Animali

L'alito cattivo che salva la vita alla sfinge del tabacco

Se per molti è un problema, quando si tratta di avvicinarsi a qualcuno, per altri l'alito pesante è una benedizione. Come nel caso della sfinge del tabacco.

Sarà capitato anche a voi di avere fatto la classica prova dell'alito, soffiando sul palmo aperto della mano prima di un appuntamento: l'alito cattivo non è certo un buon biglietto da visita.

Ma non è così per tutti: le larve della sfinge del tabacco (Manduca sexta), una falena che vive nelle americhe e che, come suggerisce il nome, si nutrono di foglie di tabacco, hanno maggiori possibilità di sopravvivenza proprio grazie al loro pessimo alito.

Da paura! I piccoli bruchi verdi sono in grado di digerire la nicotina contenuta nelle foglie di tabacco di cui sono golosi, ma non senza conseguenze. I ricercatori dell'Università dell'Illinois hanno infatti scoperto che la nicotina ingerita rende il "respiro" dei bruchi decisamente pesante, tanto da mettere in fuga uno dei loro predatori notturni naturali, la camptocosa parallela, un piccolo ragno della famiglia delle Lycosidae, conosciuta in Messico come araña lobo.

Con o senza nicotina. Lo studio è stato effettuato nutrendo alcune larve con foglie di tabacco normali e altre con foglie di tabacco geneticamente modificate per essere prive di nicotina. La percentuale di bruchi nutrita con foglie naturali, dopo una notte passata alla mercé dei predatori, è risultata essere molto più elevata di quelli nutriti con tabacco senza nicotina.

I ricercatori hanno anche scoperto che i ragni scappano letteralmente dall'alito tossico dei bruchi. Tuttavia, l'alitosi dovuta alla nicotina non li mette in salvo da altri predatori come le larve di formicaleone e dai ligeidi. Comunque, se non siete un bruco e non correte il rischio di essere divorati da un ragno, avere l'alito fresco non guasta.

3 gennaio 2014 Giorgio Baratto
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