Che razza di insetto è questo?

Se pensate che il vostro naso sia un po’ sproporzionato consolatevi con la foto di un punteruolo del Perù (Rhinastus latesternus). In realtà questa specie di proboscide – detta “rostro” – è una caratteristica comune a tutta la sua famiglia, che appartiene all’ordine dei coleotteri e che comprende più di 60 mila specie di insetti “nasuti” simili a questo.
Sulla punta del rostro si trova l’apparato boccale masticatore, che i punteruoli utilizzano per sgranocchiare foglie, frutti e radici. Inutile dire che questo loro “appetito” non è particolarmente gradito ai contadini, che si vedono spesso danneggiare frutti e verdure.
Guarda i nasi più strani del mondo animale.

[E. I.]

C’è chi guardando questa larva d’ortottero (l’ordine di insetti a cui appartengono anche grilli e cavallette) si lecca i baffi. E la pregusta bollita, ripiena o intinta nel cioccolato.
Non stiamo parlando di un cuoco cinese o africano ma di un insospettabile chef belga, che alla cucina di questi e altri animaletti ha addirittura dedicato un libro di ricette. Molto gradito - pare - dai palati d’Oltralpe, tanto che prelibatezze come bignè di grilli e cavallette fritte spopolano già sui tavoli di feste e pranzi di nozze. 
Ma anche in Italia c'è chi va ghiotto di queste bestioline, l’estate scorsa un museo di scienze naturali di Bergamo ha organizzato una serata gastronomica dal titolo "Insetti che bontà". Con un menù a base di grilli, tarme e bachi da seta.

Scorpioni neri fritti e altre bontà (speciale)
Lecca-lecca con sorpresa (guarda)

[E. I.]

Le vacanze sono agli sgoccioli e per molti è arrivato il momento di salutare il mare. Ma c’è qualche fortunello che in acqua – dolce – ci vive, e non ha di questi problemi.
Come questa ninfa – o larva – di libellula (sottorodine Anisoptera), che sembra sorridere soddisfatta in questa foto ingrandita.
Soltanto quando si sentirà pronta a “maturare” la piccoletta uscirà dall’acqua, respirerà a pieni polmoni (e non più con le branchie) e, attaccata a un ramo o a una roccia, si libererà dal suo esoscheletro larvale, per assumere fattezze e colori di una libellula adulta.
Fino ad allora – per un periodo che può durare dai pochi mesi a diversi anni – potrà sguazzare indisturbata nel suo corso d’acqua, a caccia di girini, piccoli pesci e altre prelibatezze acquatiche.

Prova a riconoscere un altro famigerato insetto dalla sua larva

[E. I.]

Forse parlare di superpoteri è esagerato (di quelli vi abbiamo già detto tutto nella fotogallery dedicata), ma la capacità di trasporto delle formiche è incredibile. Basta guardare questa (Atta sp) che fa sollevamento pesi nella foresta: questi insetti sono capaci infatti di sollevare un carico pari a 50 volte il loro peso, insomma come se un uomo fosse capace di alzarne una cinquantina da solo. Alcune loro colleghe invece si danno una mano quando si tratta di pacchi… troppo pesanti: l'unione fa la forza.

A prima vista può sembrare un ramoscello di vimini trasportato dal vento. Ma in realtà questo stecco è capace di muoversi con le sue gambe. E' infatti un insetto: l'insetto stecco (ord. Phasmatodea). Un vero burlone che nelle foreste tropicali dove vive, ama prendersi gioco dei predatori, fingendosi un pezzo di legno fatto oscillare dalle correnti.
Un metodo un po' da "pigri" ma che spesso funziona (anche se non sempre).
E questa è solo una delle tattiche degli insetti appartenenti a questo ordine, che comprende oltre 2.700 specie diverse. Alcuni insetti stecco, hanno le zampe posteriori ricoperte di aculei con cui pungono eventuali aggressori. Altri invece sono dotati di particolari ghiandole che secernono un repellente chimico da spruzzare contro il nemico.

Faccia a faccia con gli insetti (guarda)

[E. I.]

Che ci crediate o no, questo scarafaggio rinoceronte con tre corna (Chalcosoma moellenkampi) è, in proporzione, l’animale più forte del mondo. Questo coleottero originario del Borneo è infatti – assieme a tutti gli altri scarafaggi “cornuti” – in grado di sollevare fino a 850 volte il proprio peso: una forza bruta senza pari, nel mondo animale. Lo stesso elefante, che a prima vista potrebbe sembrare un maciste, in realtà non riesce a sollevare oggetti che superino un quarto della sua stazza.
Quanto alle corna, lo scarafaggio le usa per risolvere le dispute amorose contro gli altri esemplari maschi; le femmine, oggetti delle contese, sono infatti sprovviste di queste protuberanze.
Il maschio può arrivare a misurare anche 12 centimetri di lunghezza.

Forse a prima vista non ha l’aria familiare, ma questo bruco in realtà è un Vip sotto mentite spoglie. Una volta completata la sua metamorfosi infatti, si trasformerà in una sfinge testa di morto (Acherontia atropos), la falena famosa per la sua comparsa – da “attrice” non protagonista – nel film Il silenzio degli innocenti.
In effetti l'insetto da adulto ha un aspetto un po' più macabro di questo bruco sgargiante. E' di color marrone scuro e soprattutto ha sulla schiena, una macchia chiara che ricorda la forma di un teschio (clicca qui per vedere la falena).
Per questo curioso dettaglio la poverina è da sempre al centro di superstizioni e leggende funeree. Già a metà dell’Ottocento, molto prima che diventasse una “star” cinematografica, lo scrittore statunitense Edgar Allan Poe ne aveva parlato in uno dei suoi Racconti del Terrore.
Guarda anche l’antenna “pelosa” di una falena.

[E. I.]

Questa grossa cavalletta, o catidide dalla testa chiodata (Copiphora sp.), è un insetto notturno e tropicale che libera il suo canto proprio al calar della sera. I maschi possiedono speciali organi per la produzione del suono sulle ali anteriori. Le femmine friniscono in risposta al richiamo stridulo dei maschi con una sorta di filastrocca "katy did, katy didn't", da cui deriverebbe il loro nome. Un canto, questo, che fa parte di un rito di corteggiamento che si compie alla fine dell'estate.
I catididi nel mondo sono divisi in quasi 4.000 specie, delle quali almeno 2.000 vivono nelle foreste pluviali dell'Amazzonia, nutrendosi di foglie, fiori e frutta e rappresentando una parte importante della dieta di molti animali come scimmie, uccelli e pipistrelli.

Grazie a Dio è venerdì, sorridete. Sembra questo il messaggio trasmesso dalla buffa faccia di questa libellula (Aeshna cyanea): per scoprire le mille e straordinarie facce degli insetti vi invitiamo a visitare la nuova fotogallery.
La famiglia delle Aeshnidae raggruppa le libellule più robuste dell’intero Ordine che vivono in tutto il mondo accanto all’acqua stagnate, in zone paludose, lungo sentieri e siepi ma anche in città. Le femmine depongono le uova in piccoli gruppi, all’interno di tagli praticati nella vegetazione.

Lo scarabeo dalla lunghe corna (Macrodontia cervicornis) è uno dei più grandi al mondo coi suoi 10 centimetri e più di lunghezza. Questo insetto fa parte della famiglia dei Cerambicidi, conosciuti per i colori generalmente vivaci e le lunghe antenne, che spesso superano la lunghezza del corpo e che valgono loro il nome di "longicorni". La maggior parte delle specie di cerambicidi (se ne contano più di 30.000) vive nelle regioni tropicali: in Europa si trovano numerose specie (circa 600) e in Italia si contano oltre 280 fra specie e sottospecie. Prima di svilupparsi nell'insetto adulto, le larve vivono nel legno degli alberi in cui scavano lunghe gallerie, producendo spesso gravi danni.

Quando non vola una mosca… magari è perché è impegnata in qualche attività più divertente. Quelli “paparazzati” nella foto sono due esemplari (probabilmente del genere Sarcophaga), colti nel momento dell’accoppiamento.
Le loro larve cresceranno nei luoghi che questi animali ritengono più accoglienti, come il letame e i rifiuti domestici. In presenza di un po’ di tepore, diventeranno adulte nel giro di dieci giorni. Le mosche domestiche sono gli insetti di gran lunga più diffusi sulla Terra; pare che non siano presenti solo in Australia e nella zona artica. A quanto pare, allora, si danno parecchio da fare…

Se la mantide religiosa foglia morta (Deroplatys truncata) potesse sceglier la sua stagione preferita, probabilmente propenderebbe per l’autunno: in questo periodo infatti potrebbe facilmente nascondersi in mezzo alle foglie cadute a cui tanto assomiglia. Quest’astuta mangia-mariti – che predilige il clima umido di Malesia, Borneo e Indonesia – è entrata talmente bene nella parte di vegetale che, se disturbata, oscilla lievemente come una foglia al primo soffio di vento. Quando invece si sente minacciata, si lascia cadere al suolo e rimane immobile, confondendosi in mezzo alle vere foglie secche: così rane, scimmie, uccelli e piccoli serpenti, suoi principali predatori, rimangono a bocca asciutta.

Sembra intarsiata di finissime perle questa coccinella che riposa su un fiore di primo mattino. Il "mantello" trasparente sul suo dorso è formato da gocce di rugiada, immortalate da un fotografo tedesco che ha utilizzato lenti macro. La livrea colorata delle coccinelle dai sette punti (fam. Coccinellidae) è un chiaro segnale di avvertimento per i potenziali predatori: l'assaggio potrebbe risultare sgradito. Se toccati o spaventati, infatti, questi coleotteri emettono un liquido giallo dall'odore pungente che serve a disincentivare l'aggressore a proseguire con l'attacco. Questa sostanza tossica, è velenosa per molti tipi di uccelli, che ripiegano su un altro boccone.
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Insetti da giardino, in primissimo piano
Altre foto di coccinelle (guarda)

Focalizzate lo sguardo su questo fiore: notate niente di strano? Se non riuscite a vederla non è grave, la mantide orchidea (Hymenopus coronatus) è una maestra di mimetismo. La sua livrea così somigliante ai petali dei fiori delle foreste pluviali di Indonesia, Malesia e Sumatra, suo habitat originario, le permette non solo di sfuggire ai predatori, ma soprattutto di assicurarsi la cena. Immobile sulle orchidee - salvo un lieve movimento ondulatorio che imita una pianta mossa dal vento - aspetta che gli insetti si avvicinino al fiore per succhiarne il nettare. A quel punto immobilizza la preda con le potenti zampe armate di spine, e il gioco è fatto.
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Se pensate che il vostro naso sia un po’ sproporzionato consolatevi con la foto di un punteruolo del Perù (Rhinastus latesternus). In realtà questa specie di proboscide – detta “rostro” – è una caratteristica comune a tutta la sua famiglia, che appartiene all’ordine dei coleotteri e che comprende più di 60 mila specie di insetti “nasuti” simili a questo.
Sulla punta del rostro si trova l’apparato boccale masticatore, che i punteruoli utilizzano per sgranocchiare foglie, frutti e radici. Inutile dire che questo loro “appetito” non è particolarmente gradito ai contadini, che si vedono spesso danneggiare frutti e verdure.
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[E. I.]