Animali

Anche l'albatro (a volte) divorzia

L'albatro è uno degli animali più monogami del mondo, ma alcuni maschi sono più a rischio di divorzio. Ecco quali e perché.

La monogamia non è un'invenzione umana: ci sono diverse specie animali nelle quali le coppie durano anche per tutta la vita, al netto di inevitabili problemi coniugali. Tra queste, una delle più note è l'albatro, l'uccello più grande del mondo: maschi e femmine stabiliscono legami duraturi che possono durare anche per tutta la loro (discretamente lunga: fino a 50 anni) vita.

Come negli umani, però, anche negli albatri esiste il divorzio. Si tratta di un evento raro ma, come scoperto da un team ricerca internazionale guidato dal Cnrs francese, è anche un evento in qualche modo prevedibile: gli esemplari (maschi) più timidi sono quelli più a rischio di perdere la partner. È la prima volta, secondo gli autori, che riusciamo a prevedere il rischio di divorzio in un animale basandoci sulla sua personalità. Lo studio è pubblicato su Biology Letters.

Monogamia unica via. La vita di coppia dell'albatro lascia molta libertà e indipendenza ai due partner, che si incontrano solo una volta ogni due anni per fare figli, e poi tornano a condurre la loro vita solitaria prima del prossimo incontro. Forse è anche per questo che il tasso di divorzio nell'albatro è uno dei più bassi che ci siano in natura: riguarda appena il 13% degli esemplari, mentre il restante 87% rimane fedele all'altra metà della coppia per tutta la vita.

Per scoprire se esista un legame tra il carattere degli animali e la loro possibilità di rimanere single, il team di ricerca ha utilizzato un database straordinario. È dal 1959, infatti, che gli scienziati monitorano da vicino una colonia di albatri a Possession Island, nell'Oceano Indiano meridionale; in particolare, il team francese ha passato gli ultimi 10 anni a raccogliere dati e osservazioni sugli animali, finendo con l'osservarne da vicino circa 2.000. Gli scienziati hanno così potuto tenere traccia delle vicende matrimoniali degli animali, e anche valutarne una caratteristica molto importante: la timidezza, che ha effetti decisivi sul loro successo coniugale.

Il terzo incomodo. Per misurare la timidezza degli albatri, il team ha usato un metodo molto semplice: avvicinarsi gradualmente alle colonie per osservare quali animali si agitano prima e quali mantengono la calma anche in presenza degli umani. Questi risultati sono stati confrontati con i record della vita coniugale degli albatri: in questo modo si è scoperto che gli esemplari più timidi hanno una probabilità di divorziare che è doppia rispetto a quella degli animali più coraggiosi.

Il motivo è presto detto: quando una coppia è ancora nuova o in fase di formazione, può capitare che un terzo maschio si intrufoli e provi a "rubare la moglie" al rivale. I maschi più timidi si tirano indietro di fronte a questa sfida, e perdono dunque la partner: considerando che gli albatri maschi sono più numerosi delle femmine, questo significa tra l'altro che un maschio divorziato di recente farà molta più fatica a risposarsi. Un ultimo dato emerso dallo studio: le coppie che stanno insieme più a lungo sono anche quelle che rischiano meno il divorzio, per cui il vero problema per questi animali è superare l'equivalente della famigerata "crisi del settimo anno".

29 settembre 2022 Gabriele Ferrari
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