Animali

La (vera) storia dell'aquila e del corvo

In questi giorni impazza la storia dell'aquila che, per liberarsi del corvo che la infastidiva, se ne sarebbe liberata volando più in alto. Ma forse le cose sono andate diversamente!

Nei giorni scorsi avrete visto anche voi immagini come questa su Facebook o su Instagram, vero? Secondo la descrizione che le accompagnava, si sarebbe trattato di un corvo che cercava di beccare un'aquila, anzi addirittura di morderla. L'aquila, senza scomporsi, anziché sprecare "tempo ed energia" per reagire, avrebbe semplicemente spiegato le sue ali e portato il corvo ad una quota di volo dove il corvo stesso non sarebbe riuscito a respirare per mancanza di ossigeno.

Il post si concludeva con una "morale della favola" e cioè con l'invito a imitare l'aquila: davanti a situazioni (e persone?) fastidiose, non vale la pena spendersi in discussioni inutili, nella maggior parte dei casi (questo il consiglio) basterebbe "volare più in alto" per mettere k.o. disturbatori, avversari ecc.

Ma quale assenza di ossigeno... È davvero questa l'interpretazione corretta da dare a queste foto? Innanzitutto si tratta di immagini non proprio recentissime, risalenti almeno al 2015: le presentammo anche noi qui, raccontando di un "momento insolito e spettacolare" colto tra un'aquila testa bianca e un corvo.

In ogni caso, a differenza di quanto sostenuto dalla recente (e forse un po' frettolosa) ricostruzione, il corvo non stava in alcun modo disturbando l'aquila (l'aquila lo ignora!). E con ogni probabilità dopo un po' il corvo se ne sarà andato per i fatti suoi. La storia che l'aquila stia portando il corvo sempre più in alto per farlo morire di anossia è infine falsa (anche perché, pensateci, se c'è poco ossigeno per il corvo ce ne sarà poco anche per l'aquila!).

Sono solo due gli elementi "veri" riportati dalla storia: la prima è che spesso i corvi disturbano davvero i voli delle aquile (peraltro non sono gli unici a farlo), la seconda è che a volte, per liberarci di chi ci dà fastidio, può valere la pena ignorare!

18 agosto 2020 Roberto Graziosi
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