Ambiente

Caccia alla balena; scompaiono le otarie

La strage dei cetacei da parte di russi e giapponesi ha avuto conseguenze inattese.

Caccia alla balena; scompaiono le otarie
La strage dei cetacei da parte di russi e giapponesi ha avuto conseguenze inattese.

Un'immagine di caccia alla balena nel dopoguerra, gli anni del grande massacro da parte delle flottiglie baleniere del Giappone e della Russia.
Un'immagine di caccia alla balena nel dopoguerra, gli anni del grande massacro da parte delle flottiglie baleniere del Giappone e della Russia.

Si pensava che la caccia alle balene avesse colpito solo i grossi cetacei. Uno studio pubblicato sulla rivista americana Proceedings of the national academy of science dimostra invece che gli effetti furono molto più ampi, e che durano tuttora. Le balene, quasi tutte le specie, erano infatti preda dei branchi di orche che popolavano (e popolano) le acque di tutti gli oceani. Venute a mancare una parte importante delle loro prede le orche, i maggiori cacciatori degli oceani, si sono rivolte ad altri animali. In questo caso, nonostante il potere calorico fosse decisamente inferiore, i grossi delfini predatori hanno così cominciato a cacciare e catturare le otarie e le foche che popolano i mari artici.
Per dimostrare la loro ipotesi i ricercatori, biologi marini statunitensi, hanno messo su un grafico il numero delle balene catturate dalle baleniere russe e giapponesi e la diminuzione delle otarie e delle foche. Appena il numero di balene raggiunge il valore più basso, cominciano a diminuire anche le popolazioni dei pinnipedi dei mari artici.
Ma non è finita. Visto che, grazie anche all'aiuto dell'uomo, sia foche sia otarie sono diminuite troppo, le orche devono cominciare a mangiare le lontre marine, prede piccole e molto povere dal punto di vista nutrizionale. E, anche in questo caso, la popolazione di lontre marine dei mari artici diminuisce drasticamente. Le conseguenze di questa diminuzione sono curiose e devastanti. Le lontre marine infatti si nutrono di ricci di mare, che a loro volta pascolano sul fondo dei mari con pasti a base di alghe giganti. Meno lontre significa più ricci, e se il numero di ricci aumenta non può che diminuire quello delle alghe marine, sconvolgendo così un ecosistema costiero importantissimo, in cui trovano rifugio moltissime specie di pesci fondamentali per la pesca.
Ecco, dicono gli autori dell'articolo, come l'uccisione di migliaia di balene ha sconvolto gli ecosistemi di tutto il Pacifico settentrionale. E aggiungono che nei mari antartici la strage è stata ancora più grande e prolungata. Quali saranno gli effetti sugli oceani intorno al Polo sud?

(Notizia aggiornata al 29 settembre 2003)

26 settembre 2003
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