9 animali dall'aspetto mitologico

Se non avessero un nome scientifico si direbbero usciti dalla fantasia di uno sceneggiatore, o direttamente da una leggenda popolare. Invece queste creature dalle fattezze bizzarre esistono davvero, e in molti casi sono da tutelare.

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okapi

Okapi. A vederlo sembrerebbe un incrocio tra una zebra e una giraffa, e si potrebbe pensare di aver preso un abbaglio. Ma l'okapi (Okapia johnstoni), un ruminante caratteristico delle foreste nordorientali del Congo, esiste davvero e non è una combinazione di due specie distinte, ma una specie a sé. Le strisce bianche e nere sulle zampe gli garantiscono un perfetto mimetismo con l'habitat circostante. Mentre il lungo collo permette all'animale, che può raggiungere i 2,5 m di altezza, di accedere a foglie, gemme e germogli di almeno un centinaio di varietà di piante.

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Paradisea superba. Questo uccello dell Nuova Guinea (Lophorina superba) si trasforma in una creatura "da fiaba" per far colpo sulle esigenti, potenziali partner. Al posto della bacchetta magica usa una livrea di piume pettorali iridescenti che sfoggia dopo essersi appollaiato su un ramo, averlo ripulito dalle foglie e aver attirato l'attenzione della femmina con sonori richiami. Al cospetto della partner, dispiega le piume tramutandosi una "maschera" colorata, e si lancia in una danza concitata attorno alla corteggiata.
Altre pazzie degli animali in amore

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Tenrec striato di pianura. Potrebbe essere uscito direttamente da un cartone animato questo piccolo mammifero vagamente simile a un riccio (Hemicentetes semispinosus), endemico del Madagascar, lungo 25-40 cm e ricoperto da più strati di aculei di color giallo acceso. Oltretutto è anche l'unico mammifero a comunicare per stridulazione, ossia sfregando alcune parti del corpo per produrre suoni (nel suo caso, ad essere strofinato è un secondo strato di aculei situato sul dorso).
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Antilope saiga. Con il suo buffo muso rigonfio l'antilope proveniente dalle steppe di Europa orientale e Asia centrale (Saiga tatarica) sembra appena uscita da un episodio di Guerre Stellari. In realtà vive sul nostro Pianeta sin dall'Era glaciale, ma ha vissuto nell'ultima parte del XX secolo, in seguito alla caduta dell'Unione Sovietica, un pericoloso declino dovuto alla distruzione dell'habitat e all'intensificarsi del bracconaggio. Oggi ne sono rimasti circa 50 mila esemplari, diffusi soprattutto in Kazakistan. Il naso bulboso serve a questo animale per riscaldare l'aria gelida inalata d'inverno.

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Narvalo. Se gli unicorni esistessero davvero avrebbero forse le sembianze dei narvali (Monodon monoceros), gli unicorni del mare. I maschi di questo cetaceo sfoggiano una lunga zanna di circa 2,4 m di lunghezza che serve, probabilmente, come sfoggio di virilità. Pur non essendo rari come gli unicorni, anche i narvali sono minacciati di estinzione. Si stima ne rimangano solo 45-50 mila esemplari al mondo. Le incredibili riprese aeree della migrazione dei narvali

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Uakari calvo rosso. Più è rosso e "pelato", più risulta attraente. A vederlo in foto pare impossibile, ma il volto scarlatto e calvo di questa scimmia è un'arma di conquista efficace per le femmine. Un viso pallido equivale a cattive condizioni di salute, il suo opposto è segno di virilità. Questa scimmia (Cacajao calvus rubicundus) caratteristica delle foreste pluviali del Rio delle Amazzoni è minacciata di estinzione, per via della caccia di frodo e della deforestazione. Mammiferi, la mappa mondiale dell'ecatombe

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Moloch australiano. Potrebbe aver avuto una parte in Jurassic Park questo rettile squamato soprannominato, per il suo aspetto spinoso, "diavolo del deserto" (ma il nome scientifico è Moloch orridus). Le spine appuntite, assolutamente inoffensive, servono a questo pacifico animale (non più lungo di 20 cm) a difendersi dai predatori. Ma sono anche utilissime per idratarsi nei torridi deserti australiani.

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Glaucus atlanticus. Il suo nome evoca la leggendaria civiltà perduta di Atlantide, ma anche il comportamento di questo mollusco della famiglia dei nudibranchi è misterioso e peculiare. La creatura caratteristica di Oceano Atlantico, Pacifico e Indiano galleggia a pancia in su sorretta da una piccola bolla d'aria e sospinta dalle correnti. Si nutre di meduse (anche della velenosissima caravella portoghese) di cui poi serba il veleno, a scopo difensivo. Altre belle foto di nudibranchi, gli arcobaleni di mare

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Mosco del Kashmir. Le zanne che contraddistinguono i maschi di questa specie (Moschus cupreus) usate per lo più nei combattimenti tra rivali, sono valse a questo mammifero il soprannome di "cervo vampiro". In realtà la specie non ha nulla di soprannaturale, se non forse il fatto che, creduta definitivamente estinta, è tornata a farsi vedere di recente, come una sorta di Lazzaro del mondo animale.

Okapi. A vederlo sembrerebbe un incrocio tra una zebra e una giraffa, e si potrebbe pensare di aver preso un abbaglio. Ma l'okapi (Okapia johnstoni), un ruminante caratteristico delle foreste nordorientali del Congo, esiste davvero e non è una combinazione di due specie distinte, ma una specie a sé. Le strisce bianche e nere sulle zampe gli garantiscono un perfetto mimetismo con l'habitat circostante. Mentre il lungo collo permette all'animale, che può raggiungere i 2,5 m di altezza, di accedere a foglie, gemme e germogli di almeno un centinaio di varietà di piante.