Bianchi per caso

Rari, candidi e bellissimi: una carrellata di foto animali in cui il bianco regna incontrastato, tra esemplari albini, depigmentati o reduci da una "maschera di bellezza" - ma non polari.

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È albino anche questo esemplare di balena franca australe (Eubalaena australis), che sguazza nelle acque di fronte al Brasile, raggiunte alla ricerca di correnti calde dall'Antartico.
Tale difetto genetico provoca la completa assenza di colori nel corpo. Si tratta di un difetto "recessivo", che si manifesta cioè se tutte e due le forme di geni (alleli) presenti nelle cellule sono difettose. L'albinismo produce la mancanza di tutti i pigmenti e in particolare della melanina, la sostanza che determina il colore scuro di pelle, peli e mucose.

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Questo tigrotto è bianco a causa di un gene. Il cosiddetto “gene del mantello bianco”. E il suo colore non ha niente a che vedere con l’albinismo. Le rare tigri albine non hanno strisce nere, sono completamente bianche con gli occhi rossi. Mentre un unico esemplare, per ora, è stato ritrovato di colore rosso (mantello e strisce rosse) nel 1928 ed è adesso conservato imbalsamato al British Museum di Londra. Il piccolo della foto, è stato abbandonato dalla madre alla nascita e inizialmente rifiutava l’alimentazione artificiale: da poco ha cominciato a mangiare. Ma è stato comunque fortunato, a volte le madri di tigre possono diventare molto crudeli con i loro piccoli.

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Se fosse nato in condizioni di libertà nel suo habitat naturale, in Australia, l’essere albino gli avrebbe causato non pochi problemi di sopravvivenza. Invece essendo nato in un Parco Faunistico vicino a Bergamo (a Valbrembo), è diventato una vera attrazione.
Questo cucciolo di canguro di Bennet (Wallabia rufrogrisea) è stato chiamato Pino e rimarrà fino ai sei mesi d’età nella sacca marsupiale materna, in attesa che finisca di svilupparsi e sia in grado di saltare. Accade spesso che gli animali albini facciano la fortuna degli zoo e dei parchi che li ospitano: il caso più famoso è stato forse quello di Copito de nieve, (Fiocco di neve) il gorilla bianco morto nel 2003, dopo aver vissuto per 37 anni nello Zoo di Barcellona, dove aveva generato una stirpe di 22 figli e 7 nipoti.

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Secondo una leggenda metropolitana in voga qualche tempo fa, nelle fogne di New York si potrebbe aggirare un esemplare simile a questo. Ma molto più grande. Questo piccolo alligatore albino si trova, in realtà, nell’acquario di San Paolo, in Brasile. E tra i pochi esemplari conosciuti - appena qualche decina in tutto il pianeta - nessuno abita le fogne o la metropolitana della città statunitense.
La vita dei coccodrilli albini, non è per niente facile. A differenza di tutti gli altri, che riescono a mimetizzarsi grazie al colore scuro simile al fango, gli albini “cuccioli”, sono più facilmente individuabili dai predatori. Tra cui anche gli uomini.

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“No urlarmi nelle orecchie!” così pare che dica quest’uomo, guardiano del Nicaraguan National Zoo, alla sua amica scimmia. Questo esemplare albino di scimma urlatrice (Aluoatta palliata) – chiamata Nieve – ha infatti l’abitudine come i suoi simili di urlare in alcuni momenti della giornata. Soprattutto all’alba, al tramonto e prima dei temporali. Il vocione è dovuto a una grande laringe e a un osso speciale che sostiene la lingua. Durante il corteggiamento però la voce non viene usata: di solito le femmine fanno “schioccare" ritmicamente la lingua per conquistare il partner. Se il maschio accetta, muove allo stesso modo la lingua e in poco tempo avviene l’accoppiamento, che non dura più di 20-60 secondi.

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A proposito di leggende metropolitane…
Se vi è capitata sotto gli occhi questa foto, magari allegata a un'e-mail, e vi siete chiesti se è solo l'ennesimo fotomontaggio, ecco svelato l'arcano. Il sito Snopes.com, da sempre riferimento in materia di leggende metropolitane e bufale, conferma innanzitutto la veridicità dell'immagine. Si tratterebbe infatti di una foto scattata in una riserva indiana vicino a Manitoba (Canada): madre e figlio (probabilmente albino) si aggiravano in prossimità delle rive del lago Winnipegosis.

Fonte: © Snopes.com

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A volte a bellezza si paga a caro prezzo. Lo sanno bene i leoni bianchi (Panthera leo krugeri), che a causa della loro magnifica pelliccia candida non riescono a mimetizzarsi bene tra gli arbusti della savana. Una vera pacchia per le prede, che li avvistano subito e fanno in tempo a mettersi in salvo. E addio pranzo.
Ecco perché è così difficile incontrare uno di questi felini allo stato brado. I pochi ancora in libertà si trovano in una riserva naturale all’interno del parco nazionale di Kruger, in Sudafrica, ma la maggior parte – circa 200 esemplari – vive in cattività (come questi tre cuccioli allattati artificialmente allo zoo di Schloss-Holte Stukenbrock, in Germania). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la causa di questa curiosa pigmentazione non è l’albinismo, ma un gene recessivo inibitore del colore: lo stesso che tinge di bianco il manto di alcune tigri.

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Le loro sorelle si stanno già abbrustolendo sotto al sole di maggio, ma queste tartarughe non possono concedersi il piacere della tintarella. Sono albine e con la loro pelle delicata, potrebbero ustionarsi facilmente.
Le due tartarughe, nate lo scorso febbraio nella Riserva Biologica di Abufari in Brasile, dovranno rimanere al riparo ancora per alcuni mesi. Saranno poi liberate all’inizio dell’anno prossimo nel bacino del Rio delle Amazzoni. Nel frattempo speriamo imparino a nascondersi a dovere. Il loro candore infatti, potrebbe balzare subito agli occhi di coccodrilli e predatori.

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Quel musetto triste è forse dovuto alla mancanza di un compagno di giochi. Questo raro esemplare di foca albina, ancora cucciolo, è stato infatti abbandonato dalla sua famiglia, probabilmente a causa del suo aspetto inusuale. E come se non bastasse il poverino è praticamente cieco e difficilmente sopravviverebbe in libertà. Fortunatamente l'autore di questo scatto, il fotografo Anatoly Strakhov che ha avvistato la foca sull'isola di Tyuleniy, Russia, ha realizzato un commovente servizio fotografico che sta facendo il giro del web. E il piccoletto ha così trovato una nuova casa, un delfinario disposto a prendersene cura.

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Questa palla di aculei ospite dello Zoo del giardino botanico di Sochi, in Russia, è stata trovata nel terreno di costruzione delle strutture per le Olimpiadi Invernali 2014. Se i ricci comuni (Erinaceus europaeus) in natura sono piuttosto vulnerabili - oltre a quelli investiti dalle auto, moltissimi esemplari finiscono mutilati da decespugliatori o avvelenati dai diserbanti usati dall'uomo - il piccolo, che è albino, è ancora più indifeso. Fortunatamente può contare su una corazza di circa 5 mila aculei pronti a drizzarsi grazie ad altrettanti muscoli attaccati ai follicoli piliferi. Questa cortina di spine flessibili alla base funge anche da ammortizzatore in caso di urto.

È albino anche questo esemplare di balena franca australe (Eubalaena australis), che sguazza nelle acque di fronte al Brasile, raggiunte alla ricerca di correnti calde dall'Antartico.
Tale difetto genetico provoca la completa assenza di colori nel corpo. Si tratta di un difetto "recessivo", che si manifesta cioè se tutte e due le forme di geni (alleli) presenti nelle cellule sono difettose. L'albinismo produce la mancanza di tutti i pigmenti e in particolare della melanina, la sostanza che determina il colore scuro di pelle, peli e mucose.