Corpo di mille balene!

Timide ed eleganti, curiose e giramondo, maestose ma anche in serio pericolo: le regine degli oceani sono minacciate da paesi (come Giappone, Islanda e Norvegia) che rifiutano di sottostare alle leggi internazionali che ne vietano la caccia. Proprio ai cetacei - e a chi si mobilita per difenderli - è dedicato questo slideshow.
Guarda anche il video dell'incontro ravvicinato con una megattera
Perché le balene spruzzano acqua? Cos'è l'ambra grigia? Queste e altre curiosità sui cetacei
Incontri ravvicinati: la fotogallery sul pranzi delle balenottere!

Timida, ma curiosa. Veloce nuotatrice, nonostante i quasi 10 metri di lunghezza, e soprattutto molto agile. Come una ballerina.
Si tratta della balenottera minore del Nord (Balaenoptera acutorostrata), una delle più piccole (si fa per dire) specie di balenottera. Di solito è difficile avvicinarla, ma alcuni individui curiosi "perlustrano" le zone dove ci sono barche, accostandosi senza preavviso e nuotando a lungo accanto alle imbarcazioni. Sono così svelti che riescono a saltare completamente fuori dall’acqua, come i delfini. E si lanciano in “danze” fuori e dentro l’acqua che lasciano i fortunati spettatori allibiti. Come è successo ai ricercatori di una nave oceanografica che hanno fotografato questo esemplare nell’Oceano Pacifico.

Questo esemplare di balena franca australe (Eubalaena australis), che sguazza nelle acque di fronte al Brasile, raggiunte alla ricerca di correnti calde dall'Antartico, ha una caratteristica particolarmente rara: è albino.
Tale difetto genetico provoca la completa assenza di colori nel corpo. Si tratta di un difetto "recessivo", che si manifesta cioè se tutte e due le forme di geni (alleli) presenti nelle cellule sono difettose. L'albinismo produce la mancanza di tutti i pigmenti e in particolare della melanina, la sostanza che determina il colore scuro di pelle, peli e mucose.
Foto: © AP Photo

Il beluga (Delphinapterus leucas), conosciuto anche come balena bianca, è un cetaceo che si distingue per la particolare conformazione della testa: poiché le vertebre del collo non sono incollate tra di loro, infatti, è l'unica balena capace di ruotare il capo. Così quando affiora dall'acqua assomiglia a un periscopio che si guarda attorno…
I beluga vivono in gruppi di 15-20 individui, ma talvolta si radunano in branchi di centinaia o addirittura migliaia. Prediligono le acque fredde delle coste artiche di Europa e Nord America, ma si trasferiscono in fiumi di acqua dolce per partorire.

SPLASH non è solo il rumore del tuffo in mare di uno stupendo esemplare di megattera (Megaptera novaeangliae). Questo è anche il nome dell'ambizioso progetto che riguarda questi cetacei, inaugurato dal ente americano per la ricerca su oceano e atmosfera, il NOAA. Il progetto - la cui sigla sta per "Structure of Populations, Level of Abundance and Status of Humpbacks" - si occuperà di monitorare la vita di questo cetaceo in pericolo di estinzione nelle acque dell'Oceano Pacifico del Nord. Da qui la possibilità concreta di fermare la progressiva diminuzione della sua popolazione, arrivata nel 1992 a quota 7.000: nel 1973 era già considerata specie in pericolo con una popolazione di 15.000 cetacei. Per ascoltare le canzoni subacquee delle megattere durante gli accoppiamenti, vi rimandiamo al Focus File "Musica della natura". © NOAA

Pieni di graffi ma ancora tutti interi. Questi beluga (Delphinapterus leucas) l'hanno scampata bella, sono appena sopravvissuti all'attacco di un orso polare. Saranno stati i loro strilli a salvarli? Può darsi. I beluga, cetacei diffusi nei mari artici, sono tra i mammiferi marini più chiacchieroni, comunicano con acuti vocalizzi simili a un cinguettio, tanto da essere soprannominati "canarini del mare". Anche se vista la stazza con i canarini hanno poco in comune, sono lunghi circa 4 metri e arrivano a pesare anche 1.500 chili! Scopri tante altre curiosità sui cetacei
Guarda anche lo slideshow dedicato agli animali bianchi e albini

[E. I.]

Le megattere (Megaptera novaeangliae) usano le loro canzoni e i loro versi (ascoltali, nel multimedia dedicato ai "Suoni della natura") per comunicare a centinaia di chilometri di distanza. Sono queste canzoni nell'oceano che aiutano, per esempio, gli esemplari che perdono la strada di ritrovare la via del branco. Oggi gli scienziati hanno verificato che la quantità di rumore prodotto dagli uomini raddoppia ogni dieci anni, facendosi particolarmente forte in prossimità delle coste, dove le balene si nutrono e dove passano le loro rotte migratorie. Inoltre, copre i richiami dei maschi nei confronti delle femmine, impedendo loro di trovare un compagno.

Non ce l’ha fatta Colin, il balenottero che, abbandonato dalla mamma, succhiava dalle cinghie degli yacht ancorati nella baia di Sydney sperando di essere da loro allattato (guarda il video).
I veterinari del posto, certi che la baby balena fosse ormai troppo debole per sopravvivere, l’hanno abbattuta venerdì praticandole un’iniezione letale.
A nulla sono valse le proteste di un gruppo di animalisti che stava progettando un sistema di allattamento artificiale per il piccolo.
Colin, gravemente ferito forse per l’attacco di uno squalo, da cinque giorni si rifiutava di riprendere il largo. Neppure l’intervento di un “sussurratore di balene” aborigeno – che ornato di piume in testa ha cercato di comunicare con il cucciolo cantandogli una strana melodia – ha convinto la megattera a cercare la salvezza.

[E. I.]



Tradizione e superstizione religiosa si mischiano in occasione della caccia alle balene che al largo di Lamalera, nella parte meridionale dell’isola di Lombata, nell’Indonesia orientale, costituisce l’unica forma di sostentamento per una terra di origine vulcanica e perciò sterile .
Una balena – fino a 30 tonnellate di carne, sangue e midollo di cui non si butta via niente durante il severo rituale del macello – riesce a sfamare per due mesi l’intero villaggio di 2 mila persone.
I circa 150 cacciatori di balene, che affrontano i capidogli con rudimentali arpioni su piccole barche a vela costruite con sofisticato artigianato e una buona dose di scaramanzia, prendono dal mare solo ciò che serve (non più di una decina di esemplari all’anno).

Questa immagine scattata da un fotografo di Greenpeace mostra una balena mentre viene macellata sul molo del porto di Hvalfjšrour (Islanda). Si tratta della prima balena comune, un esemplare lungo circa 20 metri, uccisa dagli islandesi per ragioni commerciali, dopo che il governo di Reykjavík ha annunciato la ripresa della caccia a questi giganti del mare, in spregio al bando internazionale che ormai da diversi anni garantiva a questi mammiferi una vita relativamente tranquilla.
La caccia alle balene – secondo molti – non è soltanto anti ecologica ma anti economica: il danno di immagine e la fuga di turisti provocati dalla riapertura di questa discutibile caccia difficilmente potranno essere coperti dai proventi derivanti dalla vendita della carne di balena che non viene più consumata nemmeno nei paesi scandinavi (era considerata il piatto dei poveri durante la II Guerra Mondiale, mentre oggi raccoglie i favori dei buongustai giapponesi).
Le nuove leggi islandesi prevedono, dopo uno stop di 16 anni, l’abbattimento di 30 balenottere minori e 9 balenottere comuni entro l’agosto del 2007.

Foto: © Greenpeace/Axelsson.

Che cosa ci fa una balena gonfiabile nel bel mezzo del centro politico di Valparaiso, in Cile? Ne sanno qualcosa i membri di Greenpeace, che lo scorso agosto le hanno trovato quest’insolita collocazione per protestare contro la caccia e la tratta illegale delle balene.
Gli attivisti hanno chiesto formalmente al governo locale di dichiarare le acque giurisdizionali cilene “santuario delle balene”: un’area, cioè, dove venga bandita ogni forma di caccia commerciale ai cetacei in pericolo di estinzione.
Non molto lontano da Cile e Argentina, tra l’altro, si trova proprio uno di questi santuari, quello dell’Oceano Meridionale. Una riserva che si estende per 50 milioni di chilometri quadrati attorno al continente antartico che purtroppo è già stata violata, nel gennaio scorso, da alcune baleniere giapponesi.

Il cucciolo di balena che ha commosso Sydney (guarda il video)
 
Quando le balene camminavano

[E. I.]

A Sidney, in Australia, qualche giorno fa alcuni ambientalisti si sono mobilitati per la salvaguardia delle balene, disegnando questa enorme scritta umana sulla spiaggia. In Giappone la caccia ai cetacei è stata appena riaperta, ufficialmente per scopi scientifici, in realtà per motivi commerciali. Un escamotage per violare la moratoria internazionale in vigore dal 1986. La carne di balena, infatti, è un piatto prelibato, richiesto in molti ristoranti giapponesi. Greenpeace da tempo attiva su questo fronte, promuove diverse iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sulla questione. A una di queste ha partecipato anche Focus Junior. Nell’ambito del progetto “Diamo un nome alla Balena” - a una delle balene che saranno seguite via satellite dai ricercatori per studiarne gli spostamenti - i bambini della community online hanno proposto Aiko (“piccolo amore” in giapponese). Il nome è stato selezionato e le votazioni per quello più bello sono aperte. 
Vota anche tu.
Vuoi saperne di più sul progetto?

Se questi due simpatici beluga (Delphinapterus leucas) spruzzano getti d'acqua fuori dall'acqua non è solo per un'incontenibile voglia di giocare. Alcuni etologi sostengono che dietro a questo comportamento vi sia la necessità di espellere la sabbia che ingurgitano insieme ai crostacei pescati sui fondali marini. Poiché questi cetacei non hanno molti denti affilati per afferrare la preda, tutto ciò che mangiano - granchi, gamberi, molluschi bivalvi, ma anche polpi, calamari e pesci più piccoli - viene ingoiato per intero. Nei loro stomaci sono infatti stati ritrovati anche sassi, piante e alghe raccolti insieme al cibo in un unico "sorso". Altri studiosi ritengono che gli sputi d'acqua, diretti verso la preda, servano ai beluga per smuovere il bottino dal fondale.
Le più belle foto di balene in questa gallery (guarda)

Timida, ma curiosa. Veloce nuotatrice, nonostante i quasi 10 metri di lunghezza, e soprattutto molto agile. Come una ballerina.
Si tratta della balenottera minore del Nord (Balaenoptera acutorostrata), una delle più piccole (si fa per dire) specie di balenottera. Di solito è difficile avvicinarla, ma alcuni individui curiosi "perlustrano" le zone dove ci sono barche, accostandosi senza preavviso e nuotando a lungo accanto alle imbarcazioni. Sono così svelti che riescono a saltare completamente fuori dall’acqua, come i delfini. E si lanciano in “danze” fuori e dentro l’acqua che lasciano i fortunati spettatori allibiti. Come è successo ai ricercatori di una nave oceanografica che hanno fotografato questo esemplare nell’Oceano Pacifico.