Brividi in gelatina: arrivano le meduse

Puntuali come sempre, anche quest'anno le meduse hanno fatto la loro comparsa nel Mediterraneo, rischiando di compromettere con la loro urticante presenza le nuotate estive di migliaia di turisti. Eppure le meduse sono tra le più misteriose e affascinanti creature del mare...

La più grande delle meduse è la cosiddetta "criniera di leone" (cyanea capillata): la sua magnifica campana può raggiungere anche i 2 metri e mezzo di diametro con tentacoli di 30 metri.

Non solo bella, però. I suoi tentacoli costituiscono infatti un incredibile strumento di difesa e rilasciano sostanze tossiche che possono anche portare un uomo alla morte. Celebre la soluzione di uno dei casi di Sherlock Holmes (The adventures of the Lion's Mane): "L'assassino? Una cyanea!"

Nel numero 120 di Focus (ottobre 2002) uno straordinario reportage su queste "astronavi subacquee" (pp. 234-240).

L'Aurelia aurita è una medusa largamente diffusa in tutto il Mediterraneo, detta anche medusa quadrifoglio poiché presenta quattro gonadi a forma di ferro di cavallo poste sulle pareti della cavità gastrovascolare. Guardando la medusa in trasparenza, sembra tatuata con un grande quadrifoglio di color bianco giallastro.
Le cellule urticanti della medusa sono invece presenti su tutta la superficie dell'ombrella (che può raggiungere i 45 centimetri di diametro), sui tentacoli e sul manubrio.

© NOAA

C'è migliore protezione che quella che si può trovare tra i lunghi tentacoli di una medusa? Sembrano pensarla così alcuni pesci (in genere molto giovani) che cercano riparo dai possibili predatori proprio lì, "tra le braccia" di una Thysanostoma loriferum, medusa che vive nell'oceano Pacifico, attorno alle isole Hawaii (U.S.A.). Si tratta di una sorta di associazione simbiotica chiamata commensalismo, che si crea nel mondo animale quando uno degli organismi trae vantaggio dal rapporto con l'altro che, da parte sua, non ne riceve né danno né utilità. In questo caso specifico, i pesci godono della compagnia della medusa, la quale non ne viene disturbata.

La forma del corpo delle meduse (nella foto, una del genere Cephea) può essere paragonata a quella di un fungo con un'ombrella di forma varia: ad anello, come in questo caso, a disco, piriforme (forma a pera) o anche cubica. È questa struttura muscolare che contraendosi permette alla medusa di muoversi nell'acqua. Sotto di essa si estendono invece i tentacoli ricchi di cellule urticanti dette cnidoblasti, attraverso le quali vengono stordite e uccise le prede, ma anche irritati gli uomini che ne vengono in contatto. Il corpo gelatinoso è dovuto al fatto che, tra lo strato cellulare esterno e quello interno, si trova una patina molto ricca d'acqua, detta mesoglea. Le meduse Cephea si trovano principalmente nelle calde acque tropicali, come quelle del Mar Rosso, dove è stata scattata la foto.

Ecco le straordinarie immagini che si è trovato davanti il visitatore della mostra che si è svolta all'Ocean Park di Hong Kong intitolata "Spettacolari meduse di mare". In 280 metri quadrati, straordinariamente illuminati e animati con effetti speciali, fluttuavano un migliaio di meduse.
Mettere questi animali in un acquario è un affare piuttosto complicato che esige moltissime precauzioni: basta un urto e uno sfrigolio con una parete ruvido a rompere o ferire queste creature fragilissime e per il 90 per cento composte d'acqua. Per saperne di più, leggete qui.

Pensate trovarvi, mentre fate il bagno in mare, davanti alla medusa più grande del mondo...
Ma questo non è un sub qualsiasi, è un ricercatore che sta attaccando un sensore alla medusa di Echizen, zona costiera giapponese. La grande medusa può raggiungere anche il metro e mezzo di diametro e arrivare a pesare 150 chili. I pescatori della zona hanno dichiarato di aver avvistato branchi formati da migliaia di esemplari.
E mentre i pescatori vengono danneggiati in parte dalla grande medusa, che si trova nelle acque del mar del Giappone soprattutto in autunno, i ricercatori utilizzeranno questo grande esemplare, grazie ad alcuni sensori collegati a un satellite, per prendere informazioni sulla temperatura del mare in profondità.

Riescono a evitare ogni ostacolo anche all’ultimo momento e a cambiare direzione in men che non si dica. Quasi come se avessero cento occhi!
In realtà però non è la quantità di occhi a rendere molto abili questi animali, ma la capacità di usarli in modo appropriato. Le specie che vivono per esempio nel Mar dei Carabi hanno sviluppato una vista verso l’alto (sulla superficie spesso si incontrano rami di alberi). Mentre le meduse che vivono nei fondali hanno occhi “bassi” capaci di evitare gli ostacoli captando la più piccola variazione di intensità della luce. Una capacità di elaborazione quest’ultima che, secondo gli esperti, è molto particolare per un animale che non ha un cervello e possiede un sistema nervoso elementare.
© Anders Garm

Queste meduse hanno un nome poetico, si chiamano meduse quadrifoglio (Aurelia aurita), ma sono dei temibili “predatori” per il mondo marino. Si nutrono infatti di microrganismi come molluschi, crostacei, protozoi e diatomee acciuffandole con i tentacoli. Certe prelibatezze vengono infatti, intrappolate sulla superficie mucosa dei tentacoli e poi con una contrazione, sono portate direttamente alla "bocca", in realtà è una cavità gastrovascolare dove il cibo viene assorbito e digerito. Dalle analisi di alcuni enzimi i ricercatori si sono accorti che queste meduse hanno bisogno di una dieta molto varia, ricca di carboidrati e proteine.

A colpo d'occhio, nelle profondità blu scure dei mari più settentrionali, colpisce per il suo colore arancione acceso. Ma è il groviglio di tentacoli a dare il nome a questa medusa, della specie Cyanea capillata. La massa confusa e aggrovigliata di braccia, che sembra aumentare insieme all'età della "proprietaria", le ha fatto guadagnare l'appellativo di medusa criniera di leone. La campana, o ombrello, di questa creatura "in gelatina" oscilla tra i 30 e gli 80 centimetri di diametro, ma alcuni individui raggiungono le dimensioni record di 180 centimetri. Il contatto con uno di questi esemplari può rivelarsi pericoloso per l'uomo - i tentacoli sono fortemente urticanti - ma fortunatamente, alle calde acque mediterranee la nuotatrice preferisce le regioni più fredde degli oceani, il Mar Baltico e il Mare del Nord.
La prima mappa interattiva delle meduse nei mari italiani

La più grande delle meduse è la cosiddetta "criniera di leone" (cyanea capillata): la sua magnifica campana può raggiungere anche i 2 metri e mezzo di diametro con tentacoli di 30 metri.

Non solo bella, però. I suoi tentacoli costituiscono infatti un incredibile strumento di difesa e rilasciano sostanze tossiche che possono anche portare un uomo alla morte. Celebre la soluzione di uno dei casi di Sherlock Holmes (The adventures of the Lion's Mane): "L'assassino? Una cyanea!"

Nel numero 120 di Focus (ottobre 2002) uno straordinario reportage su queste "astronavi subacquee" (pp. 234-240).