Animali

Come fanno le api becchino a riconoscere le compagne morte

Uno studio svela come le api becchino riescano a scovare i cadaveri delle compagne di alveare prima che comincino a decomporsi.

Di tutti i lavori che le api possono svolgere in un alveare, quello del becchino è il più sconosciuto e il meno apprezzato. Solo un'1% dei membri di ogni colonia sono dediti a compiti di "pulizia cadaveri", eppure il ruolo delle api becchino è fondamentale per mantenere la colonia sana e pulita, e ridurre il rischio sanitario rappresentato da un cadavere. Quello che stupisce davvero di questa classe di operaie specializzate, però, è la loro capacità di individuare le compagne entro 30 minuti dalla loro morte, ben prima che inizino a decomporsi: un nuovo studio ha finalmente spiegato come fanno.

Quel delizioso profumino di putrefazione... Se le api becchino potessero aspettare l'inizio del processo di decomposizione delle loro compagne, con il rilascio di molecole che ne consegue, il loro compito sarebbe facilissimo, ma sarebbe anche inutile: un cadavere che ha cominciato a decomporsi rappresenta già un rischio per la colonia. Per individuare i corpi da rimuovere, le api becchino si affidano a un altro tipo di odore, o meglio alla sua assenza: è quello dei cosiddetti idrocarburi della cuticola, che costituiscono una parte della copertura impermeabile dell'esoscheletro. Quando sono vive, le api producono e rilasciano in continuazione questi idrocarburi, che impediscono all'esoscheletro di seccarsi e che vengono anche usati per riconoscere gli altri membri della colonia.

Odori zero. Dopo la morte, la temperatura corporea di un'ape si abbassa rapidamente, e più cala minore è la quantità di idrocarburi della cuticola che vengono emessi. Le api becchino, dunque, riconoscono un cadavere perché ha, per così dire, "l'odore dei vivi" ma molto più debole. La conferma di questa ipotesi viene da uno degli esperimenti descritti nello studio: Wen Ping, l'autore, ha "offerto" a un gruppo di becchini una serie di cadaveri, scaldati però fino a raggiungere la temperatura di un'ape viva, e ha osservato come le api abbiano atteso qualche ora prima di rimuovere i cadaveri, che per loro, almeno all'inizio, non registravano come tali.

30 marzo 2020 Gabriele Ferrari
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