I più buffi degli abissi

Chi ha detto che in fondo al mare vivono soltanto pesci musoni e solitari? In questa "immersione" virtuale incontrerete le creature più buffe e bizzarre nascoste negli oceani.

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Pensate che le profondità marine ospitino soltanto creature musone e solitarie? Bé è ora di ricredersi! Esplorando i fondali con un po’ di fortuna, incontrerete animali buffissimi, granchi travestiti da fate, cavallucci brufolosi e calamari con la faccia da cartone animato. Un po’ taciturni ma tutti - o quasi - simpatici e colorati. Pronti a tuffarvi? Inizia l’immersione…

Linea sottile e carapace appuntito per questo granchio freccia (Stenorhynchus seticornis) fotografato al largo delle Antille Olandesi. Le zampe a stecchetto lunghe tre volte il resto del corpo lo rendono simile a un goffo "ragno gambalunga" che passeggia velocemente sui fondali caraibici. 


Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini

 

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La bellezza non è tutto e questo pesce scatola - o pesce cofano - (Ostracion cubicus) la sacrifica volentieri per salvarsi la pelle. La sua forma a parallelepipedo è dovuta infatti a uno speciale esoscheletro che riveste e protegge tutto il corpo, pinne escluse. A completare il look degli esemplari più giovani una livrea decisamente "vistosa". Da ammirare a distanza, però: se disturbato secerne attraverso la pelle un muco tossico.

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Basta dare un’occhiata a questo verme tentacolato (Loimia medusa) per capire come il suo soprannome sia perfettamente azzeccato. Nascosto nella sabbia lo spaghetti worm ("verme spaghetti")  invertebrato hawaiano dalla forma allungata, estende i tentacoli mobili sul fondale in cerca di detriti organici come frammenti di organismi in decomposizione. Detto anche "verme medusa" per la vaga somiglianza con le creature gealtinose: guarda anche lo slideshow dedicato alle meduse

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Perché agitarsi tanto per sbattere le pinne, quando si può comodamente camminare sul fondale? Questo pigrissimo pesce rana (gen. Antennarius) delle Isole Salomone ha le idee chiare e alle faticose nuotate preferisce più rilassanti passeggiate sulla sabbia, sorretto da robuste pinne pettorali. Il resto del tempo lo passa acquattato tra i coralli in attesa delle prede. Scopri la sua strana tecnica di pesca

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Un "palloncino" a pois con la faccia da Dumbo: è il calamaro di vetro (fam. Cranchiidae). Il corpo cristallino, da cui prende il nome, è un travestimento perfetto. Gli esemplari più giovani, infatti, vivono in acque superficiali illuminate dal sole, dove la loro trasparenza li rende praticamente invisibili. Con l’avanzare dell’età cambiano habitat, trasferendosi in fondali più profondi (anche 2 mila metri). Guarda anche il calamaro che sorride 

E non perderti la fotogallery sugli animali trasparenti

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Per ripararsi dalla luce questo gamberetto rosa (infraord. Caridea) si nasconde sul fondo di un acquario, in Florida. Pur di sfuggire ai predatori il piccolo crostaceo - 3 centimetri circa di carapace - può spingersi ancora più in profondità lasciando solo dei buchini nella sabbia per occhi e antenne. Guarda anche un gamberetto "dentista"

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Un ghiozzo (Trimma okinawae) fa capolino da un anemone al largo delle Isole Salomone. Alcuni di questi pesciolini possono cambiare sesso durante la crescita. Ma la maggior parte di loro nasce femmina e i maschi, responsabili della cura delle uova, hanno un gran da fare a badare alle covate di tutte le compagne con cui si accoppiano.

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Allergica a rasoi e cerette questa galatea delle spugne (Lauriea siagiani) ha fatto della peluria rosa il suo punto di forza. Così camuffato il crostaceo sembra una fatina, tanto che è soprannominato fairy crab (granchio fata). Vive in mezzo alle spugne dove grazie alla fitta lanugine passa quasi completamente inosservato.

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Si guardano attorno spaesati questi polpi giganti del Pacifico (Enteroctopus dofleini) ancora rinchiusi nelle uova. Poco dopo la schiusa la loro mamma, sfinita e denutrita, morirà come spesso accade ai cefalopodi. Una volta all’anno queste creature depongono tra le 18 mila e le 100 mila uova grandi come chicchi di riso. Crescendo i piccoletti si trasformano nei polpi più grandi del mare, con un’apertura tentacolare che può raggiungere i 7 metri. Guarda un esemplare adulto

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Brufoloso per necessità il cavalluccio pigmeo (Hippocampus bargibanti) si mimetizza con le gorgonie - le colonie di polipi dove vive - grazie a tante piccole "papille" rosse. Questi inestetismi però non ostacolano la sua vita amorosa. Lungo circa 2 centimetri, questo piccolo ippocampo, è un partner e padre affettuoso. Si occupa personalmente della cova tenendo le uova in una sacca posta nell’addome. Il "panzone" nella foto è appunto un futuro papà.

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Non lasciatevi ingannare da quell’aria da simpaticona, questa canocchia pavone (Odontodactylus scyllarus) nascosta sui fondali di Bali, Indonesia, è una cacciatrice crudele. Conquistata la preda - granchi e altri piccoli crostacei - la prende "a botte" con le zampe per rompere il guscio e mangiare la carne.
Con la stessa violenza riesce a rompere in alcuni casi, anche il vetro degli acquari!

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Che anche i pesci avessero le loro preferenze calcistiche davvero non si sapeva: questo maschio di pesce balestra picasso (Rhinecanthus assasi), per esempio, sembra mostrare orgoglioso i colori della sua squadra...
In realtà, sta difendendo guardingo le uova depositate dalla femmina in un nido scavato sotto la sabbia del fondo marino. Questi pesci si aggregano solo in occasione della riproduzione, mentre per il resto dell'anno si aggirano solitari nei fondali rocciosi delle zone dell'Oceano Indiano occidentale.

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Imbronciato e bitorzoluto il pesce luna (Mola mola) è chiamato così per la forma tondeggiante e il colore della pelle che va dal grigio al bianco con sfumature iridescenti.
Non certo un peso piuma - fino a 2 tonnellate di peso per 3 metri di lunghezza - il bestione si piace così com’è. E adora mettersi in mostra. Una delle sue attività preferite è nuotare in superficie e galleggiare a pelo dell’acqua, come se stesse prendendo la tintarella. Ecco perché è anche chiamato sunfish ("pesce sole").

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Con le sue macchie blu elettrico il polpo ad anelli blu (Hapalochlaena lunulata) attira subito l’attenzione dei sub che si immergono nei fondali indo-pacifici. Meglio non avvicinarsi troppo però: il cefalopode lungo 20 centimetri, è uno degli animali più velenosi del mondo. Uno solo dei suoi morsi è sufficiente a uccidere un uomo. 

Hai mai visto un polpo che apre una bottiglia d’acqua?

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Scegliete un colore e il pesce ago fantasma ornato (Solenostomus paradoxus) lo riprodurrà alla perfezione. Questo cugino tropicale dei cavallucci marini è talmente bravo a mimetizzarsi nella barriera corallina, che riesce a sfuggire persino ai sub più esperti. Anche grazie alle appendici spinose che lo rendono simile a un pezzo di corallo.

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Prese singolarmente avrebbero poche chances di sopravvivere all'attacco di un predatore. Ma l'unione (e la coordinazione) fanno la forza a questo banco di sardine, di fronte all'attacco di un predatore, ha assunto la conformazione di un delfino. L'incredibile scena subacquea è stata fotografata al largo dell'isola di Cebu, nelle Filippine. Il comportamento dei banchi di pesci è da tempo al centro di studi approfonditi: c'è chi ipotizza serva a spingere i nemici a mirare nel mucchio anziché concentrarsi su un singolo esemplare, e chi pensa che in banco, i pesci abbiano "mille occhi", ossia molte più possibilità di avvistare un predatore in avvicinamento. Quel che è certo è che in gruppo è più semplice procacciarsi il cibo e, soprattutto, trovare un compagno.

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Piante carnivore giganti, spugne killer, pesci vampiro e vermi bombardieri: sono solo alcune delle nuove specie rinvenute nel 2009 ed entrate nella top 10 delle nuove scoperte recentemente pubblicata dall’ International Institute of Species Exploration dell’Università dell’Arizona, l’organismo internazionale che si occupa della classificazione e dell’assegnazione ufficiale dei nomi a tutte le nuove piante e animali in cui si imbattono quotidianamente i ricercatori. E ai funzionari dell’Istituto non manca certo il lavoro, visto che solo nel 2008 si sono dovuti occupare della classificazione di 18.225 nuove specie (quasi 50 al giorno). Ma quali sono le più strane scoperte del 2009? Ve lo raccontiamo in questa curiosa fotogallery.

Perchè è nella top 10
:  Appartiene alla stessa famiglia della rana pescatrice, ma ha il muso quasi perfettamente piatto e una colorazione… psichedelica bianca e marrone. Osservato per la prima volta lo scorso anno nelle acque di Bali, in Indonesia, questo originale pesce può raggiungere i 15 centimetri di lunghezza. Le pinne pettorali, simili alle zampe palmate di una rana, gli servono per muoversi camminando sul fondo del mare. Non ha scaglie ma è ricoperto interamente da muco protettivo.

Il nome:
Il suffisso psychedelica allude chiaramente alla pigmentazione e ai disegni che ricoprono interamente il corpo del pesce.

foto ©David Hall/seaphotos.com

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"Piuttosto salto la cena" pensano squali, orche e tonni quando s’imbattono in questo pesce. E il pesce istrice (fam. Diodontidae) sorride soddisfatto: la sua tattica ha funzionato.
Al primo segno di pericolo infatti, il furbetto incamera più acqua possibile trasformandosi in un "gavettone" di spine. Mentre la maggior parte dei predatori non lo ritiene invitante qualcuno prova a ingoiarlo lo stesso. Ma anche ammesso che qualcuno di loro riesca a digerire le sue spine non potrà sopravvivere alla tetrodotossina, una sostanza molto tossica secreta dal suo fegato.
Aculei terrestri (guarda)
Un altro pesce "spinoso"

[E. I.]

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In attesa della conchiglia perfetta - pulita, spaziosa e vista mare - questo granchio eremita (superfamiglia Paguroidea) si è insediato in un piccolo tubo di plastica. A immortalarlo insieme alla sua curiosa sistemazione è stato un fotografo in vacanza nell'isola di Sipadan, Borneo (Malesia). Quando si tratta di cambiare alloggio perché quello precedente va ormai stretto, i granchi eremiti seguono un sistema che non scontenta nessuno. L'esemplare più grande prende posto nella nuova conchiglia, lasciando la sua vecchia casa libera per un granchio di media grandezza. Questi a sua volta cede la propria sistemazione a un crostaceo ancora più piccolo e così via. In questo modo nessuno rimane senza un "tetto" sopra alla testa.
Le creature più buffe degli abissi (guarda)

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Il proprietario di questo muso imbronciato è un maschio di platessa (Pleuronectes platessa), un pesce molto diffuso nel mediterraneo. Dopo la schiusa delle uova, per non essere spazzate via dalle maree, le larve di questo animale utilizzano il cosiddetto "trasporto semiattivo": non potendo contrastare la forza delle correnti opposte, sfruttano la loro capacità di spostarsi verticalmente per rimanere nei pressi del fondale sabbioso.
Dopo circa 2 mesi passati in balia delle correnti, finalmente le larve si insediano in un confortevole letto di sabbia e, dopo 10 giorni di metamorfosi, arrivano ad assumere il buffo aspetto degli esemplari adulti.

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Il pesce Napoleone (Cheilinus undulatus) è il più grosso labride e raggiunge anche i tre metri di lunghezza. Si nutre di molluschi e crostacei che trova muovendosi lungo le barriere coralline dell'area indo-pacifica. Non è lui, però, il pesce più grande del mondo: nel Guinness dei Primati troneggia questa classifica lo squalo balena (Rhicodon typus). Nel 1949 ne è stato catturato un esemplare al largo dell'isola di Baba (Pakistan) lungo 12,6 metri e con una circonferenza massima di 7 metri. Il tutto per un totale di 15-20 tonnellate.

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Pinna il mio pesciolino!!! Se pensate sia un cartone... non è così! E' semplicemente un celestial piagnone... Carino no?

Foto di: floresofthecrows

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Ha una forma particolarmente squadrata tanto da meritarsi il soprannome di "pesce scatola" (Lactoria cornuta) e due corna sporgenti proprio sopra gli occhi. Sul corpo presenta diverse spine ossee che servono a difendersi dai nemici, ma quando è spaventato emette anche una potente tossina (ostracitossina) che lo rende non commestibile per i predatori.
Tra gli animali acquatici dotati di "armi" affilate c'è anche un cetaceo, il narvalo (Monodon monoceros) il cui maschio possiede un dente, molto lungo e pronunciato, che assomiglia a un corno. (Vedi la fotogallery sui Sorrisi bestiali)

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Uno squalo balena (Rhincodon typus) intento a inghiottire un banco di pesciolini? Non esattamente. Quello che vedete è sì uno dei colossi più imponenti degli oceani (può superare i 10 metri di lunghezza), ma fotografato durante una seduta di... pulizia dentale. Gli igienisti in questo caso, sono un gruppo di piccoli pesci cardinale (fam. Apogonidae) che spazzano dalle fauci del predatore - simili a un gigantesco aspirapolvere - ogni traccia di plancton. Senza paura di rimetterci la pelle, si tratta infatti di una relazione mutualistica (cioè di uno scambio alla pari). Il bestione ottiene un ghigno pulitissimo, i piccoli dentisti ci rimediano la cena.
Non perderti la fotogallery sui grandi pasti marini
Vieni a conoscere i pesci più buffi degli abissi! 

[E. I.]

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Non c’è pesciolina in età da marito che non sogni di accasarsi con lui. Il jawfish (in inglese "pesce mascella"), come tutti i maschi della sua famiglia - quella degli Opistognathidae - è un perfetto "uomo di casa".
Tanto per cominciare, si prende cura dei nascituri, covando le uova nella sua grande bocca (vedi foto) fino al momento della schiusa. Il mascellone paterno rimane un rifugio sicuro per i piccoli anche dopo la nascita, in caso di attacco dei predatori.
Tra una covata e l’altra, poi, questo padre modello si occupa dei lavori di casa. Con le sue fauci robuste scava dei cunicoli sui fondali di Atlantico e Pacifico, dove vive, e al primo sentore di pericolo vi si rifugia con tutta la sua famiglia.

Un altro padre modello (guarda)

[E. I.]

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La natura l’ha fatto proprio brutto. E come se non bastasse un faccione sgraziato, l’evoluzione ha pensato a renderlo anche cattivo e pericoloso. Questo pesce tropicale infatti, parente stretto della nostra Lucerna, è dotato di diverse spine velenifere posizionate sul suo dorso. Non è mortale ma incappare negli aculei dell’Uranoscopus sulphurous, questo il suo nome scientifico, provoca forti dolori. Per cui, occhio a dove si mettono i piedi perché questo pesce trascorre il suo tempo ben nascosto nella sabbia protetto dalla sua livrea mimetica; spuntano solo gli occhi che gli permettono di vedere, non visto, le sue prede avvicinarsi. E sarebbe meglio non essere una di loro.

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Quanto può pesare una cattiva reputazione? Nel caso del piranha (Pygocentrus nattereri), molto: da sempre è considerato uno dei pesci più feroci e temibili in natura. Ma anche lui ha dei nemici e non è invulnerabile. Dopo averne studiato attentamente il comportamento, alcuni scienziati della St Andrews University (in Scozia) hanno concluso che i piranha sono costretti ad associarsi in banchi per il timore di essere mangiati. E la particolarità del comportamento è che all’interno del gruppo - quindi nella posizione più sicura - stanno i piranha in età riproduttiva. In modo che abbiano più possibilità di sopravvivere coloro che possono portare avanti la specie.
Questi pesci, tanto temuti, sono infatti lo spuntino prediletto di caimani, delfini e pesci di grandi dimensioni.

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Una nuova ricerca pubblicata dall’autorevole settimanale Nature ha messo in rilievo un bizzarro comportamento dei pesci quando sono coinvolti nel rituale simbiotico della pulizia in cui il pesce pulitore si ciba degli ectoparassiti, dei residui di cibo e pelle dell’ospite.
Quest’ultimo osserverebbe la qualità delle opere di pulizia del pesce spazzino prima di scegliere di usufruire dei suoi “servizi”. A suo volta il pulitore cerca di fare bella figura per impressionare il potenziale cliente (e pranzo).
Chissà cosa avrà dovuto fare il minuscolo gambero indopacifico (Lysmata amboinensis) per aggiudicarsi di pulire le fauci pericolose (ma non per lui) di una murena leopardo (Gymnothorax flavimarginatus).

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Un pesce d'aprile? Sbagliato. Il bestione che vedete esiste davvero e fortunatamente abita lontano da qui, nelle acque del fiume Congo, in Africa. Il pesce tigre Golia (Hydrocynus goliath) nella foto pesa 44 chili ed è lungo un metro e mezzo circa. Ha denti aguzzi che possono raggiungere i 5 centimetri di lunghezza e una sacca riempita di gas nel suo corpo che usa come ricevitore sonoro. Riesce così a captare attraverso le vibrazioni nell'acqua eventuali prede nelle vicinanze e prepararsi all'attacco. L'uomo accanto al grosso predatore è il biologo e documentarista britannico Jeremy Wade, che si è imbattuto nel pesce tigre mentre stava girando alcuni episodi sui pesci d'acqua dolce più aggressivi per Discovery Channel.
Non perderti il video sui 5 pesci d'aprile più clamorosi
Tante altre foto e curiosità sui pesci di mare e di fiume

[E. I.]

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Se questa foto vi fa sorridere, immaginate di essere un pesce che sta per essere mangiato da un pinguino: questa sarebbe l'ultima cosa che vedreste. Detta così, l'immagine assume un aspetto a dir poco terrificante. In questo caso però a essere attaccata dall'audace pinguino Papua (Pygoscelis papua) è stata la videocamera GoPro di un viaggiatore in Antartide con G Adventures. L'autoscatto è stato prontamente condiviso sull'account Twitter di M/S Expedition.

A proposito di autoscatti in rete, non perdere i più estremi di Instagram.
La marcia dei pinguini.

Pensate che le profondità marine ospitino soltanto creature musone e solitarie? Bé è ora di ricredersi! Esplorando i fondali con un po’ di fortuna, incontrerete animali buffissimi, granchi travestiti da fate, cavallucci brufolosi e calamari con la faccia da cartone animato. Un po’ taciturni ma tutti - o quasi - simpatici e colorati. Pronti a tuffarvi? Inizia l’immersione…

Linea sottile e carapace appuntito per questo granchio freccia (Stenorhynchus seticornis) fotografato al largo delle Antille Olandesi. Le zampe a stecchetto lunghe tre volte il resto del corpo lo rendono simile a un goffo "ragno gambalunga" che passeggia velocemente sui fondali caraibici. 


Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini