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È morto Danilo Mainardi: in memoriam

È morto a 83 anni l’etologo Danilo Mainardi. Instancabile divulgatore scientifico, lo vogliamo ricordare con una serie di citazioni dai suoi numerosi libri.

Si è spento stamattina a Venezia Danilo Mainardi, uno dei più noti etologi italiani e infaticabile divulgatore scientifico. Aveva 83 anni e aveva passato la sua vita a studiare la natura e gli animali. Negli anni ha raccontato con rigore scientifico e semplicità di linguaggio tutti gli aspetti dell’etologia e della zoologia. Il suo primo titolo, "La scelta sessuale nell’evoluzione della specie", era stato pubblicato nel 1968 da Boringhieri; l’ultimo, "La città degli animali", è uscito nel 2016.
A seguire alcune citazioni tratte da libri e articoli (scriveva per il Corriere della Sera e spesso appariva in TV a Superquark o veniva intervistato da vari giornali, Focus compreso).

L'ecologia ci insegna che la nostra patria è il mondo.

Insomma il gatto domestico – tranquillizzatevi amici gattofili – è davvero capace di affettività. Solo che il suo linguaggio è un po' raffazzonato, è un po' dell'ultima ora. Lui non parla chiaro come il cane. Anche per questo, forse, è così misteriosamente affascinante.

L'asino non è meno nobile del cavallo. Ma che significa poi nobile? Che significa bello? Facendo l'etologo, studiando gli animali, ho scoperto altre bellezze, altre nobiltà. Ho scoperto la bellezza degli adattamenti. Non c'è animale, se conosciuto, che non sia bello.

Il ghepardo, un cane con la faccia da gatto.

Può essere sorprendente, ma l'animalismo è un atteggiamento di carattere etico connaturato alla natura umana, anche se solo da poco tempo ha assunto un'importanza così rilevante. E, quando dico connaturato, intendo che le sue radici stanno proprio nel profondo della nostra biologia, che è quella di una specie molto sociale.

Come è facile per la femmina del cane tirar su bene la sua prole, com'è difficile per noi umani fare altrettanto.

Il mio primo ricordo “affettuoso” di un animale risale probabilmente a quando avevo 6 anni e i miei genitori decisero di regalarmi un cane. Fu una giornata memorabile e provai una gioia immensa. Grazie a quel cucciolo compresi per la prima volta, con assoluta certezza, che era possibile instaurare un rapporto sociale intelligente con un essere non umano. Devo dire, però, che tutti gli animali mi hanno sempre attratto e che il mio interesse per loro ebbe inizio ancor prima di quel magico incontro.

Danilo Mainardi intervistato da Focus Wild.

Non sono completamente vegetariano, anche se mi piacerebbe esserlo, per motivi di salute, perché ho sofferto di una grave anemia e sono costretto ogni tanto a mangiare un poco di carne. A ogni modo, credo che la nostra specie non sia naturalmente vegetariana, basta studiarne l'anatomia (per esempio i denti) e la fisiologia. Certo che sarebbe meglio mangiare molta meno carne. [...] anche questo problema del consumo di carne trova la sua causa remota nel sovraffollamento, che ha costretto l'umanità a distruggere buona parte della natura e a praticare sugli animali domestici metodi di allevamento che provocano in essi grande sofferenza. Secondo me, non è il mangiare gli animali il problema eticamente più sbagliato, ma la mancanza di rispetto e di attenzione quando sono vivi, la scarsa volontà di regalare loro una vita e poi una morte priva di sofferenza.

l mio cruccio, che credo sia quello di molti altri etologi, riguarda l’impossibilità umana di sapere davvero cosa emotivamente sentano gli animali. Loro, è ormai noto, provano emozioni, “stati d’animo” che vengono manifestati soprattutto dagli animali sociali. Per esempio, in un cane è facile cogliere la paura, la gioia o la rabbia. Ma quando dico “il mio cane mi ama” cosa intendo veramente? Cosa prova quando mi manifesta il suo amore? Adopero per lui lo stesso verbo che utilizzerei riferendomi a un essere umano ma, così facendo, forse lo antropomorfizzo (ossia gli attribuisco delle caratteristiche proprie dell’uomo, ndr). Riferendosi a questo problema gli studiosi parlano di “inadeguatezza semantica”: in pratica noi uomini non possediamo parole adatte a descrivere i sentimenti e le emozioni degli animali, probabilmente perché non sappiamo esattamente che cosa essi provino.

Danilo Mainardi intervistato da Focus Wild.

I pipistrelli sono particolarmente «sgradevoli». L'ala è flaccida, il corpo è sgraziato, il muso è affollato di peculiari «mostruosità», quali appendici nasali fogliacee e membranose, padiglioni auricolari presentanti arricciature, ripiegamenti, smisuratezze e modanature. Eppure queste singolari mostruosità partecipano, come casse di risonanza, come trasmettitori direzionali, come ricevitori, per ottenere le informazioni essenziali per il crearsi di quella raffigurazione ultrasonora del mondo che è la loro immagine del mondo. Sì, i pipistrelli non sono rondini, loro vanno capiti colla ragione, colla conoscenza.

Il rosso «stacca», il rosso attrae. Il rosso, in definitiva, è quanto di meglio, per comunicare visivamente. Del resto non è forse rosso il segnale del semaforo che ci impone il più importante tra i messaggi che convoglia?

Il visone è un po' come una lontra, un animale che ama l'acqua, che presso questa preferenzialmente vive. Dal Canada più nordico fino laggiù nell'estrema torrida Florida è possibile trovarlo, e sempre lungo torrenti, fiumi e laghi, dove le rive offrono nascondigli tra la vegetazione rigogliosa. Il visone è animale solitario, ma non asociale. Non parla molto, potrei dire, ma molto scrive.

Si è spento stamattina a Venezia Danilo Mainardi, uno dei più noti etologi italiani e infaticabile divulgatore scientifico. Aveva 83 anni e aveva passato la sua vita a studiare la natura e gli animali. Negli anni ha raccontato con rigore scientifico e semplicità di linguaggio tutti gli aspetti dell’etologia e della zoologia. Il suo primo titolo, "La scelta sessuale nell’evoluzione della specie", era stato pubblicato nel 1968 da Boringhieri; l’ultimo, "La città degli animali", è uscito nel 2016.
A seguire alcune citazioni tratte da libri e articoli (scriveva per il Corriere della Sera e spesso appariva in TV a Superquark o veniva intervistato da vari giornali, Focus compreso).