Animali

La corsa agli armamenti tra primati e serpenti

Quando scesero dagli alberi, i nostri antenati ingaggiarono una vera e propria corsa agli armamenti contro i serpenti.

Uno dei fattori decisivi per l'evoluzione dei primati, e di noi esseri umani in particolare, furono... i serpenti. Non è un'esagerazione: la complessa forma di competizione che si stabilì milioni di anni fa tra i nostri antenati e alcuni rettili striscianti diede una spinta fondamentale allo sviluppo di alcune caratteristiche che sono fondamentali per noi umani ancora oggi. Addirittura, i primi primati che si trovarono a scontrarsi con serpenti come il cobra svilupparono un'immunità al suo veleno che, al tempo, non aveva precedenti. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato su BMC Biology, che racconta la storia della nostra resistenza al veleno di serpente, e il suo legame con il bipedalismo.

La Snake Detection Theory. L'idea che la nostra evoluzione, in particolare quella del nostro apparato visivo, sia stata spinta anche dai serpenti non è nuova. Si chiama Snake Detection Theory (SDT), e sostiene che la discesa dagli alberi dei nostri antenati li abbia messi di fronte a una sfida completamente nuova: imparare a convivere con i serpenti velenosi, in particolare quelli come i cobra, che sono attivi di giorno. Questi animali erano, per i primi primati pienamente terricoli, contemporaneamente concorrenza e predatori. Secondo la SDT, la necessità di riconoscere un serpente in mezzo all'erba per riuscire a evitarlo fu alla base dell'evoluzione della nostra vista; come controprova, i primati che vivono in aree prive di serpenti velenosi diurni (per esempio i lemuri del Madagascar) hanno una vista peggiore della nostra, ma anche di quella di gorilla e scimpanzé.

Va bene vederli, ma... Il team dell'università del Queensland (Australia) che ha condotto lo studio ha invece indagato su un'altra caratteristica, fondamentale se si vuole convivere con certi serpenti: la resistenza al loro veleno. I ricercatori hanno messo alla prova i recettori nervosi di una serie di primati di tutto il mondo esponendoli alle neurotossine presenti nel veleno di vari serpenti velenosi. Quello che hanno scoperto è che i primati che vivono a stretto contatto con questi animali hanno sviluppato una resistenza più alta al loro veleno - resistenza che si è manifestata per la prima volta milioni di anni fa, più o meno quando i primi primati sono scesi dagli alberi per colonizzare la terraferma. Quella stessa resistenza è assente invece nei lemuri (in Madagascar non ci sono serpenti velenosi) ma soprattutto nelle scimmie sudamericane: queste ultime convivono sì con serpenti velenosi, ma dalle abitudini notturne, per cui vederci meglio, nel loro caso, non serve a niente.

Mossa e contromossa. È importante sottolineare come la resistenza al veleno dimostrata da umani, scimpanzé e gorilla non è immunità: nel corso dei milioni di anni, anche i serpenti hanno affinato le loro armi, per tenersi alla pari nella corsa agli armamenti. Lo dimostra anche un altro fatto: la discesa al suolo dei primi ominidi causò anche la nascita dei primi serpenti velenosi che sputano veleno, e che potevano quindi tenersi a distanza di sicurezza da quei giganteschi invasori della terraferma che erano i nostri antenati.

17 dicembre 2021 Gabriele Ferrari
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