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Camuffarsi da escremento per non essere mangiato: parola di ragno

La più creativa forma di mimetismo? Forse, quella di un aracnide asiatico che, pur di sfuggire ai predatori, si traveste dall'ultima cosa che si vorrebbe assaggiare.

confronto
Un escremento di uccello (sulla sinistra) e una tela di Cyclosa ginnaga: la somiglianza è impressionante. Photo: Min-Hui Liu |

Se ci trovassimo nei panni di un animale molto piccolo circondato da potenziali predatori, faremmo qualunque cosa pur di salvarci la pelle. Persino travestirci dall'ultima cosa che al nemico verrebbe voglia di mangiare: la... pupù. Una specie di ragno tessitore di provenienza orientale (si trova a Taiwan e in Cina, Giappone e Corea del Sud) maschera se stesso e la propria tela da feci di uccello, per risultare il più possibile sgradito agli insetti - prevalentemente vespe e formiche - che lo minacciano.

 

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Nulla è come sembra
I ragni tessitori sono abilissimi architetti che tessono tele incredibilmente elaborate ad anelli concentrici, e le arricchiscono con foglie e bastoncini per difendere la prole dai predatori. Ma gli aracnidi della specie Cyclosa ginnaga hanno ideato un trucco ancora più scaltro: le loro tele dalle spesse decorazioni biancastre, arricchite dalle presenza dei ragni che si posizionano su di esse, somigliano in tutto e per tutto alle deiezioni degli uccelli. Anche le dimensioni sono le stesse (in media 0,6 centimetri per ogni ragnatela). Non un caso, secondo gli entomologi della National Chung Hsing University di Taiwan.

Bianco su bianco
I ricercatori hanno misurato il contrasto cromatico tra i ragni (il cui dorso è bianco) e le loro tele, concludendo che le differenze di colore tra l'animale e la sua casa sono troppo tenui per essere notate dalle vespe che li predano. Quindi è venuto l'esperimento vero e proprio: gli entomologi hanno catturato alcuni ragni e hanno scurito con una polvere il loro corpo o la loro ragnatela. Rimessi in libertà, li hanno filmato per quasi 200 ore. I ragni "scuriti" hanno attirato l'attenzione dei predatori molto di più rispetto a quelli il cui corpo, o la cui tela, erano rimasti bianchi.

A caccia di nuove prove
Rimane da dimostrare che effettivamente le vespe abbiano scambiato aracnidi e ragnatele per escrementi di uccello (piuttosto che essere semplicemente ingannate dal tono su tono che ha reso il corpo dei tessitori invisibile). Se si trovassero altre prove schiaccianti, a questi ragni andrebbe senza dubbio il premio per il travestimento più creativo.

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5 giugno 2014 | Elisabetta Intini