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Come camminano i tardigradi?

Uno studio dimostra che i tardigradi camminano come fanno certi insetti: forse esiste un legame evolutivo tra questi animaletti indistruttibili e gli artropodi.

Camminare, nel senso di "utilizzare due o più arti per deambulare", è un'attività faticosa e complicata, e spesso gli animali di piccole dimensioni preferiscono evitare di imbarcarsi nell'impresa e scelgono di spostarsi in modi più semplici e meno dispendiosi: pensate ai vermi che si muovono, di fatto, agitando il corpo, e non hanno mai evoluto delle strutture deputate.

Passeggiando nello Spazio. I tardigradi, i bizzarri micro-animali indistruttibili che sono andati persino nello Spazio, sono diversi dagli altri anche in questo: pur essendo minuscoli (sono lunghi a malapena mezzo millimetro), hanno otto piccole zampe che utilizzano per spostarsi. Ora uno studio pubblicato su PNAS analizza per la prima volta nel dettaglio questo stile di passeggiata e arriva a una conclusione affascinante: i tardigradi camminano come fanno certi insetti, e questo potrebbe suggerire un legame evolutivo tra i due phyla.

Due tipi (phyla). Anche se visti al microscopio potrebbero somigliare a insetti, i tardigradi sono animali talmente alieni da essersi meritati un phylum tutto loro - una classificazione con cui non tutti sono d'accordo, però, e che potrebbe essere messa in discussione da questo studio, nel quale un gruppo di ricerca del Rockefeller's Center for Studies in Physics and Biology ha analizzato la camminata dei tardigradi nel modo più semplice possibile: mettendoli nel loro ambiente naturale e osservandoli al microscopio.

Velocità quadruplicata. Quello che hanno visto è uno stile di camminata molto simile a quello di certi insetti che sono centinaia di migliaia di volte più grandi di loro: le otto zampe si muovono all'unisono, quattro alla volta, e permettono ai tardigradi di coprire metà della lunghezza del loro corpo ogni secondo. Quando però accelerano, per esempio perché hanno trovato del cibo o perché devono scappare, la velocità quadruplica, e i tardigradi coprono il doppio della lunghezza del loro corpo ogni secondo.

Quello che conta, però, è che indipendentemente dalla velocità a cui si muovono, i tardigradi non cambiano il loro stile di camminata come facciamo per esempio noi vertebrati: pensate a un cavallo, che tra un trotto e un galoppo cambia il modo di appoggiare le zampe per terra. I tardigradi, invece, come fanno molti insetti, mantengono la stessa postura ma aumentano la velocità a cui muovono le zampe.

Comodità o parentela? Questa continuità di corsa è tipica anche degli artropodi (pensate a un millepiedi, che è un esempio facile da visualizzare se ci si vuole concentrare sulle zampe): secondo gli autori dello studio, questa somiglianza potrebbe significare che, quando si è di piccole dimensioni, tenere uno stile unitario di corsa invece di averne due diversi a seconda della velocità, è la strategia migliore e meno costosa, ed ecco perché sia i tardigradi sia gli insetti l'hanno sviluppata.

C'è però un'altra possibilità più affascinante, e cioè che tardigradi e artropodi condividano un antenato comune, e che il loro stile di camminata sia simile perché i due phyla sono imparentati: questo andrebbe a supportare la tesi di chi vorrebbe unire tardigradi e insetti in un unico gruppo, quello dei panartropodi.

8 settembre 2021 Gabriele Ferrari
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