In pericolo di estinzione: 13 fotografie da uno splendido libro

Un grande progetto durato anni ritrae animali in pericolo di estinzione in una serie di eccezionali fotografie.

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Il fotografo Tim Flach ha scattato migliaia di fotografie in natura o in condizioni controllate per ritrarre specie animali in pericolo di estinzione. Il suo progetto vuole far capire quale potrebbe essere la perdita per l’intero pianeta se anche una sola specie animale va perduta. In collaborazione con lo zoologo Jonathan Baillie, della National Geographic Society, e lo scrittore Sam Wells ha prodotto un libro di rara bellezza per spiegare le meraviglie e la fragilità di un pianeta, rappresentato dalle sue specie più emozionanti.

Nella foto: lucciole in un bosco giapponese. Le lucciole sono piccoli coleotteri della famiglia Lampyridae, che emettono una luce fredda grazie a un processo biochimico che si svolge nell’addome. I segnali, la cui frequenza è diversa per ogni specie, servono ad attirare i membri dell’altro sesso per l’accoppiamento.

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Il pangolino arboricolo (Phataginus tricuspis) è una specie appartenente agli ordini dei Folidoti, specie lente e pacifiche che si nutrono di insetti sociali come formiche o termiti. Le scaglie del pangolino, che lo proteggono dai nemici e dai morsi delle formiche operaie, sono considerate un rimedio per molte malattie in base alla medicina tradizionale cinese, un insieme di superstizioni che usa i più vari prodotti animali e sta portando all’estinzione molte specie. Negli ultimi anni sono state intercettate numerose spedizioni di pangolini, catturati da organizzazioni criminali per alimentare il mercato orientale.

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Gli Pteropodi, chiamati anche farfalle di mare, sono molluschi pelagici, vivono cioè solo in alto mare. Sono molto diffusi, tanto da essere una delle prede preferite per molte altre specie. Lo zoologo Gareth Lawson parla per questo di un effetto farfalla di mare: afferma cioè che la scomparsa o la diminuzione di queste specie porterebbe a conseguenze a catena sull’intera rete alimentare oceanica, e quindi anche su pesci e altri prodotti marini. Gli pteropodi sono minacciati dall’acidificazione degli oceani, una delle conseguenze meno conosciute dell’aumento di anidride carbonica in atmosfera.

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L’ippopotamo (Hippopotamus amphibius), benché personaggio di primo piano in molti documentari sull’Africa, non è una specie diffusa e comune. La sua dipendenza dall’acqua e la necessità di nutrirsi di erba lo porta spesso in conflitto con le popolazioni che vivono vicino ai fiumi e ai laghi. Se a questo si aggiunge la caccia cui è sottoposto per varie ragioni, ad esempio i suoi grossi denti d’avorio, si spiega il perché la specie sia in diminuzione in larga parte del continente africano.

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Il corallo Echinophylla aspera vive nell’oceano Pacifico e Indiano. Quasi tutte le specie di questi celenterati costruttori di barriere sono in pericolo a causa dell’acidificazione degli oceani. Il loro scheletro è costituito essenzialmente dal carbonato di calcio secreto dai polipi, minuscoli animali simili alle attinie: la diminuzione del pH delle acque dei mari (cioè lo spostamento verso valori acidi) scioglie lentamente lo scheletro e indebolisce l’intera struttura delle grandi barriere coralline. A questo si unisce il riscaldamento dell’intero pianeta, che spinge i coralli a espellere le alghe che convivono all’interno del loro corpo. Lo sbiancamento susseguente porta lentamente alla morte del corallo.

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Il tamarino calvo (Saguinus bicolor) è una scimmia sudamericana che abita le foreste tropicali attorno alla città brasiliana di Manaus. La veloce espansione del tessuto urbano sta distruggendo velocemente la distesa di alberi, e il tamarino sta rapidamente diventando una specie in pericolo. Sono in atto alcuni progetti di allevamento in cattività e reintroduzione in habitat protetti. La popolazione di animali catturati cresce però molto lentamente, perché gli animali sono restii a riprodursi in cattività.

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Il rinopiteco bruno (Rhinopithecus bieti) è una scimmia dall’aspetto molto peculiare, che abita le foreste del sud della Cina. La deforestazione e la caccia da parte delle popolazioni stavano condannando alcune popolazioni della specie alla sparizione. L’opera di un documentarista cinese, Xi Zhiniong, è riuscita a fermare la distruzione delle foreste. Ma il lento avanzare delle motoseghe non lascia molto spazio a questa curiosa scimmia.

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L’aquila delle scimmie (Pithecophaga jefferi) è una delle aquile più grandi e potenti della Terra. Evolutasi in un ecosistema con pochi mammiferi predatori, ha raggiunto dimensioni rilevanti, con un’apertura alare di circa 210 centimetri. Proprio queste sue dimensioni e le esigenze alimentari stanno spingendo la specie all’estinzione, perché nelle Filippine le foreste si riducono sempre più a causa della deforestazione. Un progetto di allevamento in cattività e reintroduzione sta avendo un qualche successo, ma sarebbero necessarie nell’arcipelago anche nuove aree protette per consentire la reintroduzione di questa specie spettacolare.

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Il bellissimo leopardo delle nevi (Panthera uncia) è una specie estremamente specializzata che abita le montagne dell’Himalaya. Si nutre di erbivori d’alta quota ed è stato per anni perseguitato a causa della morbidissima pelliccia, oppure ucciso dai pastori che si vendicano per la perdita delle greggi. Dopo l’allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste, sono nati vari progetti e Ong che hanno lo scopo preciso di proteggere una specie già molto rara. Così accanto a recinzioni e indennizzi ai pastori per le loro perdite, alcune zone protette sono state stabilite con lo scopo di proteggere la specie.

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La saiga (Saiga tatarica) è una curiosa antilope che vive nelle fredde pianure dell’Asia orientale. Il suo naso particolare gli consente di vivere in ambienti freddi. Preda di cacciatori per secoli, era stata ridotta a un migliaio di individui all’inizio del Novecento. La protezione e la sua rapida riproduzione gli hanno consentito di sopravvivere e di tornare a numeri rassicuranti. Fino al 2015, quando un’epidemia del batterio Pasteurella multocida ha fatto una vera e propria strage della specie. Anche se la situazione sembra stabilizzata, gli zoologi sono sempre all’erta.

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Il rinoceronte bianco settentrionale (Ceratotherium simum cottoni) è una delle due sottospecie del rinoceronte bianco. È estinta in natura e rappresentata solo da tre animali che vivono in Sud Africa protetti da guardia armate. Come per tutte le altre specie di rinoceronte, il pericolo viene dalle superstizioni della medicina tradizionale cinese, che considera il corno (fatto semplicemente di cheratina, la materia di cui sono composte le unghie) come una panacea di tutti i mali. Il corno è venduto a prezzi altissimi: per questo il crimine organizzato paga bracconieri locali per sterminare anche gli ultimi rappresentanti di questa e di altre specie di rinoceronti.

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Lo storione ladano o beluga (Huso huso) è un pesce dei bacini del Mar Caspio e Mar Nero, che viveva anche in Adriatico. È una specie a crescita lenta e molto longeva, ma la caccia di frodo per le sue preziose ovature (il caviale), le dighe sui fiumi in cui vive e l'inquinamento ne hanno ridotto moltissimo la popolazione, tanto che ora è considerato in pericolo di estinzione. Anche altre specie di storione, come il cobice (Acipenser naccarii), che vive nel Po e in altgri fiumi italiani, sono minacciati da inquinamento e pesca di frodo.

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Il gaviale del Gange (Gavialis gangeticus) è un coccodrillo altamente specializzato che viveva in alcuni grandi fiumi dell'India. L'inquinamento, la caccia per le parti da vendere per le superstizioni mediche cinesi, insieme alla persecuzione dei pescatori, ne hanno ridotto il numero da circa 10.000 a poche centinaia di individui.

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Il progetto Animali da salvare di Tim Flach è raccontato in un libro di grande formato, ricco di splendide fotografie, edito da Rizzoli, disponibile online e in libreria dal 26 ottobre 2017.

Il fotografo Tim Flach ha scattato migliaia di fotografie in natura o in condizioni controllate per ritrarre specie animali in pericolo di estinzione. Il suo progetto vuole far capire quale potrebbe essere la perdita per l’intero pianeta se anche una sola specie animale va perduta. In collaborazione con lo zoologo Jonathan Baillie, della National Geographic Society, e lo scrittore Sam Wells ha prodotto un libro di rara bellezza per spiegare le meraviglie e la fragilità di un pianeta, rappresentato dalle sue specie più emozionanti.

Nella foto: lucciole in un bosco giapponese. Le lucciole sono piccoli coleotteri della famiglia Lampyridae, che emettono una luce fredda grazie a un processo biochimico che si svolge nell’addome. I segnali, la cui frequenza è diversa per ogni specie, servono ad attirare i membri dell’altro sesso per l’accoppiamento.