Droni per catturare il respiro delle balene

Con i droni, i ricercatori raccolgono fotografie in alta risoluzione e campioni di soffio dei cetacei per verificarne lo stato di salute.

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Incontro ravvicinato tra l'esacottero e il soffio della balena.|Michael Moore, Woods Hole Oceanographic Institution

I ricercatori del Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) in Massachusetts, insieme alla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), hanno messo a punto uno speciale drone che si avvicina alle balene per scattare foto in alta risoluzione e raccogliere "al volo" campioni del loro soffio.

 

Immagini e liquido vengono poi analizzati in laboratorio, anche per accertarsi che non ci siano infezioni respiratorie, ossia il principale problema di salute dei cetacei.

 


L’esacottero e le balene. L’esacottero, ovvero un drone dotato di sei rotori, viene comandato da un ricercatore situato su un'imbarcazione non molto distante dal punto in cui stazionano le balene. I primi test si sono svolti nel mese di giugno presso il Stellwagen Bank National Marine Sanctuary, dove il team del WHOI e della NOAA ha fotografato 36 esemplari da 40 metri di altezza, scendendo poi fino a 3 metri in prossimità dello sfiatatoio, per raccogliere appunto campioni di soffio.

 

Lo speciale drone di sorveglianza dei cetacei. | Michael Moore, Woods Hole Oceanographic Institution; Acquired under National Marine Fisheries Servic


Nuove frontiere. Questa modalità di intervento, intelligente e rispettosa dell’animale, è stata per ora testata solo nel Santuario Marino di Stellwagen Bank, un luogo esposto in certa misura al traffico delle navi e all’inquinamento. Nel prossimo inverno i ricercatori hanno in programma di spostarsi in Antartide, per confrontare le condizioni di salute dei cetacei del luogo con quelli della Stellwagen Bank, davanti alle coste del Massachusetts.

 

16 Agosto 2015 | Silvia Malnati