Focus

È vero che ingoiamo ragni mentre dormiamo?

Non solo, ma che, ogni anno, ne ingeriamo ben otto? No, è una bufala. Anche se gli incontri notturni con gli aracnidi sono - in altri paesi - tutt'altro che rari. 

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Addormentato? Tutt'altro... | Frederic Neema/laif/contrasto

Ogni aracnofobico che si rispetti avrà sentito dire che, in media, ciascuno di noi ingerisce, nel sonno, 8 ragni all'anno. Che cosa c'è di vero? La televisione inglese BBC si è posta questa domanda e l'ha rivolta, per fare chiarezza, anche ai suoi ascoltatori.

 

Anche noi abbiamo fatto altrettanto (raccogliendo il commento più epico di sempre: vero, Andrea?). Ma dal punto di vista scientifico, che cosa sappiamo sul tema?

 

Ingombranti e rumorosi. Fortunatamente, quella secondo cui in 12 mesi di sonno ingeriamo 8 (o un altro numero imprecisato) di aracnidi è una bufala bella e buona. Intanto, perché, per i ragni, un essere umano sdraiato e ronfante non rappresenta una preda interessante. Ci muoviamo, sbuffiamo, russiamo, emaniamo calore e vibrazioni e siamo decisamente troppo grossi: agli occhi di un aracnide, somigliamo a un'enorme roccia semovente, con respiro e battiti cardiaci che producono fastidiose vibrazioni.

 

Gli invisibili parenti dei ragni che vivono sulla tua faccia

 

Snack salato. «La maggior parte dei predatori non attacca prede più grosse, perché ne uscirebbe sconfitta. Semplicemente, ai ragni non interessiamo» spiega Dave Clarks, a capo della sezione invertebrati del London Zoo. Ciò non toglie che siano predatori notturni e che, nelle aree in cui sono presenti, possa capitare di svegliarsi con una o più punture di ragno sugli arti o sul viso.

 

Se poi ci si appisola sotto un ulivo, come è accaduto a un nostro lettore - Emanuele - si può finire per addentare un aracnide durante il sonno, pensando di avere in bocca un'oliva. Ma è un caso raro, a meno che non dormiate abitualmente all'aria aperta e in mezzo alla natura.

 

Un incubo reale. Una lettrice di BBC ha raccontato di un'amica svegliatasi con il volto pieno di minuscole punture, per la rottura del sacco ovigero di un ragno proprio sopra al bordo del suo letto. Può succedere, ma se sentissimo qualcosa che ci cammina sul volto ci sveglieremmo prima che questo possa arrivare alla bocca. Senza togliere che, per inghiottire un ragno, dovremmo proprio dormire con la bocca spalancata, e in quel caso russeremmo sonoramente. Oltretutto, nel sonno, non inghiottiamo costantemente e ad ogni respiro.

 

Nessun testimone. Per di più, i racconti di queste esperienze sono per lo più in prima persona e mai riportati, sebbene capiti spesso di guardare qualcuno che dorme: quante volte avete visto un ragno passeggiare vicino alla bocca di un familiare? La leggenda degli 8 ragni all'anno sarebbe nata nel 1993 su una rivista specializzata in PC, come dimostrazione del fatto che la gente è portata a credere con facilità alle storie, se pur assurde, che circolano sul web. Ma anche i tentativi di rintracciare la giornalista che ha scritto l'aneddoto e la rivista stessa si sono rivelati infruttuosi.

 

Peggio ancora. I ragni possono però farsi strada e nidificare in altri luoghi "sgraditi". Nel 2012, dopo una settimana di forte prurito all'orecchio, una donna cinese andò in ospedale per farsi visitare: i medici trovarono un ragno rifugiato all'interno del suo canale auricolare. Per paura che un tentativo di estrarlo lo facesse retrocedere ulteriormente, lo stanarono con una soluzione salina. Una simile disavventura è accaduta anche alla cantante Katie Melua: nel suo caso, un piccolo ragno si è fatto strada in un orecchio sfruttando un paio di auricolari.

 

18 novembre 2015 | Elisabetta Intini