Una nuova specie di artropode delle caverne: un sopravvissuto dell'ultima glaciazione?

L'animaletto pallido come un fantasma potrebbe essere stato protagonista di una tra due sorprendenti storie evolutive: sopravvissuto in una grotta sigillata dai ghiacci, o reduce di un epico viaggio tra continenti.

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Un esemplare di Haplocampa wagnelli.|Felix Ossig-Bonanno

Negli ambienti bui e isolati delle caverne si incontrano le più curiose e tenaci forme di vita, ma quella di recente scoperta in un paio di grotte carsiche canadesi sembra batterle tutte, quanto a resilienza. L'animale, un piccolo artropode del tutto nuovo alla scienza, potrebbe essere sopravvissuto all'ultima glaciazione barricato nelle caverne, oppure aver intrapreso un lungo viaggio intercontinentale per raggiungere la sua attuale casa. In ogni caso, un'impresa notevole.

 

Il piccolo spettro. La creatura dal nome scientifico di Haplocampa wagnelli, descritta sulla rivista Subterranean Biology, è un esserino allungato di circa 5 mm appartenente all'ordine dei Dipluri: è un artropode bianco, del tutto privo di pigmentazione, con sei zampe, lunghe antenne e cinque diversi tipi di recettori odoriferi - le caratteristiche perfette per vivere sottoterra.

 

Secondo Alberto Sendra, lo scienziato dell'Universidad de Alcalá (Madrid), che ha guidato le ricerche, sarebbe una delle specie animali di grotta ritrovate più a nord in assoluto. La sua "casa" è un sistema di caverne calcaree a Vancouver Island, in Canada, il cui ingresso fu chiuso dai ghiacci 26.000 anni fa, durante l'Ultimo Massimo Glaciale, il periodo di massima espansione dei ghiacci durante l'ultima glaciazione.

Due ipotesi affascinanti. Ciò significa che il piccoletto, che somiglia ad altre specie ritrovate in varie parti del mondo e soprattutto in Asia (Siberia, Giappone e Penisola coreana), potrebbe aver seguito due strade evolutive: potrebbe essere rimasto chiuso in una grotta sigillata dai ghiacci e aver sviluppato armi utili a sopravvivere in un ambiente glaciale; oppure, potrebbe aver attraversato la Beringia (il ponte di terra che in vari periodi geologici ha collegato Alaska e Siberia) dopo la fine della glaciazione, entrando nella grotta finalmente dissigillata.

 

La seconda ipotesi pare la più probabile: l'artropode potrebbe aver attraversato la lingua di terra tra Asia e Americhe attorno a 20 mila anni fa, completando l'esodo prima che la Beringia fosse sommersa del tutto dai mari, 11 mila anni fa. In questo caso sarebbe un nuovo, sorprendente esempio di dispersione ecologica di una specie. 

 

16 Febbraio 2019 | Elisabetta Intini