Animali

Il cervello dei gatti si è ristretto negli ultimi 12.000 anni

Da quando abbiamo addomesticato i gatti, il loro cervello si è ridotto considerevolmente, cambiando alcuni aspetti del loro comportamento.

La prossima volta che il vostro gatto farà qualcosa di stupido, non accusatelo: la colpa è vostra. Vostra e di tutti i vostri antenati fino a 12.000 anni fa, quando l'uomo cominciò il processo di domesticazione dei felini - che ha portato loro grandi vantaggi, ma anche una riduzione significativa del volume cerebrale. Lo dice uno studio pubblicato su Royal Society Open Science, che spiega anche come la diminuzione delle dimensioni del cervello non significa necessariamente che i gatti domestici siano più stupidi, ma che il nostro intervento ha modificato in maniera decisiva la crescita del loro cervello, cambiando alcuni aspetti del loro comportamento.

Sempre meno cervello. Lo studio ha visto il team di ricerca dell'università di Vienna confrontare le dimensioni del cranio del gatto domestico con quelle dei suoi due parenti selvatici più prossimi, il gatto selvatico e il gatto selvatico africano; è una misura legata direttamente alle dimensioni del cervello, per cui a un cranio più grosso corrisponde più materia grigia. I risultati si spiegano in poche parole: la testa dei gatti selvatici è più grande di quella dei gatti domestici, che negli ultimi 12.000 anni, da quando li abbiamo addomesticati, hanno visto un declino inarrestabile nelle dimensioni del loro cervello.

Gatti più stupidi? Più che una valutazione di qualità, questi risultati ci dicono che la vita domestica ha influenzato lo sviluppo del cervello dei gatti già in fase embrionale; in particolare ha colpito le creste neurali, strutture temporanee, tipiche dei vertebrati, che hanno un ruolo decisivo nello sviluppo del sistema nervoso. Il risultato è che i gatti domestici, il cui cervello è del 25% più piccolo di quello dei loro parenti selvatici, sono meno eccitabili e meno soggetti alla paura: sono le classiche conseguenze della domesticazione, già viste in altri animali che hanno subito lo stesso destino, dalle pecore ai conigli ai cani.

Un ultimo dettaglio emerso dallo studio: gli ibridi felini hanno un cervello che si colloca esattamente a metà tra quello del gatto domestico e quello del gatto selvatico. Non è solo una curiosità: significa che eventuali ibridazioni tra animali selvatici e la loro controparte domestica possono avere effetti anche sulla dimensione del cervello del risultato finale - e questo potrebbe rivelarsi un grosso problema per gli ibridi selvatici.

12 febbraio 2022 Gabriele Ferrari
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