Stop alla caccia sportiva in Costa Rica, Zambia e Botswana

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|© Jaime Saldarriaga/Reuters
Niente più cacciatori sportivi in Costa Rica: dall'11 dicembre scorso l'attività venatoria è stata totalmente bandita a tempo indeterminato dal paese, con una legge che per prima in America Latina segna un incredibile passo avanti nella tutela della biodiversità. Pene severe sono previste per i trasgressori, che dovranno pagare una multa fino a 3.000 dollari e 2 o 3 mesi di carcere, mentre sanzioni sono previste anche per i responsabili di traffico di animali selvatici o della loro detenzione come animali domestici. Per buona pace della preziosissima fauna locale che comprende, tra gli altri, rari uccelli tropicali, scimmie, bradipi, pipistrelli, tapiri, cervi, formichieri e giaguari.

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Dall'altra parte del pianeta, in Africa, anche Zambia e Botswana (dal 1° gennaio 2014) seguiranno le orme decennali del Kenya mettendo al bando la caccia sportiva, al fine di proteggere la fauna locale duramente provata dall'industria del turismo venatorio. E così leoni, leopardi, elefanti, rinoceronti e bufali, i "Big 5" più richiesti nei safari di caccia grossa africana, potranno dormire sonni tranquilli, sempre che rimangano all'interno dei confini politici di questi paesi: fuori i fucili li aspettano a braccia aperte.

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23 Gennaio 2013 | Rebecca Mantovani