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Nel caos climatico, i bombi rischiano l'estinzione

I picchi di caldo estremo e siccità innescati dal global warming non favoriscono i bombi, il cui numero si sta riducendo.

Bombo
Le regine di Bombus terrestris vivono fino a un anno; le operaie, solo qualche settimana. | Ant Cooper | Shutterstock

Secondo uno studio condotto dall'Università di Ottawa (Canada) e pubblicato su Science, la popolazione di bombi (gen. Bombus) di Europa e Nord America si starebbe drasticamente riducendo a causa degli estremi di temperatura dovuti ai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale sta creando non pochi problemi a questi insetti imenotteri, che a causa delle stagioni sregolate arrivano in ritardo per l'impollinazione e si sono dovuti adattare a una ridotta disponibilità di fiori. I dati che emergono dalla nuova ricerca non sono affatto rassicuranti, tanto che i ricercatori parlano di "estinzione di massa": nel corso di un'unica generazione umana, la popolazione di bombi si sarebbe ridotta in media di oltre il 30%.

Lo studio. Il team ha analizzato 66 specie di bombi che popolavano Nord America ed Europa tra il 1901 e il 1974, confrontandoli con quelle viventi nelle stesse zone tra il 2000 e il 2014. In Europa la popolazione di bombi è calata del 17% tra un periodo e l'altro, e in Nord America addirittura del 46%. Studiando il clima del passato e osservando la modalità e la frequenza con cui si sono verificati eventi estremi (come periodi di siccità o di caldo particolarmente intenso), gli esperti hanno creato un modello per predire le estinzioni a livello locale, «e sapere se i bombi potranno o meno sopportare le temperature previste».

Preserviamo la biodiversità. I bombi sono gli impollinatori più importanti che abbiamo: promuovono la biodiversità, e utilizzano l'apparato boccale per impollinare molti raccolti, tra cui quelli di pomodori, mirtilli e patate. «La popolazione di bombi continuerà a diminuire se non facciamo qualcosa per proteggerli», afferma Tim Newbold del Centre for Biodiversity & Environment Research dell'University College London. «Dobbiamo mantenere gli habitat che offrono riparo: come alberi e arbusti, che permettono ai bombi di scappare dal caldo». Secondo Peter Soroye, dottorando a capo dello studio, se nulla cambierà e il numero di bombi dovesse continuare a ridursi a questa velocità, «molte di queste specie svaniranno per sempre nel giro di pochi decenni».

 

24 febbraio 2020 | Chiara Guzzonato