Animali con le stellette

Ritrovano e portano in salvo i dispersi e i terremotati, lavorano in polizia, nell'esercito, in aeronautica o in marina e per un biscotto, o un sardina, svolgono missioni ad altissimo rischio che tutelano la nostra sicurezza. Sono gli animali con le stellette, impiegati nelle forze armate di tutto il mondo. Ecco cosa fanno e come sono addestrati i cani, i cavalli, ma anche i topi, i maiali e le foche in divisa.

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Bel modo che abbiamo trovato per ringraziare il nostro migliore amico di tutto ciò che fa per noi: lo portiamo in guerra a combattere le nostre battaglie da quasi 3000 anni.
Il primo utilizzo dei cani nelle operazioni belliche risale al XVIII secolo a.C, quando comparvero per la prima volta al fianco dei guerrieri hyksos durante l'invasione dell'Egitto. Il loro compito era quello di sorvegliare gli accampamenti ma anche di combattere azzannando i nemici nel modo più doloroso possibile.
Oggi i cani vengono impiegati da quasi tutte le forze armate del mondo che si avvalgono del loro fiuto e del loro coraggio per i compiti più vari: in medio oriente sono attualmente utilizzati dagli artificieri per il rilevamento di esplosivi nascosti.  Come Ikhar, il pastore protagonista di questa foto, in pattuglia su un blindato americano alle porte di Kandahar, in Afgahanistan.

Ma come funziona il naso dei cani? E perché è così tanto più sensibile del nostro?

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I cani non fiutano solo esplosivi e droga: da qualche anno, in diversi paesi del mondo tra cui l'Italia, prestano servizio cani poliziotto specializzati nel ritrovamento di ... denaro. Sì, avete capito bene, questi simpatici piedipiatti sono addestrati a trovare le banconote nascoste all'interno di pacchi e valigie.
Utilizzati soprattutto negli aeroporti, nei porti e nei posti di frontiera, si sono rivelati particolarmente efficaci nel contrastare il traffico clandestino di valuta.
Le razze più utilizzate per questo compito sono i labrador e i golden retriver: l'addestramento punta tutto sul loro finissimo olfatto, sulla loro grande voglia di giocare,  ma anche sulla loro golosità. Quando la caccia alle banconote ha esito positivo, il cucciolone viene infatti ricompensato con una pallina da tennis e qualche ghiotto bocconcino.

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Chi l'ha detto che in polizia vengono arruolati solo imponenti pastori tedeschi o eleganti golden retriever? Presso la Questura di Napoli è infatti in servizio Pocho, un Jack Russel come quello della foto qui sopra.
Piccolo e dal fiuto infallibile ereditato dai suoi antenati cacciatori, Pocho è in grado di eseguire perlustrazioni e perquisizioni in ambienti inaccessibili ai suoi colleghi di taglia grande, come cunicoli o container stipati di merce che nascondono in realtà armi o droga.

Come vengono addestrati i cani antidroga?

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Si calano dagli elicotteri, fanno irruzione dai balconi, e sfuggirgli è praticamente impossibile. Sono i "cani d'assalto" utilizzati dai corpi speciali delle polizie di tutto il mondo.
Selezionati tra razze forti e coraggiose come i pastori tedeschi e i malinois, questi cani vengono addestrati per 18-24 mesi ad affiancare i loro colleghi umani nelle missioni più pericolose. Equipaggiati con telecamere e speciali giubbotti antiproiettile, esplorano le aree di intervento prima degli agenti, reperendo informazioni importanti per la buona riuscite delle operazioni.
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Le più belle foto di cani

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Intelligenti, socievoli, facilmente addestrabili e trasportabili e con un olfatto da fare invidia al miglior cane: stiamo parlando dei topi e dei ratti che già da qualche anno prestano servizio nelle zone più pericolose del mondo.
Come il ratto gigante del Gambia (Cricetomys gambianus) che vediamo in azione nella foto qui sopra in un campo minato del Mozambico. Molto più leggeri di uomini, cani e robot, questi animali possono passeggiare sulle mine senza rischiare di farle esplodere: quando individuano l'ordigno iniziano a scavare richiamando l'attenzione del loro conduttore che li ricompenserà con qualche bocconcino prelibato.
Il più avanzato centro al mondo per l'addestramento dei ratti eroi è Apopo, gestito da una ONG belga con sedi in Tanzania, Mozambico e Thailandia. L'addestramento di ognuno di questi animali dura circa 9 mesi e ha un costo complessivo di oltre 6.000 euro.

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Non sarà agile ed elegante come un pastore tedesco e non avrà il look marziale di un rottweiler, ma in quanto a naso non lo batte nessuno.
No, non abbiamo sbagliato fotografia, stiamo proprio parlando dei maiali. L'olfatto di questi rosei e paffuti animali è infatti ancora più sviluppato di quello dei cani, al punto che in Israele hanno pensato di addestrarli per la ricerca di esplosivi.
Protagonista del curioso esperimento è Geva Zin, un conduttore delle unità cinofile della polizia israeliana, che nel suo kibbutz ha addestrato alcuni maiali alla ricerca di bombe e mine. Quando l'animale ha fiutato il pericolo si siede e attende l'intervento del suo accompagnatore, oltre a una meritata ricompensa,
"Le mine sono la parte più schifosa della guerra" dice Geva. "Ma per i miei maiali trovarle è un gioco: per addestrali faccio leva sulla loro passione per le radici e per tutto ciò che è interrato, e li premio quando raggiungono l'obiettivo".

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E' dai tempi della guerra del Vietnam che nei ranghi della US Navy, la marina militare degli Stati Uniti, prestano servizi  marinai molto particolari, dotati di pinne e becco. Sono i 60 cetacei, delfini e tursiopi, che fanno parte dello US Navy Marine Mammal Mine Hunting System, un progetto iniziato quarant'anni fa e che vede questi simpatici animali impiegati nell'identificazione e segnalazione di mine e bombe subacquee. Una volta trovata la mina, il delfino la marca con uno speciale dispositivo che rilascia una boa galleggiante, così che i militari possano provvedere al suo disinnesco.
Secondo quando dichiarato dalla US Navy, il contributo di questa speciale unità sarebbe stato determinante nello sminamento del porto di Umm Qasr, in Iraq, durante la prima Guerra del Golfo.
Gli animali vengono trasportati dalle loro basi di San Diego e delle Hawaii nelle zone d'operazioni a bordo di speciali aerei appositamente attrezzati.
I cetacei vengono impiegati anche come "cani da guardia" nel pattugliamento dei porti di paesi a rischio dove sono ancorate le navi americane. In questo caso sono addestrati a inseguire eventuali sub intrusi e attaccare sulle loro bombole il dispositivo con la boa, così da segnalarne la presenza al conduttore.

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Altro che animali da circo: i leoni marini e le foche che lavorano per l'esercito americano sono soldati perfettamente addestrati, specialisti che ogni anno salvano la vita a centinaia di commilitoni umani.
Così come i delfini, anche le foche e i leoni marini sono impiegati per la localizzazione delle mine e il pattugliamento delle acque attorno alle flotte ancorate nei porti.
Assolutamente infondate sono invece le notizie secondo le quali questi animali verrebbero addestrati anche ad attaccare i sub o, addirittura, le navi nemiche in missioni kamikaze.
Foche e delfini infatti non sono in grado di distinguere un sub nemico da un nemico, così come una nave americana da una ostile.
L'impiego in ambito militare di foche e delfini suscita non poche perplessità dal punto di vista etico ma anche etologico: lo stress dei continui trasferimenti, la vita in cattività per lunghi periodi, l'addestramento.... ma siamo sicuri che per loro sia solo un gioco?

A tu per tu con la foca leopardo: un temibile predatore.

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Compagno d'armi dell'uomo fin dai tempi più antichi, oggi il cavallo ha un ruolo sempre più marginale nei conflitti bellici, ma è ancora molto utilizzato dalle polizie di tutto il mondo per la gestione dell'ordine pubblico.
Equipaggiati con speciali protezioni per muso e gambe e occhiali che li proteggono dal fumo dei lacrimogeni e dalle sassaiole, i cavalli delle forze dell'ordine non hanno paura di niente. Si tratta solitamente di soggetti  robusti, di grosse dimensioni, coraggiosi e nevrili, che non temono urla, rumore, esplosioni e spari.
Nella foto: un reparto a cavallo della polizia canadese durante una manifestazione.

A briglia sciolta: le più belle foto di cavalli

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Sono i veri signori del cielo e ormai da diversi anni vegliano sulla sicurezza dei nostri viaggi aerei: sono i rapaci addestrati  che operano sulle piste degli aeroporti di tutto il mondo per tenerle sgombre da piccioni, gabbiani e uccellini vari, un vero pericolo per gli aeroplani soprattutto durante le fasi di decollo e atterraggio.
Tra le squadre artigliate più numerose presenti in Italia c'è quella in servizio all'aeroporto di Torino: agli ordini del falconiere Giovanni Paone ci sono infatti ben 14 rapaci:  un'aquila reale, un gyps himalayensis, proveniente dalle montagne del Tibet,  un gufo reale, solitamente utilizzato all'alba e al crepuscolo, un gufo reale africano, simile al gufo reale ma di dimensioni più piccole,  5 falchi sacri pellegrini, che possono raggiungere i 380 chilometri all'ora di velocità, 4 e poiane di Harris, che a differenza degli altri rapaci possono essere utilizzate in coppia. Completa il team un barbagianni, che è la mascotte del gruppo.

Nella foto: un falco e un falconiere in azione sulle piste di Lisbona.

Bel modo che abbiamo trovato per ringraziare il nostro migliore amico di tutto ciò che fa per noi: lo portiamo in guerra a combattere le nostre battaglie da quasi 3000 anni.
Il primo utilizzo dei cani nelle operazioni belliche risale al XVIII secolo a.C, quando comparvero per la prima volta al fianco dei guerrieri hyksos durante l'invasione dell'Egitto. Il loro compito era quello di sorvegliare gli accampamenti ma anche di combattere azzannando i nemici nel modo più doloroso possibile.
Oggi i cani vengono impiegati da quasi tutte le forze armate del mondo che si avvalgono del loro fiuto e del loro coraggio per i compiti più vari: in medio oriente sono attualmente utilizzati dagli artificieri per il rilevamento di esplosivi nascosti.  Come Ikhar, il pastore protagonista di questa foto, in pattuglia su un blindato americano alle porte di Kandahar, in Afgahanistan.

Ma come funziona il naso dei cani? E perché è così tanto più sensibile del nostro?