Animali

La deforestazione sta stressando i piccoli mammiferi

I piccoli mammiferi che vivono nella foresta atlantica tra Brasile, Argentina e Paraguay, vivono in una condizione di stress costante dovuta alla deforestazione del loro habitat.

Se il pensiero della crisi climatica che minaccia tutti gli ecosistemi del pianeta vi causa stress e preoccupazioni di vario genere, consolatevi: siete in buona compagnia. La distruzione dell'habitat è un fattore di stress pesantissimo per tutte le specie animali e vegetali, e un nuovo studio pubblicato su Nature dimostra che alcuni animali ne soffrono in modo particolare: i piccoli mammiferi che abitano la foresta atlantica, che copre un territorio di 1.234.000 km2 compreso tra Brasile, Argentina e Paraguay, vivono in una condizione di stress costante dovuta alla deforestazione del loro habitat, e più piccolo è il territorio che è rimasto da abitare più il loro stress aumenta – una condizione che, si può supporre, non è esclusiva degli abitanti di questa foresta.

Non solo l'Amazzonia. La foresta amazzonica è la star indiscussa della battaglia contro la deforestazione, ma la foresta atlantica, che è la seconda più grande del Sud America, è altrettanto in crisi. La foresta sta perdendo terreno da circa 500 anni, da quando i primi colonizzatori portoghesi cominciarono a "pulirla" per fare spazio a centri abitati e campi coltivati: oggi la sua estensione è circa un terzo di quella che era prima dell'arrivo degli europei.

I tagli costanti hanno trasformato quella che era un'unica grande foresta in una serie di macchie più o meno grandi e separate da zone antropizzate. Il team del Rhodes College, guidato da Sarah Boyle, ha studiato le condizioni di salute di 106 esemplari di piccoli mammiferi che ci abitano (soprattutto roditori e marsupiali), andando in cerca di una particolare categoria di ormoni, i glucocorticoidi (il più noto dei quali è il cortisolo), che vengono prodotti in condizioni di stress fisico o emotivo.

Nella pelliccia. Il team ha cercato gli ormoni non nel sangue, dove si degradano molto rapidamente e la cui presenza potrebbe essere dovuto al fatto che l'animale è stato appena catturato, ma nella pelliccia, dove si accumula nel corso del tempo e dove può rimanere anche per mesi; il risultato dice che gli animali che vivono in habitat più degradati sono più stressati.

Il problema per questi animali non è lo stress di per sé: la produzione di glucocorticoidi è un meccanismo di difesa, che segnala all'animale che c'è qualcosa che non va e lo spinge a risolvere e normalizzare la situazione. Il problema è quando il corpo non ha tempo per assorbire gli ormoni e continua ad accumularli: una condizione che può provocare problemi di salute nell'animale, e che si verifica più spesso quando questo vive in un habitat di dimensioni ridotte.

A contatto con l'uomo. Più un habitat è degradato, infatti, maggiori sono le occasioni di stress per l'animale: ecco perché la pelliccia dei piccoli mammiferi che vivono nelle macchie di foresta più piccole o antropizzate contiene più glucocorticoidi di quella degli esemplari che vivono in zone più vaste e selvagge. Lo studio fa notare anche come lo stress non sia "solo" un problema degli animali che lo subiscono, ma possa avere conseguenze anche su noi umani: gli animali stressati sono più suscettibili a virus e altre patologie, e il fatto che vivano in aree che li portano spesso a stretto contatto con l'uomo, potrebbe avere conseguenze tragiche anche per noi.

25 febbraio 2021 Gabriele Ferrari
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