Cleptopredazione: il pasto col ripieno

Preda mangia preda e viene mangiata... Questa è la cleptopredazione, parola appena coniata per descrivere l'abitudine di cibarsi di una preda che ha da poco finito di mangiare.

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Pasti luculliani per lumache di mare affamate.

Cleptopredazione: sulle prime, questa parola fa pensare a un furto, e anche a una caccia riuscita. In effetti la nuova definizione, formulata in un articolo su Biology Letters, unisce entrambi i concetti: indica l'abitudine di un predatore di cibarsi di prede che hanno da poco finito di cacciare, quindi con la pancia piena. In questo modo, l'animale più grande incamera un pasto doppio.

 

Bocconi selezionati. I biologi dell'Istituto di Scienze marine dell'Università di Portsmouth, Gran Bretagna, hanno coniato il termine osservando le abitudini alimentari dei nudibranchi nelle acque della Sicilia. Queste lumache di mare hanno dimostrato di preferire i polipi idroidi (invertebrati di cui si nutrono abitualmente) che avevano da poco fatto incetta di zooplancton, e non avevano ancora digerito. Potete vederle in azione qui sotto.

 

 

Due furti in uno. In laboratorio, durante un test sulle preferenze alimentari dei nudibranchi, gli idroidi "ripieni" sono stati favoriti (si fa per dire) in 14 casi su 25. I numeri non sono schiaccianti, ma il comportamento, dettato forse da ragioni nutrizionali, è probabilmente diffuso anche tra altre specie. Il cleptoparassitismo, cioè il semplice furto di cibo già cacciato, era già noto nel mondo animale. La cleptopredazione lo porta a un nuovo livello di efficienza (o di crudeltà, a seconda dei punti di vista).

 

08 Novembre 2017 | Elisabetta Intini