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Comedy Wildlife Photography Awards: le foto di animali più esilaranti dell'anno

Le più buffe immagini finaliste del Comedy Wildlife Photography Awards, il concorso di fotografia naturalistica leggero e impegnato allo stesso tempo.

Strappare un sorriso e diffondere un messaggio di impegno nella conservazione delle specie più a rischio: è l'intento del Comedy Wildlife Photography Awards, il più irriverente concorso di fotografia naturalistica, che svela il lato più leggero e giocoso della vita animale. Come ogni anno la competizione lavora con l'organizzazione per la conservazione animale Born Free per diffondere l'importanza di tutelare gli animali selvatici e il loro habitat, evidenziando il ruolo straordinario della fauna per il nostro pianeta. Ecco alcune tra le migliori foto arrivate in finale (i vincitori saranno annunciati il 22 ottobre).

Nella foto, una famigliola di elefanti asiatici si gode un momento di tenerezza, apparentemente indisturbato dall'uomo. In India, dove è stato realizzato lo scatto, i corridoi ecologici che dovrebbero proteggere i pachidermi sono sempre più spesso violati dalla presenza umana attraverso la deforestazione; il risultato è che gli elefanti si spingono verso i centri abitati in cerca di cibo, esponendosi al rischio di rappresaglie.

La posa riflessiva e non proprio... raffinata di un babbuino nero (Papio ursinus) che ricorda, di spalle, le sembianze di Yoda. Queste scimmie diffuse soprattutto in Africa meridionale vivono in grandi gruppi formati da 20-80 esemplari, con una rigida gerarchia sociale e ruoli (soprattutto tra le femmine) cristallizzati. Le amicizie più solide si formano tra individui di sesso opposto, soprattutto tra femmine che stanno allattando e maschi adulti. Si pensa che queste forme di cooperazione interessata aiutino le neomamme a proteggere i piccoli dall'infanticidio quando nel gruppo sopraggiunge un nuovo maschio alfa. L'esemplare che vedete è stato fotografato lungo il fiume Chobe, in Botswana. 

I denti nel becco modificato di questo pesce pappagallo del Mediterraneo (Sparisoma cretense) non servono solo a sorridere in foto, ma anche a triturare le rocce nei fondali caldi di Atlantico orientale e Mediterraneo, fino a ridurle in poltiglia ed estrarre leccornie come alghe e piccoli invertebrati. Vedi anche: i più buffi degli abissi

Che cosa avrà visto di così interessante questo scoiattolo (Sciurus vulgaris)? Probabilmente qualcosa da mangiare: tutte le principali attività nella giornata di questo animale ruotano infatti attorno al cibo, che si procura con tecniche da vero specialista tramandate di madre in figlio. Per esempio è capace di aprire le nocciole in pochi secondi sfruttando la forza degli incisivi inferiori, o di leccare la resina dagli alberi dopo averli con pazienza spelati dalla corteccia.

Il piumaggio di questa garzetta rossastra (Egretta rufescens), arruffato dopo un'intensa battuta di caccia, è in effetti uno dei morfismi caratteristici di questi pennuti, che sono perennemente bianchi o perennemente neri per tutta la vita. Gli esemplari con un morfismo nero, il più diffuso, presentano un corpo grigio azzurro, il capo rossastro e lunghe piume sul collo; gli altri sono interamente bianchi. Gli individui più giovani presentano invece una colorazione marrone.

Le difficili negoziazioni tra una volpe rossa (Vulpes vulpes) e una possibile preda fotografate in Israele. Questo cacciatore consuma fino a un chilo di cibo al giorno tra topi, conigli, insetti, frutta o carcasse abbandonate da altri animali. Le volpi rosse hanno anche un'ottima memoria per i luoghi dove hanno nascosto il cibo in esubero, che sanno ritrovare molto facilmente. Vedi anche: Vita selvaggia: gli scontri mozzafiato tra prede e predatori

Un classico intramontabile, questo ritratto di una damigella azzurra (Coenagrion puella) che fa capolino da uno stelo. Rispetto alle libellule, questo insetto del subordine degli Odonata che predilige gli habitat paludosi ha occhi posti ai due lati della testa, che non si incontrano mai, ali chiuse quando si trova in posizione di riposo e una corporatura più minuta.

Come siamo ridotti?, sembra pensare questo orso polare (Ursus maritimus). Male, purtroppo: le ultime evidenze scientifiche chiariscono che se non prenderemo seriamente il compito di fermare il riscaldamento globale, nel peggiore scenario di global warming (+ 4°C nel 2100) entro fine secolo potremmo assistere alla scomparsa di ogni popolazione di questo predatore, eccetto quelle residenti nell'estremo nord, sulle Queen Elizabeth Islands nell'Artico Canadese. Molte subpopolazioni di orsi bianchi si trovano già al limite del soddisfacimento del loro fabbisogno energetico, perché i ghiacci marini sui quali contano per cacciare stanno progressivamente scomparendo.

Se il procione o orsetto lavatore (Procyon lotor) si trova a suo agio in questa strana posizione è anche perché è un ottimo scalatore, abituato ad avventurarsi anche 10, 12 metri di altezza. In realtà è anche un abile nuotatore, anche se non sempre si butta in acqua volentieri: senza una pelliccia impermeabile, da bagnato diventa più pesante e rischia di perdere destrezza.

«Francamente, me ne infischio» starà pensando questo martin pescatore europeo (Alcedo atthis) che, anzi, avrà usato il cartello come trampolino da cui tuffarsi. Il pennuto ha bisogno di punti di osservazione come rami o canneti per individuare i pesci da acciuffare. In mancanza di un piedistallo, riesce però a mantenere una posizione di stallo sopra l'acqua, rimanendo in volo per diversi minuti, per avere il tempo di individuare eventuali prede. La lotta per il territorio tra due martin pescatori

Difficile che questo pulcinella di mare (Fratercula arctica) decida di offrire qualcosa al suo simile: di solito i piccoli pesci, molluschi e crostacei catturati nell'Atlantico settentrionale vengono ingoiati direttamente sott'acqua, a meno che gli uccelli non debbano nutrire i loro piccoli: in quelle occasioni possono riportare indietro anche 30 pesci per volta nei loro becchi, e quello fotografato potrebbe essere uno di questi casi.

Non è uno scoiattolo né una marmotta, anche se assomiglia un po' ad entrambi. Ma un citello (Spermophilus citellus) o scoiattolo di terra europeo, un roditore diffuso in Europa centro-orientale. Il nome Spermophilus significa amante dei semi: i citelli li conservano in grandi tasche guanciali per mangiarli con comodo nelle loro tane.

Il photobombing di una giraffa: come fanno questi mammiferi a non svenire, quando sollevano velocemente la testa dal suolo fino a 5 metri di altezza, dopo aver bevuto? Merito del loro cuore molto più grande del normale (arriva a pesare 11 kg!) che compie anche 170 battiti al minuto per mantenere una pressione sanguigna pari al doppio di quella umana media. Così il sangue rimane nel cervello, a dispetto della forza di gravità.

Strappare un sorriso e diffondere un messaggio di impegno nella conservazione delle specie più a rischio: è l'intento del Comedy Wildlife Photography Awards, il più irriverente concorso di fotografia naturalistica, che svela il lato più leggero e giocoso della vita animale. Come ogni anno la competizione lavora con l'organizzazione per la conservazione animale Born Free per diffondere l'importanza di tutelare gli animali selvatici e il loro habitat, evidenziando il ruolo straordinario della fauna per il nostro pianeta. Ecco alcune tra le migliori foto arrivate in finale (i vincitori saranno annunciati il 22 ottobre).

Nella foto, una famigliola di elefanti asiatici si gode un momento di tenerezza, apparentemente indisturbato dall'uomo. In India, dove è stato realizzato lo scatto, i corridoi ecologici che dovrebbero proteggere i pachidermi sono sempre più spesso violati dalla presenza umana attraverso la deforestazione; il risultato è che gli elefanti si spingono verso i centri abitati in cerca di cibo, esponendosi al rischio di rappresaglie.