Le meduse dei nostri mari

Quali sono e in quali zone si trovano gli organismi gelatinosi che frequentano i nostri mari.

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È probabile che quest’anno abbiate già avvistato la Pelagia, la medusa violetta da non sfiorare: saranno le correnti a decidere dove andrà da qui a settembre. E forse avete visto anche le bellissime Rhizostoma e Cotylorhiza: anche queste possono essere ammirate, ma non toccate.

 

Per sapere tempestivamente dove sono le meduse si può visitare la pagina Facebook di MeteoMeduse, gestita dai ricercatori dell'Università del Salento.

 

A questa pagina è possibile inviare anche le segnalazioni degli avvistamenti. È un servizio utile sia per evitare spiacevoli incontri ravvicinati, sia per decidere dove fare jellywatching.

 

Il poster delle meduse (clicca sull'immagine per ingrandirla). A questo indirizzo puoi scaricare la versione PDF, più grande.

È anche un servizio importante per la scienza perché raccoglie dati su presenza, distribuzione e frequenza di questi organismi: le segnalazioni che i “lettori ricercatori” inviano con MeteoMeduse sono fondamentali per la campagna Occhio alla medusa, realizzata in collaborazione con i biologi dell’Università del Salento, Co-NISMa e CNR-ISMAR guidati da Ferdinando Boero e Stefano Piraino. Dice Serena Zampardi, che registra le segnalazioni: «Dal 2009 ne sono arrivate oltre 20 mila. Ne aspettiamo altre».

 

Per riconoscere le meduse - e sapere se sono urticanti - si può navigare le nostra gallery sulle meduse e scaricare il poster, utile se si vuole appenderlo in spiaggia, ai bagni per esempio.

14 Luglio 2016