi da gioco e dei cumuli di immondizia.

Le api giganti fanno la "Ola", come noi allo stadio: leggi

Un esemplare di Ceratina mikmaqi, un'ape carpentiera recentemente scoperta, grande come un chicco di riso, che nidifica nel legno (da qui il soprannome) all'interno dei fori delle piante, nascondendo così il nido ai nemici.

Un'altra Andrena fulvipennis, questa volta a "figura intera": questo insetto predilige gli habitat sabbiosi, in cui è solito scavare la propria tana, ed esce allo scoperto soprattutto nel periodo estivo.

Sam Droege si è detto molto onorato del fatto che queste foto raggiungano il grande pubblico, costituito per lo più da non esperti, e non è affatto spaventato della fine che queste foto possono fare se photoshoppate o usate per mostrare il lato "mostruoso" della natura. L'importante è fare divulgazione e lasciare che la gente prenda confidenza con un insetto spesso temuto, ma molto utile.

Foto pungenti: un'ape colta sul fatto

Gli scienziati hanno infatti comunque ottenuto il loro scopo: grazie alle macrofotografie sono riusciti a studiare e censire 2mila specie di api. E il loro lavoro continua: sulla pagina Flickr del progetto vengono caricate nuove foto ogni giorno.
Qui, una Anthophora tricolor, un'ape originaria del Porto Rico.

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Il biologo si è talmente appassionato a questa catalogazione fotografica da praticarla anche nel tempo libero. «Faccio il lavoro più bello del mondo» ha dichiarato. Anche se non tutti si direbbero d'accordo con lui.

Nella foto, i colori iridescenti delle ali di un maschio di Lasioglossum foxii.

Non capita tutti i giorni di imbattersi in interi archivi di foto visualizzabili e scaricabili gratuitamente, specie se si tratta di foto scientifiche, scattate non per puro gusto estetico, ma per un fine più nobile.

Un gruppo di ricercatori ed entomologi del Bee Inventory and Monitoring Lab, un progetto per la catalogazione e la tutela delle api nato in seno all'U.S. Geological Survey (l'agenzia scientifica USA che si occupa dello studio del territorio americano), ha aperto su Flickr un'eccezionale raccolta di scatti di insetti, realizzati con una risoluzione mai vista prima, se non nelle foto al microscopio.

Sam Droege, il biologo a capo dell'esperimento, insieme ad altri 8 colleghi, ha trascorso gli ultimi 6-7 anni a scattare foto "segnaletiche" (di profilo e di fronte) di vespe, coleotteri, scarafaggi e, soprattutto, api. Negli ultimi anni il lavoro del team si è arricchito della tecnica delle macro, che permette di realizzare ritratti ultradettagliati di soggetti anche molto piccoli, come gli insetti, per studiarne le caratteristiche anatomiche (tutte le macro pubblicate su Focus.it le trovi qui).

Abbiamo pescato da questa raccolta le più belle foto di api, i maggiori impollinatori delle coltivazioni alimentari del mondo, che stanno subendo, da alcuni anni, una strage preoccupante e silenziosa, dovuta a moderne e poco lungimiranti tecniche agricole adottate dall'uomo. Nella foto, un'ape della specie Halictus ligatus, appena uscita da un "bagno" di polline.