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Ci sono zanzare diurne e zanzare notturne

Uno studio mostra che le zanzare diurne sono attratte dalla luce, indipendentemente dalla sua lunghezza d'onda, mentre quelle notturne evitano la luce blu e gli ultravioletti.

Zanzara
Aedes aegypti | frank60 / Shutterstock

Le zanzare sono l'animale che ogni anno miete più vittime tra gli esseri umani – non direttamente, ma perché è il principale vettore di trasmissione di alcune malattie letali tra cui la malaria e la febbre gialla. È facile parlare di "prevenzione contro le zanzare" come di un'urgenza da affrontare, ma la vera domanda da porsi è: quali zanzare?

 

Un nuovo studio pubblicato su Current Biology dimostra che diverse specie di zanzare hanno un comportamento diverso nei confronti della luce a seconda che siano notturne o diurne, e sostiene che bisogna tenere conto di queste differenze per poter attuare una prevenzione efficace.

Malaria e febbre gialla. Lo studio ha analizzato i comportamenti di due specie molto diffuse e molto pericolose di zanzara (Aedes aegypti, responsabile della febbre gialla, e Anopheles coluzzi, uno dei principali vettori per la malaria), partendo dal presupposto che tutte le specie di zanzara sono in qualche misura attratte dalla luce ultravioletta – quella utilizzata anche nelle zanzariere elettriche per attirarle e "friggerle". Lo studio ha invece dimostrato che le due specie hanno preferenze differenti quando si tratta di luce: Aedes aegypti, che ha abitudini diurne, viene attirata da un ampio spettro di frequenze diverse, mentre Anopheles coluzzi, che va a caccia di notte, evita a tutti i costi le lunghezze d'onda più brevi.

 

Già, ma cosa significa? Al di là degli aspetti tecnici, i risultati dello studio si possono riassumere così: le zanzare diurne sono attratte dalla luce, indipendentemente dalla sua lunghezza d'onda, mentre quelle notturne evitano la luce blu e gli ultravioletti.

 

Secondo uno degli autori dello studio, Todd Holmes, «comprendere come le zanzare rispondono a determinate lunghezze d'onda ci permetterà di sviluppare metodi di prevenzione ecosostenibili e alternativi ai pesticidi».

 

12 agosto 2020 | Gabriele Ferrari