Animali

È ufficiale: squali in pericolo

Un'indagine sulla pesca agli squali denuncia la preoccupante diminuzione di questi predatori.

È ufficiale: squali in pericolo
Un'indagine sulla pesca agli squali denuncia la preoccupante diminuzione di questi predatori.

Uno squalo martello (Sphyrna lewini), le cui popolazioni sono diminuite quasi del 90 per cento. © Philip Colla/OceanLight.com-Science.
Clicca qui per scaricare l'immagine come sfondo per il computer. (attenzione, l'immagine è di quasi 70 kbyte).
Uno squalo martello (Sphyrna lewini), le cui popolazioni sono diminuite quasi del 90 per cento.
© Philip Colla/OceanLight.com-Science.
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Un articolo sulla rivista scientifica Science mette in guardia la comunità internazionale: quasi tutte le specie di squalo sono in pericolo. Le navi da pesca che si dedicano alla cattura di squali utilizzano quasi tutte il palangaro, un attrezzo da pesca consistente di centinaia di ami e lungo chilometri e chilometri. In questa rete di ami galleggiante finiscono moltissime specie, e non solo quelle di interesse alimentare. Tra le specie catturate gli squali stanno diventando molto importanti, per la diminuzione di altri pesci e l'aumento della richiesta di carni ittiche e di pinne di pescecane da parte della cucina orientale. Il risultato di questa ricerca, condotta da alcuni scienziati canadesi della Dalhousie University di Halifax, dice che tutte le specie di squalo, a eccezione del mako (Isurus oxyrinchus) sono diminuite, negli ultimi 8-15 anni, di una percentuale che supera sempre il 50 per cento e può arrivare all'80-90 per cento, mettendo in pericolo le reti alimentari marine.
Massacri in alto mare. Le popolazioni dello squalo martello, per esempio, sono calate di almeno l'89 per cento, e lo squalo bianco del 79 per cento. Gli autori affermano con forza che la pesca eccessiva sta minacciando la sopravvivenza della maggior parte degli squali nell'Atlantico nord-occidentale. Neppure chiudere alla pesca vaste aree potrebbe servire, perché lo sforzo di pesca sarebbe semplicemente spostato più in là, e gli squali si spostano moltissimo, finendo quindi prima o poi nelle reti. L'unica soluzione sarebbe chiudere buona parte delle aree dell'Atlantico di fronte alle coste americane e diminuire la pesca, in modo da avere un approccio ecosistemico (che tiene cioè presente la sopravvivenza di molte specie), piuttosto che cercare di salvaguardare una specie per volta.

(Notizia aggiornata al 20 gennaio 2003)

15 gennaio 2003
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