Come si attacca il geco

I gechi sfruttano deboli forze attrattive per rimanere aggrappati ai vetri.

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Come si attacca il geco
I gechi sfruttano deboli forze attrattive per rimanere aggrappati ai vetri.
Un geco su un vetro mostra le strutture delle dita, utilizzate per rimanere aggrappato.
Un geco su un vetro mostra le strutture delle dita, utilizzate per rimanere aggrappato.

I gechi, piccoli rettili presenti in Africa, in Asia e in Europa, hanno evoluto uno dei più potenti meccanismi di adesione alle pareti, ai vetri e a ogni altra superficie. Persino Aristotele aveva notato la loro straordinaria abilità. Per molto tempo, però, come facessero ad arrampicarsi sui vetri rimaneva un mistero. Un gruppo di ricercatori di alcune università dell’Oregon e della California ha svelato il segreto. I milioni di piccoli peli che costellano le dita espanse del geco utilizzano, per l’adesione a ogni superficie, una debole attrazione molecolare, chiamata forza di van der Waals, che agisce solo quando due sostanze sono in contatto. Le piccolissime "sete" presenti sulla superficie dei piedi aderiscono una per una con una forza minima; ma poiché sono milioni e milioni, il risultato è un potere adesivo altissimo.
Nuove colle. Secondo i ricercatori, sarebbe possibile creare una specie di "supervelcro", con sete minuscole come quelle dei gechi, che abbiano un potere adesivo comparabile, e un gran numero di applicazioni possibili.

(Notizia aggiornata al 10 settembre 2002)

05 Settembre 2002