Animali

Cancel culture: è giusto cambiare i nomi politicamente “scorretti” di certi animali?

Nell'era del politically correct, i nomi scientifici di alcune specie animali sono ancora dedicati a figure storiche discutibili: è giusto cambiarli?

Quando si scopre una nuova specie, la persona che l'ha scoperta ha l'onore e l'onere di battezzarla. Deve farlo seguendo le regole della nomenclatura binomiale inventata da Linneo e controllata oggi dal Codice internazionale di nomenclatura zoologica (ICZN), che prevedono che si possa esprimere in parte la propria creatività nella scelta del nome specifico (per esempio sapiens in Homo sapiens). È per questo motivo che molte nuove specie vengono dedicate a personaggi famosi, una "moda" che negli ultimi anni ha regalato omaggi a, tra gli altri, Prince, Boy George, Kate Winslet, gli ABBA e Jackie Chan.

La pratica, però, ha anche dei precedenti meno divertenti: spulciando tra le specie scoperte nel Novecento se ne trovano un paio dedicate ad Adolf Hitler, e una a Mussolini. Di recente, un gruppo di scienziati si è interrogato sullo Zoological Journal of the Linnean Society sulla questione, sostenendo che sia arrivato il momento di cambiare questi nomi.

Nomi scomodi. La raccolta di editoriali uscita ad agosto è una risposta diretta a una comunicazione dello scorso febbraio dell'ICZN pubblicata sempre sullo Zoological Journal, che spiegava come certi nomi, non importa quanto "scomodi", non andrebbero mai cambiati per non generare confusione nel mondo della ricerca.

Gli animali che hanno scatenato questa polemica sono tre: un insetto estinto vissuto circa 300 milioni di anni fa, Rochlingia hitleri, uno scarabeo delle caverne slovene, Anophtalmus hitleri, e infine una farfalla libica, che durante l'occupazione italiana venne battezzata Hypopta mussolinii. Non sono però gli unici casi: di recente, per esempio, una compagnia che traffica in criptovalute ha potuto battezzare una nuova specie di rana, grazie alle donazioni effettuate.

Non solo animali. Il problema è noto anche a chi si occupa di botanica, come dimostra questo articolo di due anni fa uscito su The Conversation, che cita una pianta intitalata a uno schiavista americano. E gli articoli usciti sullo Zoological Journal dimostrano che la questione è sempre più dibattuta e scomoda: al momento, l'unico motivo per cui nessuno ha ancora cambiato questi nomi è la ferma opposizione dell'ente regolatore, che sostiene, in sintesi, "siamo tassonomi, non ci occupiamo di etica". Staremo a vedere se con il tempo e l'aumento delle proteste l'ICZN rivedrà le proprie posizioni, e deciderà di consegnare Hitler e Mussolini anche alla storia della tassonomia.

25 settembre 2023 Gabriele Ferrari
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