Animali

Storie d'amore nei cimiteri per cani, gatti & Co.

Da animali a membri della famiglia: uno studio sui cimiteri inglesi per animali domestici racconta come la convivenza si sia evoluta nel corso dei secoli.

Ci sono tanti modi per studiare il nostro rapporto con gli animali domestici e la sua evoluzione nel corso dei millenni, dai primi timidi contatti con i lupi al mondo attuale, nel quale c'è anche chi lascia la propria eredità al gatto. Uno dei più efficaci, per quanto un po' macabro, è andare per cimiteri: la relazione che abbiamo con la morte di un animale domestico, stando a uno studio pubblicato su Antiquity, ci può dire molto su come sia cambiato il nostro modo di relazionarci con cani, gatti e altri pet, e su come, nel corso del tempo, li abbiamo trattati sempre più come membri della famiglia.

Focus 337 - novembre 2020
La Storia del gatto è su Focus 337 (novembre 2020). © Focus

merito di darwin. Lo studio è stato condotto da Eric Tourigny dell'università di Newcastle, che ha girato per l'Inghilterra in cerca di cimiteri con lapidi dedicate ad animali domestici, e ne ha analizzate più di mille. Le sepolture studiate coprivano un periodo che va dall'epoca vittoriana a oggi: quasi due secoli nel corso dei quali lo stile e il contenuto di questi monumenti è cambiato radicalmente.

Secondo Tourigny, il punto di svolta è la pubblicazione dell'Origine delle specie e la conseguente fama di Charles Darwin: fino alla prima metà dell'Ottocento, le sepolture animali erano rarissime, e cani e gatti venivano solitamente gettati in un fiume o rivenduti per venire macellati; ma le teorie di Darwin, secondo lo studio, incoraggiarono l'amore verso gli animali, e diedero il via all'abitudine di seppellire i pet in tombe sempre più elaborate.

uniti per sempre. Le prime lapidi per cani e gatti mantenevano una certa rigidità formale, e riportavano semplicemente il nome dell'animale e quello del proprietario (o più spesso le sue iniziali). Con il XX secolo cominciarono a spuntare le prime tombe "personalizzate", che inizialmente puntavano tutto sulla tragicità ("dolorosamente piangiamo la scomparsa di Fuffi..."), ma che nel corso degli anni cominciarono a virare sempre più verso l'umorismo, per quanto affettuoso. Al posto di espressioni come "madre dolente" ne compaiono altre più familiari come "mamma", mentre dal secondo dopoguerra fanno capolino le prime lapidi nelle quali all'animale viene attribuito il cognome della famiglia.

In conclusione, Tourigny parla anche dell'evoluzione moderna di queste pratiche funerare: oggi, infatti, la sepoltura è sempre più rara perché si preferisce la cremazione. Infatti "sta nascendo una nuova cultura della memoria degli animali morti", proprio come sta accadendo ai loro padroni.

14 novembre 2020 Gabriele Ferrari
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